Incubo Knicks: tutti colpevoli, ma gli unici che pagano sono i tifosi

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Dal “caso Rose”, fino alla “farsa Melo”, passando per acquisti inutili e risultati pessimi. Ecco, per i tifosi di NY, c’è poco da ridere. Ogni anno la storia si ripete: ad inizio regoular season la piazza si carica di aspettative, per poi essere puntualmente delusa ogni stagione. Ovviamente il primo colpevole è Phil Jackson, che continua ad avere il ruolo di presidente, ma che ormai non riesce più a gestire il clima incandescente. Colpa di un’idea del gioco arretrata, e di un’incapacità nel modernizzarsi, che hanno portato l’ex allenatore dei Bulls a costruire una squadra orribile, una bomba pronta ad esplodere. E i risultati si vedono. Acquisti insensati (Noah, Jennings), e la mancata lucidità nel capire che Anthony ormai aveva già rotto con i tifosi.

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La situazione dei Knicks è disastrosa, ed è frutto di un’ errata rifondazione del team. A febbraio 2011 la scelta di puntare tutto su Carmelo Anthony, di farlo diventare l’uomo farnchigia, ignorando completamente che il ragazzo di Red Hook, è sì uno dei migliori giocatori della lega, ma è anche un solista, incapace di giocare con i compagni. Inizialmente la scelta paga: al termine della stagione 2010-2011 i Knicks tornano ai Playoff dopo sei anni, ma vengono subito eliminati dai Celtics con un perentorio 4-0. La stagione successiva rivede NY essere eliminata dai Miami, mentre l’anno successivo il sogno del titolo s’infrange al secondo turno dove Melo e gli altri, vengono eliminati con un sorprendente 4-2, e inoltre si tratta, ad oggi, dell’ultima apparizione dei Knicks ai Playoff.

Le stagioni successive sono a dir poco imbarazzanti, e il rapporto tra Carmelo e i tifosi si deteriora sempre di più. Phil Jackson diventa presidente nel 2014, e, invece di cercare un buono scambio per liberarsi di Melo, lo blinda con un contratto faraonico. All’inizio della stagione 2016-2017 i Knicks tentano il colpaccio assicurandosi Derrick Rose, o perlomeno la sua contro figura. Già, perchè l’ex playmaker di Chicago ormai, si è rovinato la carriera, colpa di un doppio, tremendo, infortunio alle ginocchia. Ma si tratta comunque di un ex MVP, quindi viene visto come il tassello, che permetterà ai Knicks di recitare un ruolo da protagonisti ad Est, insieme ai Raptors ed ai Cavs. Risultato? Un mese fa, D-Rose, non si è presentato ad una partita, creando ulteriore scompiglio all’interno del team, mentre di grandi prestazioni neanche l’ombra. La domanda sorge spontanea: era davvero necessario l’acquisto di Rose, ormai in stampelle e con la fama di essere un Bad Boy? Insomma sembra proprio il classico acquisto fatto per illudere i tifosi, che ora si ritrovano a tifare una squadra con un record di 21 vittorie e 28 sconfitte, vale a dire l’undicesimo posto ad Est. Non proprio il livello che ci si aspetta da una pretendente al titolo.

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L’unica nota positiva porta il nome di Kristaps Porzingis. L’ala lituana, classe 1995, è l’idolo dei tifosi e si sta dimostrando sempre più decisivo, e magari pronto a trascinare i Knicks, e a diventare il leader di questa squadra, e  con Carmelo che ormai ha le valigie in mano e Rose che sta deludendo, i tifosi non possono fare altro che riporre le speranze sul ragazzo di Liepaja.

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