F1, quel che è stato e quel che sarà

rosberg

A metà strada tra il drammatico finale di Abu Dhabi e la stagione che verra’, riavvolgiamo il nastro ed analizziamo la stagione 2016 attraverso alcuni dei suoi principali protagonisti.

PROMOSSI

Nico Rosberg

Alla fine ce l’ha fatta. Non era facile scrollarsi di dosso una serie di etichette come “figlio di papà”o “più bello che bravo”, ma Nico è riuscito in un’impresa titanica. Il tedesco, nonostante l’enorme pressione ed una situazione di classifica che si era fatta estremamente complicata, ha mantenuto i nervi saldi sovrapponendo l’abnegazione al talento, ed il suo smodato desiderio di non passare alla storia come un eterno secondo alla fine ha avuto la meglio. La battaglia, senza esclusione di colpi, contro il fenomenale compagno di squadra, lo ha spinto verso limiti che, una volta raggiunto l’agognato traguardo, difficilmente si sarebbero potuti ripetere. Da qui la sorprendente (ma per molti versi comprensibile) decisione di abbandonare la F1. Mentalmente svuotato, e con nuove priorità, Nico lascia un grande vuoto nel Team Mercedes e non solo. Quando si dice abbandonare all’apice del successo…

Max Verstappen

Arrembante, spregiudicato, sempre al limite e a volte anche oltre. Ad un anno dal discusso debutto, l’olandese volante ha zittito tutti gli scettici. Chi aveva dubbi sulle sue capacità o sulla mancanza di esperienza, no potrà che essersi ricreduto. Qui non siamo di fronte al classico “figlio di”. Max ha la stoffa del campione. Partito con la modesta Toro Rosso, Max coglie al volo l’opportunità offertagli dalla Red Bull ed al debutto con la scuderia austriaca, complice il ritiro delle due Mercedes di Hamilton e Rosberg, ottiene una strabiliante vittoria diventando il più giovane pilota ad aver vinto una gara di Formula 1. L’altra gemma della stagione arriva in Brasile con una prestazione straordinaria, dopo una rimonta epica in condizioni meteo proibitive. In mezzo tanti duelli ruota a ruota, e le critiche non troppo velate di diversi colleghi a cui non piace la sua irruenza e certe manovre (vedi cambi di traiettoria in frenata). Ma l’olandese fa spallucce, se ne infischia e forte del quinto posto assoluto guarda al futuro con comprensibile ottimismo. Predestinato.

Kimi Raikkonen

Sembrava bollito ed invece…
Il finlandese, dopo aver preso paga nel corso delle ultime stagioni prima da Alonso e poi da Vettel, ha sorpreso con la sua ritrovata competitività. Certo non siamo vicini agli standard altissimi raggiunti negli anni in McLaren o durante la sua prima avventura in Rosso, eppure l’algido Kimi visto nel 2016 sembra aver un senso all’interno della Scuderia. Pochi errori, addirittura meglio di Vettel in qualifica, molti punti portati a casa con una costanza di rendimento simile al biennio trascorso in Lotus. Il rinnovo, meritato, sembra avergli fatto bene. Rigenerato.

Force India

Basta guardare la classifica. Dietro ai tre colossi Mercedes, Red Bull e Ferrari, spunta a sorpresa il Team Vijay Mallya. In meno di un decennio il poliedrico imprenditore indiano è riusciuto a ritagliarsi uno spazio importante in un contesto complesso come la F1. Monoposto dall’aerodinamica semplice ma efficace, il poderoso motore Mercedes, e due piloti come Perez ed Hulkenberg che garantiscono un rendimento costantemente alto. Peccato che il tedesco abbia deciso di salutare (per lui si aprono le porte della Renault), ma la Force India ha le carte in regola per confermarsi.

RIMANDATI

Lewis Hamilton

Sul fatto che Lewis sia con ogni probabilità il pilota di maggior talento non sembrano esserci molti dubbi, eppure, nello sport il solo talento spesso non basta.
Il tre volte Campione del Mondo potrà addebitare alla sfortuna il mancato poker, ma ad analizzare bene la stagione ci si accorge che in numerose occasioni Lewis è stato poco reattivo (diverse partenze sbagliate), poco lucido (errori strategici suoi e del Team) o, cosa ancora più grave, poco concentrato. La straordinaria prova di forza finale, con le 4 vittorie di fila che lo hanno soltanto avvicinato a Nico, sembrano un buon viatico verso un’immediata riscossa. Soprattutto ora che il suo amico/nemico ha deciso di appendere il casco al chiodo. Distratto.

Sebastian Vettel

Dopo una fantastica stagione al debutto in Rosso, Seb ha steccato la sua seconda annata. La frustrazione per una monoposto non all’altezza della situazione e del suo enorme talento, ma anche un atteggiamento irritato ed irritante. Spesso in aperta polemica con il Team, Seb non si è confermato come lo straordinario uomo squadra ammirato nel 2015. Il vero problema in Ferrari non sono certo i piloti, ma da un 4 volte iridato è lecito aspettarsi di più. Scontroso.

McLaren – Honda

Se si considera la disastrosa base di partenza, ovvero la monoposto del 2015, i passi avanti sono innegabili, ma quando in ballo ci sono uno dei Team piu’ vincenti della storia della F1, un fornitore che con la stessa scuderia ha scritto pagine memorabili della storia di questo sport, e due piloti Campioni del Mondo, ecco che ancora una volta il piatto piange. Meglio si ma non basta.

BOCCIATI

Ferrari

Le avventate previsioni di Sergio Marchionne avevano generato attese sproporzionate al reale valore della monoposto. E pensare che alle prime uscite il divario, seppur ampio, non sembrava incolmabile. Ed è proprio questo uno dei fattori più preoccupanti (e deludenti): da anni ormai la Scuderia non riesce a progredire nel corso stagione, al contrario ad esempio della Red Bull. Le tristi vicende personali che hanno colpito James Allison possono soltanto in parte giustificare una debacle clamorosa. Urge invertire la rotta.

Renault

Prestazioni al di sotto delle attese. Pochissimi punti (8 per l’esattezza), ancor meno momenti da ricordare, e poche speranze di immediate riscatto. E pensare che il motore fornito alla Red Bull ha svolto egregiamente il suo compito. Un mistero. L’arrivo di Hulkenberg potrebbe non bastare.

Sauber

Per anni il team elvetico è stato una palestra di campioni, e grazie all’eccellente lavoro del suo padre/padrone Peter Sauber, i risultati positive non sono mancati, ma la parabola discendente degli ultimi anni sembra inesorabile. Chiudere il campionato con 2 punti vale più di ogni ulteriore commento. Urge immettere capitali ed energie nuove.

FIA

Regolamenti astratti e ottusi, gare spesso noiose, ed alcuni momenti potenzialmente adrenalinici, come le gare sul bagnato, sedati in nome di una pseudo sicurezza che scontenta piloti e fan.

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