A tutta B (prima parte): ritorno all’ordine, Ceravolo una volta e le frasi fatte

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RITORNO ALL’ORDINE (O QUASI) – Dopo lo scossone della prima giornata, in cui diverse gerarchie sembravano essere state ribaltate, nell’ultimo turno tutto sembra essere tornato (quasi) alla normalità. Almeno là davanti: il Verona fa un sol boccone della Salernitana, nel posticipo domenicale, e consolida il primo posto; il Frosinone la segue a ruota, tornando nuovamente alla vittoria, in anticipo, contro un Brescia che ha cominciato malissimo il girone di ritorno, inanellando la seconda sconfitta consecutiva, risultato che permette ai ciociari di saltare nuovamente al secondo posto; il Benevento travolge letteralmente il Carpi nello scontro diretto, riavvicinandosi al terzo posto. Terza piazza che torna ad essere occupata dalla Spal che, con il pareggio, ottenuto in extremis sul campo del Vicenza, scende un gradino, ma resta saldamente in corsa. Dietro di loro un po’ di rallentamento visto che, oltre al Carpi suddetto, il Cittadella cade a Terni, l’Entella stavolta si fa rimontare e esce con un punto dal Partenio e il Perugia non va oltre il pareggio a reti bianche con un Bari che sembra nuovamente attraversare uno dei suoi periodi grigi. Ad approfittarne è, allora lo Spezia: comprati gli attaccanti i gol arrivano perché, anche se Fabbrini non segna all’esordio, porta una tal nuova tonicità all’attacco bianconero che gli aquilotti ne fanno 3, come mai in stagione, tanto da resistere al ritorno del Latina nei minuti finali, quando i padroni di casa sono ridotti in 10. Per quel che riguarda la coda, prosegue il “nuovo campionato” del Trapani, e mai frase fu più vera, visto che in due giornate i siciliani hanno vinto più partite che in tutto il girone d’andata: la seconda vittoria consecutiva fa circolare aria nuova in casa granata, aria di speranza, perché se è vero che anche la Ternana, un passo sopra, ha vinto, i contemporanei pareggi del Cesena, che stavolta non fa valere il fattore campo e non va oltre il 2-2 con l’Ascoli, e del Pisa, che, in extremis, recupera il Novara, oltre alla sconfitta dei rivali nello scontro diretto della Pro Vercelli, schiacciano ulteriormente la classifica sul fondo, riaprendo a qualsiasi scenario.

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CERAVOLO UNA VOLTA – Quasi nulli i cambiamenti in classifica marcatori dopo l’ultimo turno, vista la quasi completa assenza dai tabellini di praticamente tutti i bomber d’alta quota. A parte il capocannoniere Pazzini, che, col gol d’apertura del Verona con la Salernitana, sale a 17 marcature, allungando di una lunghezza su Caputo, fermo a 12. Fisso, come ormai da diverse settimane, Litteri a quota 10. Ma nulla si muove neppure dietro di lui, dove il gruppo dei marcatori a 9 gol resta composto da Avenatti, Dionisi, Lasagna e Coda. Fatta la debita menzione per il Diablo Granoche (foto di copertina), che segnando due dei tre gol della vittoria dello Spezia sul Latina, seconda doppietta stagionale, regala punti preziosi per la corsa play off delle aquile, la vetrina di questa puntata è dedicata a chi è stato l’altro unico duplice marcatore di giornata, contribuendo alla vittoria della sua squadra, impegnata in uno scontro diretto, per 3 punti che ne hanno consolidato la posizione di altissima classifica, uno dei protagonisti di tutto il girono d’andata, ovvero Ceravolo del Benevento. Fabio Ceravolo è un attaccante nato a Locri il 5 marzo 1987, cresciuto calcisticamente nelle giovanili della formazione dilettantistica dell’Agesidamo Locrese, fino al 2002, quando passa al settore giovanile della Reggina. Con la squadra calabrese arriva ad esordire in massima serie, nel 2005, anno in cui mette insieme 6 presenze. La stagione successiva la passa in prestito, 6 mesi alla Pro Vasto in C2, con cui segna il suo primo gol tra i professionisti, e 6 al Pisa, in C1, dove di reti ne mette a segno 3, contribuendo alla promozione dei toscani in B. Nel 2007/08 la Reggina lo richiama alla base e lo conferma, così che resta in maglia amaranto per 2 stagioni, in cui mette insieme 40 presenze e segna i suoi primi 3 gol in massima serie. Nel 2009 va in comproprietà all’Atalanta, sempre in A, ma con i suoi 3 gol non riesce ad evitare la retrocessione degli orobici, che, comunque, lo confermano anche per la stagione successiva, in cui di reti ne mette a segno 2. Nel 2011 la Reggina riscatta il giocatore e lo riporta in maglia amaranto, per quella che è la stagione della sua consacrazione, con 11 reti in una stagione di B. Resta altri 6 mesi in Calabria, quindi passa alla Ternana, dove ci mette una stagione e mezzo ad ingranare (1 gol ogni stagione), prima di esplodere e chiudere le ultime due con 11 e 12 gol, suo attuale record personale, messo a segno la scorsa stagione. Da quest’estate è al Benevento, alla cui splendida stagione sta contribuendo in modo determinante: elemento fondamentale dell’attacco giallorosso, aveva contribuito fino a sabato al sorprendente campionato dei debuttanti campani con 6 gol. Nel match contro il Carpi, scontro diretto d’alta classifica, un nuovo exploit che l’ha portato a quota 8 ed ha permesso alla sua squadra di tornare ad un passo non solo dal terzo posto, ma anche dalla zona promozione diretta: al 17′ ha messo a segno il rigore con cui i padroni di casa hanno aperto le marcature; a fine primo tempo ha insaccato con un destro repentino il preciso cross rasoterra dalla destra di Ciciretti in un’azione tutta in velocità, per il 2-0 che ha tagliato le gambe agli emiliani, prima che Falco chiudesse i conti nel secondo tempo.

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FRASI FATTE – In corso di mercato invernale, di qualsiasi categoria si parli, è facile imbattersi in discussioni tra i milioni di “allenatori” che riempiono la penisola e che hanno sempre la soluzione pronta per ogni avversità o la propria terapia miracolosa per i problemi tecnici di una squadra. Esperti di mercato, sanno tutto di tutti e si sentono in dovere di esprimere il proprio giudizio su ogni voce di mercato o operazione effettivamente conclusa. Meglio se fatto preventivamente, senza neppure avere avuto un riscontro dal campo. Così per poter dire “Visto, te l’avevo detto!” in caso di effettivo andamento della cosa secondo le proprie previsioni. O semplicemente sparire e non proferire più giudizi per qualche settimana se il vaticino è cannato completamente. Tra le frasi che più facilmente si leggono nei forum di tifosi di questo periodo, e che dimostrano una scarsa lungimiranza, ma, soprattutto, una ridotta conoscenza storica delle vicende del calcio, ci sono quella che vuole che il mercato invernale non serva a nulla perché ormai non gira nulla di interessante e i pezzi buoni non te li dà nessuno, e che i giocatori che, comunque, girano a gennaio, soprattutto se vengono da uno scarso uso nella squadra d’appartenenza, non possano essere fondamentali alla causa. Frasi fatte. E, come si diceva, poco informate, visto che, e i campionati di ogni stagione che si rispetti lo dimostrano, non sono il nome, il rendimento precedente o l’utilizzo nella vecchia squadra, che determinano, a prescindere, i risultati di un giocatore nella nuova. A volte un cambio di maglia può portare ad una svolta nella stagione di un giocatore; a volte la maggior considerazione può far trovare in lui nuovi stimoli; a volte, semplicemente, un nuovo ambiente può essere quello che cambia la carriera. Se qualcuno avesse dei dubbi basta guardare queste prime due giornate del ritorno: il re è sicuramente Floccari, prelevato dalla Spal al Bologna, che dopo uno scarsissimo utilizzo nei primi sei mesi in maglia rossoblù, è arrivato a Ferrara e, nel giro di due giornate, ha già segnato due gol fondamentali, che hanno portato 4 punti alla causa spallina; poi c’è Cocco, che dopo i fasti di Vicenza, nelle ultime stagioni si è visto poco, sia in maglia Pescara, che nei 6 mesi a Frosinone e che, invece, all’esordio con il Cesena ha segnato il fondamentale gol del pareggio nella trasferta dei romagnoli a Perugia nella prima giornata; e che dire di Catellani, che ha esordito con il gol nella sua prima partita all’Entella o, ancora, di Moretti che ha messo a segno un bellissimo gol per regalare il pareggio alla sua nuova squadra, l’Avellino, dopo 6 mesi di scarso utilizzo al Latina. E questi sono solo gli esempi più eclatanti, quelli che hanno condito la prestazione con il gol, ma tanti sono quelli che hanno inciso anche solo con la prestazione, basti pensare a Fabbrini che ha dato una tale sferzata all’attacco aquilotto, pur senza segnare, che lo Spezia ha segnato come mai prima in stagione. E come la sua tante altre storie. Nel calcio mai nulla è davvero scontato. Ogni bravo “allenatore”, prima di parlare, dovrebbe tenerne molto conto.

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