A Bologna un Toro dalle corna spuntate: cercasi Belotti disperatamente per il match con l’Atalanta

Sasha Mihajlovic, allenatore del Torino (Immagine Mamefeed)

TORINO – Al “Renato Dall’Ara” il Bologna ha colto il secondo successo consecutivo contro un Toro abulico e inconcludente. A castigare i granata è stato l’ex di turno Dzemaili con un gol per tempo; dopo la tripletta rifilata ai granata quando era nel Napoli, così, lo svizzero si rivela più che mai una bestia nera per il Torino. I ragazzi di Mihajlovic restano a 30 punti e rimangono al nono posto, allontanandosi però dall’Europa League (l’Atalanta, che è sesta, ora dista otto punti).

PRIMA E DOPO IL BOLOGNA– Le due squadre si sono presentate all’appuntamento in situazioni molto diverse. Il Bologna veniva dalla vittoria di Crotone e dalla prova convincente in Coppa Italia con l’Inter nonostante la sconfitta. Il Toro veniva invece da un momento assai meno brillante: prima l’eliminazione con molti rimpianti in Coppa Italia col Milan, poi il 2-2 in campionato col medesimo Milan ed altrettanti rimpianti. Il Toro visto al “Dall’Ara” , almeno nel primo, ha gestito il pallino del gioco ma ha fatto una fatica terribile ad entrare nell’area rossoblu: l’assenza di Belotti si è sentita eccome. Nella ripresa, poi, ha continuato a non pungere ed anzi a soffrire i rossoblu più di prima. Nemmeno le cinque punte schierate da Mihajlovic (Ljajic, Falque, Boyè, Iturbe e Martinez) sono riuscite a produrre un’azione degna di questo nome; Mirante è stato impegnato due volte in tutto il match, entrambe su calcio piazzato di Ljajic. Il raddoppio di Dzemaili nel finale è parso il giusto premio al Bologna e la giusta punizione al brutto Toro di ieri.

BOLOGNA    SAMPDORIA NELLA FOTO  goal   di  verdi
BOLOGNA SAMPDORIA NELLA FOTO goal di verdi

IL BORSINO GRANATA: CHI SALE E CHI SCENDE – Dopo il match di ieri al Toro scendono quasi tutti: probabilmente si sono salvati solo Hart, Moretti e Valdifiori. Forse sta deludendo un po’ anche Mihajlovic: a parte gli errori tattici (come il disinvestimento sul centrocampo), i toni severi riservati al suoi giocatori hanno lasciato qualche perplessità. Difficile motivare i suoi ragazzi così, ma soprattutto difficile che questi problemi tattici e psicologici siano tutti colpa loro. Se è vero che il tecnico serbo è forse il sostituto ideale di Ventura, questo Toro sembra avere gli stessi limiti delle sue squadre precedenti, tutte dignitosi ma tutte incapaci di fare il salto di qualità verso la classifica che conta. Si è poi capito definitivamente che il Toro fuori casa è quasi da retrocessione e che senza Belotti è quasi inoffensivo: anche queste due annose questioni daranno molti grattacapi a Cairo, Petrachi e, ovviamente, allo stesso Mihajlovic.
Andrea Belotti, attaccante del Torino
Andrea Belotti, attaccante del Torino

ORA L’ATALANTA – Il match di ieri è parso a molti l’addio definitivo alle speranze europee dei granata. Forse, però, la sorte mette un’altra opportunità nelle loro mani: domenica al Grande Torino arriva l’Atalanta, che è otto punti più avanti ma che con una vittoria potrebbe essere almeno avvicinata. I ragazzi di Gasperini sulla carta non hanno niente di più di quelli di Mihajlovic, anzi forse hanno qualcosa in meno. Sembrano però più squadra e i punti fatti lo dimostrano così come l’atteggiamento in campo. Chi vivrà vedrà.
Fonte: zimbio.com
Fonte: zimbio.com

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