A gennaio, mezza serie A è già senza obbiettivi

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NUMERI– a girone di ritorno appena iniziato, si può dire che la lotta per la salvezza, se mai c’è stata, è già finita. Le ultime 3 della classifica infatti, Crotone, Palermo e Pescara, viaggiano ad una media inferiore al mezzo punto a partita, con una previsione finale quindi di 21-22 punti. La quart’ultima, attualmente l’Empoli, ha un vantaggio di ben 11 lunghezze sulle terzultime. Se si pensa che, da sempre, la quota-salvezza psicologica è di 40 punti, che in alcuni casi non è neanche bastata (il Bologna nel 2005 retrocesse con 42), quest’anno ci si salverà con molti, molti di meno.  Si tratta di una situazione oggettivamente anomala, per la debolezza delle ultime 3 compagini; Pescara e Crotone, neo promosse dalla B, non sono riuscite a rinforzare adeguatamente la rosa in estate, mentre il Palermo, reduce da anni e anni di cessioni eccellenti, non poteva che pagar dazio alla politica del presidente Zamparini, più concentrato sui continui cambi di allenatore che sul rinforzare la squadra. Sta di fatto che, alla 21esima giornata, almeno 8 squadre su 20 (non volendo mettercene una nona, la Fiorentina), cioè quasi la metà del totale, non hanno più nulla da chiedere alla classifica. La zona Europa League (ammesso che convenga parteciparvi a squadre non particolarmente attrezzate, come dimostra il Sassuolo in questa stagione) dista dal Torino, attualmente nono, ben 9 punti (il quinto posto, che garantisce l’accesso diretto, in realtà, 10). Per cosa lotteranno, da qui alla fine, queste 8-9 squadre (per non parlare delle stesse ultime 3, di fatto già retrocesse)?

PROBLEMA ATAVICO– Potranno programmare con largo anticipo la prossima stagione, valorizzare i propri giovani e cercarne di nuovi. Ma non è facile scendere in campo lottando per un dodicesimo posto, sperando magari di arrivare undicesimi…l’anomalia delle ultime squadre cosi scarse, forse irripetibile nelle dimensioni, ripropone però bruscamente il vero problema, e cioè che la Serie A a 20 squadre non rispecchia la natura del calcio italiano. Da noi è troppa la differenza tra le squadre metropolitane e le altre, in termini di bacino d’utenza e possibilità economiche (considerati anche i criteri di assegnazione dei diritti tv), e questo rende di fatto inavvicinabili per tutti gli altri le prime 5-6 posizioni. Da noi non è pensabile non dico una caso Leicester, ma nemmeno una situazione tipo Liga spagnola, dove ci sono si 2 o forse 3 corazzate, ma il resto del campionato è sufficientemente equilibrato. Una tale situazione toglie interesse a molte partite da qui alla fine, e falsa oggettivamente la classifica, perché molte squadre, essendo demotivate, presumibilmente non daranno tutto contro chi, invece, ha ancora un obbiettivo.

RIDUZIONE– il problema della scarsa motivazione della zona centrale della classifica, specie nelle ultime giornate, è ineliminabile, e ci sono due modi per affrontarlo. O si prolunga la stagione con playoff e play-out, rispettivamente per l’accesso alle coppe e per la salvezza, coinvolgendo cosi più squadre (molto difficile, per le esigenze, negli anni pari, della nazionale, e per la disparità che si verrebbe a creare con gli altri campionati), oppure si riduce il numero dei partecipanti; se non a 16, almeno a 18. Anche questa soluzione, però, appare poco realistica, per due ottime ragioni; da un lato, molte società non hanno ovviamente interesse ad aumentare i rischi di retrocessione dalla A, torneo che vale infinitamente più della B in termini economici, per non parlare della visibilità televisiva e mediatica, con conseguente valorizzazione del patrimonio tecnico (tralasciando il semplice prestigio); dall’altra, la contrarietà delle piattaforme televisive satellitari e digitali, che trasmettono la serie A in diretta costituendo la principale fonte di reddito delle società, e che ovviamente  hanno interesse a trasmettere il maggior numero di partite possibili, spalmandole, come fanno già ora, su più giornate per massimizzare gli ascolti. Quindi, salvo cambiamenti attualmente impensabili, il girone di ritorno vedrà tantissime “amichevoli”, e diverse altre partite poco significative sul piano tecnico, con tanti saluti alla regolarità del torneo e anche al suo interesse

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