Al via scatenate l’inferno: il nuovo ordine di Sarri, per vincere contro le grandi

Squadra e gioco che vince, non si cambia. si sprecano così gli elogi per la qualità degli sprazzi di gioco che gli azzurri hanno mostrato anche sabato sera a San Siro, chiudendo la gara in 10 minuti, già come visto al San Paolo contro l’Inter. Perché bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, Sarri impara dai propri errori, le milanesi invece no.

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Errori che nel passato recente degli azzurri hanno pesato per troppo tempo su una competizione a lungo termine, come è il campionato per l’appunto, da Mazzarri, via Benitez, fino appunto al primo periodo di Sarri. Infatti, quante volte il Napoli concedeva, nello scontro diretto contro le big i primi minuti agli avversari, trovandosi poi costretto a rincorrere e a correre, sprecando energie, per il pareggio? Oggi non è più così, un po’ perché il Napoli è ormai un classico, un’operazione San Gennaro della Serie A, e dopo tanta applicazione si trova ora con un sistema di gioco collaudato, un po’ perché il punto di forza del tridente dei piccoli è la velocità, gli scatti ubriacanti, le finte disorientanti, e quindi, tutte queste skills, come si legge nei numerosi video di You tube che omaggiano i calciatori azzurri, queste qualità devono essere sfruttate al meglio, leggasi al più presto, subito. Non si può infatti pensare di arrivare all’ 80esimo  minuto del secondo tempo, a ricorrere all’uno contro uno. Sono quindi, per fortuna, finiti i tempi in cui si aspettava Mazzarri togliersi la giacca e restare in camicia bianca per lanciare ai suoi il segnale di attacco del gladiatore: “Al mio via scatenate l’inferno”. Ora l’inferno azzurro, per gli avversari, comincia fin dal primo minuto.

Insigne, Mertens e Callejon sono letali, palla a terra, nei primi 20 minuti, e quando sentono l’odore del risotto milanese, i loro piedi sono più raffinati del risotto, basta vedere cosa hanno combinato nei primi minuti di gioco contro le due squadre della Madunina, quella bela che per avere un’identità,  deve prendere le distanze da Napoli e dalla sua canzone. Distanze che per ora, in classifica e sul campo da gioco, Sarri ha imposto con grande maestria.

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