A tutta B (seconda parte): un dio greco tra i latini, lo stadio del gol, nuovi arrivi e B ready per la 25^

forte perugia

UN DIO GRECO RISOLVE IL DERBY LATINO – Tanti i derby regionali che si disputano in questa serie B. Abbiamo già avuto modo di parlare di quello ligure, di quello umbro e dei numerosi campani. Questa settimana toccava, oltre a quello emiliano tra Carpi e Cesena, a quello laziale, o meglio, per essere più precisi, a quello del Basso Lazio, tra la rappresentante pontina, il Latina, e quella della Ciociaria, il Frosinone. Derby per nulla da sottovalutare, soprattutto dal punto di vista dell’ordine pubblico, vista l’accesa rivalità che divide le due tifoserie (e che non ha mancato di lasciarsi danni alle spalle neppure in questa occasione). Ma neppure da quello più strettamente sportivo. E’ vero, il pronostico poteva suonare scontato: il Frosinone era secondo in classifica in piena lotta per la promozione diretta con anche buone prospettive per il primo posto; il Latina, invece, occupava una posizione di metà classifica, costantemente in bilico tra le posizioni più interessanti e quelle più preoccupanti. Non solo: il Frosinone era in deciso vantaggio nel computo dei derby totali giocati, 50 fino a sabato, con 17 affermazioni contro le 11 dei nerazzurri e i 22 pareggi (di cui ben 12 per 0-0), e per di più i ciociari non perdevano un derby dalla stagione di Lega Pro 11/12, quando persero per 2-0 proprio a Latina, mentre nell’ultima partita giocata al Francioni, nel campionato 14/15, si erano imposti con un netto 4-1, oltre ad aver già vinto la gara d’andata di questa stagione per 2-1. Ma soffermarsi sui questi numeri poteva rappresentare un errore, anche perché il Latina in questo campionato era sì la squadra che aveva pareggiato di più, ben 14 volte, ma era anche una di quelle che avevano perso di meno, solo 5 volte, come il Verona capolista. E, soprattutto, era ancora imbattuta tra le mura amiche. La partita è stata, infatti, molto combattuta sul campo e si è decisa solo grazie ad un calcio di rigore a fine primo tempo, risultato che rilancia il Frosinone nella lotta al primo posto, ora distante un solo punto, e inguaia un po’ gli uomini di Vivarini, che, dopo la seconda sconfitta consecutiva, ora sono ad un passo dalla zona play out. Il fatto che a risolvere il derby in quella che fu la culla della latinità sia stato uno con il nome che ricorda una divinità greca è solo un particolare in più.

LO STADIO DEL GOL – Guardando i risultati di queste prime tre giornate del girone di ritorno è innegabile una cosa: se si vuol vedere partite emozionanti e pirotecniche e si vuol, soprattutto, vedere tanti gol, lo stadio da frequentare in questo periodo è il Curi di Perugia. I tifosi di casa non potranno sicuramente lamentarsi di aver visto pochi gol nel corso delle ultime partite: ben 11 in appena due incontri, quelli giocati da quando è ripartito il campionato dopo la pausa invernale. Già 6 erano stati segnati alla prima giornata, quando al Curi si erano sfidate Perugia e Cesena, in una partita emozionante ricca di colpi di scena e capovolgimenti di fronte: vantaggio dei padroni di casa al 10′ del primo tempo grazie all’autogol di Kone, ma, in apertura di secondo tempo, Ciano porta il risultato sulla parità; passano appena 4′ e Ricci porta di nuovo in vantaggio gli umbri, ma, in 9′, tra il 15′ e il 24′ della ripresa, i romagnoli ribaltano la partita, con i gol di Kone, che si fa perdonare l’autorete, e Cocco; alla mezz’ora il nuovo arrivato Forte, con il primo gol in serie cadetta, riporta il risultato in parità con il definitivo 3-3. Sabato i gol sono stati 5 per un pirotecnico 3-2 che ha portato 3 punti d’oro ai padroni di casa sulla strada per i play off: al 22′ apre le marcature Forte con il suo colpo di testa, pareggiato al 35′ da Caracciolo pronto a spingere in rete di destro un pallone carambolato tra diverse gambe; al 26′ della ripresa gli ospiti passano addirittura in vantaggio grazie al pallonetto di sinistro di Bonazzoli, liberato al limite dell’area da un filtrante dell’Airone; in 4′, però, tra il 31′ e il 35′, i padroni di casa ribaltano il risultato con Mustacchio, che insacca con un rasoterra di destro un pallone che scavalca tutti i difensori bresciani dopo la svirgolata, e ancora Forte che chiude la doppietta approfittando di un errore in uscita di Arcari (foto di copertina). Per gli amanti del gol, ultimamente è consigliabile una puntata al Curi.

MA CHI, IL TENNISTA? – Questa è stata, sicuramente, la domanda più gettonata al momento dell’annuncio dell’acquisto del giocatore durante il mercato invernale tra i tifosi aquilotti. Giunta in tempi di Australian Open, tra l’altro, nonostante il giocatore avesse già calcato i campi italiani, la notizia ha destato più di una perplessità e più di un naso si è storto: l’andata aveva evidenziato notevoli carenze in alcuni reparti, soprattutto quello offensivo, ci si aspettava nomi forti e concreti e quello di questo giocatore semisconosciuto, le cui precedenti esperienze italiane non avevano fatto rimanere grosse tracce, non corrispondeva esattamente a questo identikit. E l’ironia, ovviamente, con un nome così, la stava facendo da padrona. Sì, perché uno dei nuovi acquisti dello Spezia è stato Damjan Djokovic, centrocampista croato con un nome identico a quello del campionissimo del tennis. Djokovic è nato a Zagabria il 18 aprile 1990 ma è cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di diverse squadre olandesi, come ADO Den Haag, Sparta Rotterdam ed Excelsior Rotterdam. Esordisce tra i professionisti in una squadra slovacca, lo Spartak Trnava, ma l’esperienza è poco soddisfacente, visto che in una stagione e mezza mette insieme appena 1 presenza. A gennaio del 2011 è in Italia, al Monza, in Prima Divisione Lega Pro, in cui, in 6 mesi, mette insieme 10 presenze e 4 gol, con cui non riesce, però, ad evitare la retrocessione. Si trasferisce a Cesena ad agosto 2011 e in due stagioni, la prima giocata in A, mette insieme 45 presenze e 4 gol, tutti in serie cadetta, quindi nel 2013 passa al Bologna che lo manda in prestito, prima al Cluj (27 presenze, 3 gol), poi al Livorno, ancora in B (33 presenze, 1 gol). A luglio 2015 lascia l’Italia per una stagione e mezza giocate all’estero, quella intera all’Ajaccio, in massima serie francese, e la mezza, da ottobre a gennaio 2016, in Germania al Greuther Furth, in seconda serie. A gennaio, come detto, arriva allo Spezia, tra lo scetticismo generale. Ma, se già zittisce qualche tifoso con la partita d’esordio, in casa con il Latina, in cui mostra ordine, senso della posizione e forte personalità, infrange qualsiasi ulteriore resistenza con la prestazione nella seconda partita, quella con la Ternana di sabato, in cui, non solo ripropone una prestazione in campo di alto livello, ma condisce il tutto anche con il gol del vantaggio, al 18′, con un preciso e angolato tocco di testa su sponda di Sciaudone, che lo proietta immediatamente nel Gotha dei giocatori preferiti della tifoseria aquilotta. E quella domanda sciocca, in città, non si sente più…

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 25^ GIORNATA – Tutto pronto per la quarta tappa del girone di ritorno, pronti a ricevere nuove sorprese da uno dei tornei più equilibrati degli ultimi anni. Format che si discosta un po’ da quello tradizionale, mancando il posticipo del lunedì: un anticipo venerdì alle 20.30, 8 partite sabato alle 15 e due posticipi, uno sabato alle 18 e uno domenica alle 15. La lotta per la vetta, stavolta, si svolge tutta sabato pomeriggio, con una partita in casa e una in trasferta: il Verona cerca di mantenere il primo posto nella non semplice trasferta di Avellino, squadra bisognosa di punti e reduce dal punticino di Trapani, vogliosa anche di vendicare il netto 3-1 dell’andata; il Frosinone è impegnato in casa nello scontro diretto con un Carpi che vuol dimenticare la sconfitta dell’ultimo turno e ritornare in zona play off ora che ne è scivolato fuori (0-0 al Cabassi). Molto interessanti gli incroci che coinvolgono le altre squadre in lotta per i posti play off: partita degna di maggior interesse è senza dubbio lo scontro diretto, nel posticipo di sabato, tra Spal ed Entella, due squadre reduci da altrettanti pareggi per 1-1 che ne hanno un po’ rallentato la rincorsa ai rispettivi obiettivi e che già all’andata impattarono tra loro con un rotondo 2-2; il Benevento attende in casa un Latina voglioso di riprendersi dopo le due sconfitte consecutive che l’hanno spinta al limite della zona play out (1-1 all’andata); il Cittadella va a Novara, per un altro scontro tra squadre reduci da un pareggio, con i piemontesi desiderosi di vendicare l’1-3 dell’andata, quarta vittoria del filotto iniziale dei veneti; il Perugia, nel posticipo di domenica, va a far visita ad una Ternana bisognosa di punti per abbandonare il penultimo posto e non farsi risucchiare dal Trapani e che vuol capire, dopo una vittoria e una sconfitta, cosa ha portato davvero il cambio di allenatore (1-1 al Curi); lo Spezia, dopo le due vittorie consecutive negli altrettanti impegni casalinghi, va ad affrontare a domicilio un’altra squadra coinvolta nella lotta salvezza, la Pro Vercelli attualmente terzultima, già battuta per 2-1 al Picco; il Bari, infine, prova ad agganciarsi definitivamente al treno play off nella trasferta di Cesena, dove trova una squadra di ottimo umore, dopo che gli ultimi risultati l’hanno portata fuori dalla zona calda (anche in questo caso i galletti vinsero 2-1 all’andata). Per la lotta salvezza interessanti i match di Brescia, dove le rondinelle cercano di riprendersi dalle 3 sconfitte consecutive attendendo un Pisa comunque soddisfatto del pareggio dell’ultima giornata e che all’andata le batté, e di Ascoli, dove i marchigiani vogliono portare a 9 la striscia di risultati utili consecutivi contro un Trapani che col pareggio di sabato ha un po’ frenato la rincorsa a suon di vittorie (1-1 all’andata). Si comincia venerdì con la sfida del Menti tra Vicenza e Salernitana, con i campani intenzionati a restituire la cortesia del 2-3 subito all’andata.

 

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