Cronaca di un suicidio sportivo: a Houston, Atlanta butta la partita dopo averla già vinta. Brady è ancora campione NFL

COME TI BUTTO UN SUPER BOWL – Stanotte, a Houston, s’è compiuta la storia del Football Americano, che va ad inanellarsi perfettamente in una stagione dello sport d’oltreoceano assolutamente indimenticabile, praticamente tutta costellata di rimonte incredibili. E’ la partita che ferma l’America, ovviamente le attese sono sempre altissime, ma, e chi è stato in piedi fin quasi alle 5 stanotte lo sa bene, non sono state per nulla disattese. I fan dell’NFL sono milioni in tutto il mondo e stanotte, tifosi o meno delle due squadre in campo, si sono dati appuntamento davanti agli schermi per assistere alla Partita delle Partite. E chi è tifoso di questo genere di sport non potrà che essere rimasto incollato fino all’ultimo secondo, perché è proprio allora che la più incredibile delle partite, si è decisa. Un inesorabile crescendo che ha visto dipanarsi le vicende tra diversi momenti ben distinti e topici che hanno caratterizzato la sfida tra gli Atlanta Falcons, gli underdog, gli sfavoriti, quelli che dovevano resistere all’urto di Brady e compagni e che, invece, per metà quella partita l’hanno dominata senza appello, prima di decidere di gettarla, e i New England Patriots, i favoriti assoluti, anche per il Presidente Trump, che, dopo una partenza shock, hanno lavorato come formichine, per raggiungere l’impresa finale, che nessuno, ad un certo punto, avrebbe neppure lontanamente preventivato.

La sfida nella sfida

IL PRIMO QUARTO, LA VITTORIA DELLE DIFESE E, UN PO’, DELLA NOIA – La curiosità all’inizio è tanta perché si affrontano uno degli attacchi migliori ed efficaci della stagione, quello di Atlanta, e una delle difese più preparate, quella di New England. Poi la sfida Brady-Ryan, due dei migliori Qb dell’NFL attuale, non può che essere al centro della scena, anche perché, in una buona percentuale di casi, da lì potrebbe venir fuori anche l’MVP dell’incontro. Ma a farla da padrone nella primissima frazione di gioco, invece, sono le difese. Partono i Patriots, ma al primo drive sono solo poche yards guadagnate prima di chiudere con punt. Stesso copione quando la palla passa ad Atlanta. E stessa cosa per tutti i drive successivi fino alla fine del tempo. I giochi si alternano inefficaci, con i Patriots che prevalgono per qualche yard percorsa in più, ma il fatto che nei primi 10 minuti Brady subisca 2 sack la dice lunga sull’efficacia del gioco difensivo che regna per tutto il periodo. Così si arriva sullo 0-0 al primo cambio di campo, per la gioia dei fan della tattica, un po’ meno per chi apprezza spettacolo e touch down.

IL SECONDO, IL QUARTO DI ATLANTA – Questi secondi saranno accontentati nel secondo quarto, particolarmente se sono tifosi del rossonero di Atlanta. L’attacco guidato da Ryan, che nel primo quarto non aveva mai raggiunto la metà campo avversaria, lo fa per la prima volta all’inizio della seconda frazione. Si parte da un fumble guadagnato, poi, grazie a due lanci di Ryan su Julio Jones e due corse quasi indisturbate del guizzante Freeman, arriva il primo TD della serata. Addizionale realizzato e Atlanta è avanti 7-0. Si pensa ad un incidente di percorso per New England di cui si attende la repentina risposta. Che non arriva, visto che il drive successivo degli uomini di Brady si chiude con un altro punt. La palla passa di nuovo ad Atlanta che, ancora una volta, capitalizza. Si comincia con una ricezione spettacolare di Jones, “l’uomo di cui la gravità si è dimenticata”, per utilizzare una definizione cara ad un altro sport americano, il wrestling: con i piedi piantati dentro il campo, piegandosi come una novella Torre di Pisa, tiene in gioco un pallone difficilissimo e permette a Ryan di dare il la ad un’azione che si chiuderà con un lancio di 19 yards su Hooper per il secondo TD di serata. Atlanta avanti 14-0. I Patriots sembrano spaesati, straniti, persi. Brady appare un pulcino bagnato a cui non riesce quasi nulla di quello che prova. E a 20” dal 2 minutes warning arriva quella che sembra la Caporetto definitiva: lo stesso Brady, uno che in stagione ha subito solo 2 intercetti, passa ad Alford, un avversario, che si fa 81 yards per portare il pallone, indisturbato, in TD. 21-0 a pochi secondi dalla metà partita, sembra la firma di una resa incondizionata. L’elefante dell’attacco di New England riesce solo a partorire il topolino di un field goal a fine tempo. Si va a riposo, così, sul 21-3. Brady sembra su un altro pianeta, qualcuno ipotizza problemi di salute. Intanto qualcun altro sta già preparando l’attestato di MVP per Ryan.

Il primo TD di Freeman

LA PAUSA – Nel Super Bowl neppure la pausa è banale, ma è essa stessa spettacolo. Quest’anno tocca a Lady Gaga. Tra i main sponsor anche l’italiana Alfa Romeo. Si chiede alla cantante sobrietà e, soprattutto, silenzio, nessun accenno alla situazione politica nazionale, pena pesanti sanzioni. Qualche suo predecessore ne sa qualcosa, tra dita medie alzate e capezzoli messi in bella vista (da allora lo show viene mandato in leggera differita per poter manipolare le immagini…). Chiedere sobrietà a Lady Gaga è come chiedere ad un bambino di star seduto in un parco giochi, ma lo spettacolo, comunque, non trascende, resta piacevole, e dura pure non eccessivamente, un po’ a sorpresa. La macchina da lavoro americana, impressionante, che fa sì che nel giro di pochi minuti venga montato un palco in mezzo al campo, venga fatta scendere gente dagli spalti e poi fatta risalire mentre si smonta tutto per ripreparare il campo di gioco (immaginiamo la cosa in Italia…), porta a termine il suo lavoro e le squadre tornano in campo. Già si ipotizza il lavoro sul tempo di Atlanta e qualcuno si augura qualche punto di New England giusto per non addormentarsi prima della fine. Nessuno dormirà di sicuro.

GLI ULTIMI SPRAZZI DI ATLANTA E L’INIZIO DELLA RIMONTA – Se ancora ce ne fosse stato bisogno, Atlanta, che ricomincia il quarto col possesso palla, dà un ulteriore botta agli avversari al primo drive: dopo un passaggio di Ryan da 15 yards, Coleman, con una corsa da 6 porta il pallone in meta per il 28-3 che sembra cantare il de profundis alle speranze di Brady e compagni. Ad Atlanta si balla, a Boston si piange. A questo punto, però, qualcosa sembra cominciare a cambiare, fosse solo perché Brady sembra riprendere la situazione in mano e cercare di trasmettere qualcosa ai compagni: a 2′ dalla fine del terzo quarto gestisce magistralmente un drive, in cui conquista anche delle yards grazie ad una corsa personale, e porta la squadra al primo TD, messo a segno da White. Sembra un lampo nella nebbia, una specie di brodino, se si considera che Gostkovski sbaglia pure l’extra point e nella ripartenza il pallone viene letteralmente regalato sulle 50 agli avversari, invece che a fondo campo opposto. Ma è già qualcosa che si muove e il terzo quarto si chiude sul 28-9.

White, nel terzo quarto comincia la sua partita

IL CAPOLAVORO – Ultimo quarto per coronarie forti. Si parte a rilento, con New England che fatica dannatamente a portare la palla vicino alla end zone avversaria e Brady che si becca due sack nello stesso drive. E alla fine si deve accontentare di un field goal. 28-12. A questo punto, quando tutto sembra scritto, Ryan e compagni spengono la luce. E il cervello. A 8′ dalla fine, quando ti aspetti che Atlanta giochi sul possesso e sulla perdita di tempo, vieni sorpreso dall’incomprensibile decisione di un tentativo di lancio di Ryan sulle proprie 25: il fumble che si becca e la successiva copertura degli avversari risulteranno fatali. Brady comincia il drive successivo col quarto sack subito di serata, ma poi pesca Amendola in end zone con un passaggio di 6 yards e un po’ di Italia la si ritrova anche nel tabellino. La conseguente trasformazione da 2, stavolta, va a buon fine e si arriva al 28-20. Le certezze di Atlanta cominciano a crollare. Ora il trend è tutto per New England, anche se c’è ancora tempo di vedere 40 yards di corsa di Freeman e un’altra presa da funambolo di Jones, ma il sack successivo chiude le velleità rossonere. Si riparte dalle 10 yards di New England e Brady rischia subito la safety (il sack subito all’interno della propria end zone che regalerebbe due punti all’avversario). Poi, però, il capolavoro: un lungo lancio del Qb di New England viene stoppato da un giocatore di Atlanta; il pallone si impenna e ricade mentre sotto di lui si gettano tre giocatori rossoneri e Edelman, che, giocando con la gravità e aiutandosi con le caviglie avversarie, riprende possesso del pallone prima che questo tocchi terra. L’azione riparte da lì e White realizza il suo secondo TD, mentre ancora Amendola trasforma da due punti. L’impensabile è successo 28-28. La storia è scritta: nessun Super Bowl è mai andato all’Over Time.

Il capolavoro di Edelman

SORPASSO E GLORIA PER IL DIVINO BRADY – Atlanta ha ormai chiuso bottega mentalmente, è evidente. New England vince pure il sorteggio per partire per prima con la palla e, dopo pochi minuti la storia è scritta: White, ancora lui, supera, di un pelo, la linea dell’end zone e realizza, con qualche secondo d’attesa per un ginocchio galeotto, il punto della vittoria. Si gioca a sudden death, chi segna per primo vince, e così è. Brady crolla a terra in lacrime, la moglie si fa video selfie in preda alla gioia più sfrenata. Brady, quello che ha cominciato la stagione in tribuna per la squalifica per via dei palloni sgonfiati di due stagioni fa, l’amico di Trump, il genero che tutte le mamme vorrebbero, il classico Qb bello e famoso, ma, soprattutto, quello che a metà gara era dato per bollito, ha trionfato ancora. Ed è storia anche per lui, raggiungendo il Gotha dei Qb a quota 5 Super Bowl vinti, esattamente come i suoi New England, che raggiungono 49ers e Cowboys a quota 5 ad un passo dagli Steelers a 6. E poco importa se sono anche tra quelli che ne hanno persi quasi più di tutti (4, peggio solo i Broncos, ultimi campioni, con 5). Il titolo di MVP, manco a dirlo, va a Tom Brady, che porta a casa il quarto trofeo. Il carrozzone chiude i battenti fino alla prossima stagione. Questa si è chiusa col botto, con una finale che verrà ricordata a lungo, per la gioia dei tifosi di New England, soprattutto, ma anche di tutti gli amanti di questo sport, che stanotte, sicuramente, non hanno fatto alcuna fatica a rimanere svegli fino all’ultimo secondo.

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