Inter: per vincere è importante conoscere i limiti

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Limite. Per tutto esiste un limite. Anche le strisce di vittorie più lunghe, ad un certo punto, trovano una fine. E il tifoso interista che, si sa, di natura, non è uno dei più ottimisti del mondo, grazie a quello che la storia della sua squadra gli regala, teme un po’ questa accoppiata di partite sulla carta abbordabili, perché sa che son quelle in cui la sua squadra può fare il classico passo falso. Mezzo o tutto che sia. Certo, sembrano passati anni luce dalla partita d’andata in cui un’Inter ancora spaesata toppò il match interno e portò a casa solo un punto, il primo della sua classifica. E l’inizio partita sembra un po’ giustificare questo timore, visto che il Palermo parte bene, dimostra di non avere timori e imbastisce pure la prima azione pericolosa della partita. Certo, poi, l’Inter alla distanza cresce e crea alcune occasioni clamorose per passare in vantaggio (il colpo di testa di Icardi grida ancora vendetta). Però il Palermo non abbassa mai la testa, contiene bene le sfuriate nerazzurre ed anzi ne imbastisce anche di interessanti e impegnative per la difesa interista. E porta la partita al limite del primo tempo sullo 0-0.

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Limite di sopportazione . Come quello del volto di Gagliardini, che prima rimedia una gomitata e poi prende una pallonata piena nel corso di un’azione sugli sviluppi di un angolo per i rosanero, con cui stoppa ogni velleità dei padroni di casa. E anche quelle di respirazione corretta della propria appendice facciale.

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Al limite. Come l’intervento, dello stresso giovane nerazzurro nel corso della stessa azione, quando trattiene un po’ troppo l’avversario e insinua il sospetto del penalty. O come quello di Ansaldi, che non controlla la scivolata, esattamente come l’avversario, sul terreno scivoloso, e rimedia il secondo giallo. Forse eccessivo.

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Limite tecnico. Come quello dei piedi di Posavec, che, nel tentativo di controllo della palla sulla linea di fondo su un retropassaggio, la svirgola in angolo. O come quello di Gazzi, che prova a battere il proprio portiere con un colpo di tacco involontario mentre, in realtà, cerca di scalciarla in avanti.

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Limite temporale. Come quello del 65′, quando le resistenze del Palermo cadono sotto i colpi del solito cross perfetto di Candreva e dell’acrobazia di un Joao Mario determinante con il suo ingresso.

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Limite dell’asticella. Come quello delle vittorie nerazzurre, che, a discapito della scaramanzia del tifoso interista, si alza di un’altra tacca.

Ora il Milan è scavalcato. La Lazio è ad un punto. Il terzo posto a 4. L’inter è in piena zona Europa League. Al Milan, dietro, manca, però, una partita. Pazienza. Al limite sarà sesto posto.

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