F1, tra 40 giorni si ricomincia. Prospettive, pronostici e…speranze

REGOLAMENTI– tra meno di due mesi, con il tradizionale appuntamento in Australia,  ricomincia il mondiale di F1 con la sua 67esima edizione, quest’anno più che mai interessante soprattutto per le profonde modifiche regolamentari; quasi tutti gli addetti ai lavori infatti, sostengono che quest’anno si riparte, dal punto di vista tecnico, da un foglio bianco o quasi, tanti e tali sono i cambiamenti. Anzitutto, l’aerodinamica; le monoposto saranno più larghe, incrementando in media del 10% sia le dimensioni dell’ala anteriore che quella delle pance; ci sarà più spazio tra la ruota e la scocca, e anche i diffusori saranno disposti ad altezza differente rispetto a quella del 2016. Lo spirito di queste nuove norme è l’incremento del carico aerodinamico generato dalle vetture, che insieme alla maggiore larghezza dei pneumatici di ben il 25% (ben documentata dall’immagine), con conseguente maggiore aderenza meccanica delle monoposto, porterà ad un netto incremento delle prestazioni, di almeno 2-3 secondi al giro (ma c’è chi dice anche 4). I nuovi pneumatici, almeno nelle intenzioni della Pirelli, dovrebbero presentare anche un minor degrado rispetto alle ultime stagioni, fatto questo che consentirebbe ai piloti di pensare più ad attaccare che a preservare le gomme. Infine, viene abrogato il sistema dei gettoni per l’evoluzione dei motori; ogni scuderia potrà portare di fatto 3 pacchetti completi di sviluppo, oltre alla Power Unit presentata in Australia.

ANCORA MERCEDES?- con vetture e regolamenti cosi diversi, viene spontaneo domandarsi se la scuderia di Stoccarda, dominatrice assoluta delle ultime 3 stagioni, godrà ancora di un vantaggio cosi netto sulla concorrenza. Premesso che in F1 è come minimo rischioso fare pronostici prima di aver visto almeno i primi test invernali, (che si svolgeranno a Barcellona, in 8 giornate spalmate tra la fine di febbraio e il 10 marzo), l’opinione prevalente è che il team campione del mondo, grazie ala suo formidabile motore, inarrivabile per la concorrenza, potrà permettersi soluzioni aerodinamiche più estreme degli altri. Se le modifiche regolamentari daranno maggior libertà ai progettisti di incrementare il carico sulle monoposto, la Red Bull, a giudicare dalle ultime stagioni, dovrebbe essere la scuderia a godere dei maggiori benefici, come già aveva fatto nella seconda metà della stagione 2016, cosi come in teoria dovrebbero essere avvantaggiati tutti i team non motorizzati Mercedes, in particolare Toro Rosso e Renault, ma ovviamente si tratta solo di supposizioni non suffragate da alcun dato tecnico.

FERRARI- sarà l’anno della riscossa? Dopo una stagione che non è esagerato definire disastrosa (zero vittorie e zero pole positions), i tifosi del Cavallino si chiedono cosa possono effettivamente aspettarsi nel 2017. Inutile elencare ancora i tanti errori commessi l’anno scorso, è importante invece constatare che l’impostazione generale di Maranello, sia mediatica che tecnica, appare differente. Poche aspettative, anziché i proclami trionfalistici di Sergio Marchionne, poche parole, una vettura ridisegnata completamente non solo per le modifiche regolamentari; ad esempio, nonostante la sostituzione di james Allison con Mattia Binotto alla direzione tecnica della scuderia, verrà confermata la sospensione anteriore push road (a puntone), la stessa della disastrosa vettura 2016, perché la si ritiene più adatta al maggior carico aerodinamico imposto dai nuovi regolamenti. In generale, è stata fatta la scelta di portare in pista una vettura priva di difetti congeniti, come fu fatto l’anno scorso ( motore e cambio, solo per fare due esempi) a costo di penalizzare le prestazioni nelle prime gare; una vettura però che, a differenza della precedente, sarebbe più facile da sviluppare nel corso della stagione. In concreto, è difficile che la Ferrari possa nutrire ambizioni di titolo mondiale, troppo grande è stato il passo indietro del 2016, e in questo sport non si improvvisa nulla, anche con regolamenti diversi da un anno all’altro. La scelta conservativa sui due piloti, in particolare su Raikkonen, che ad ottobre spegnerà 38 candeline, è probabilmente la più saggia, mentre una buona notizia è l’ingaggio, come terzo pilota, di Luca Giovinazzi, per volere di Marchionne in persona.

CARRELLATA-infine, val la pena di fare conoscenza con il panorama scuderie-piloti di questa nuova stagione; la novità più importante è ovviamente l’arrivo di Bottas in Mercedes al posto del campione uscente Rosberg; Ferrari, Red Bull e Toro Rosso confermano le coppie dei piloti 2016, mentre il sedile di Bottas  alla Williams sarà occupato dal 18enne canadese lance Stroll, affiancato da Felipe Massa, tornato sulla sua decisione di ritirarsi. L’altra vettura motorizzata Mercedes, la Force India, presenterà la coppia Perez-Ocon, mentre alla Mc Laren il posto di jenson Button, in teria ritirato ma pronto a risalire in macchina alla bisogna, viene preso da Vandoorne. Il pupillo Mercedes Pascal Werlhein farà coppia con Ericsson alla Sauber (con una nuova proprietà e, si spera, mezzi più consistenti), mentre l’ex Force-India Hulkenberg affiancherà Palmer nell’ambizioso Team Renault, dal quale Kevin Magnussen (si mormora per gravi difetti caratteriali) è traslocato alla Haas ad affiancare Grosjean. Infine, dispiace constatare il ritiro della Manor, attualmente in amministrazione controllata; saranno dunque 10 le scuderie partecipanti, almeno all’inizio, al mondiale 2017

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