A tutta B (seconda parte): il derby con suspense, l’esordio coi fiocchi, gli amici contro e B Ready per la 26^

nicastro

IL DERBY DELL’UMBRIA… CON SUSPENSE FINALE – Prosegue la rassegna dei derby regionali, che si susseguono in queste ultime settimane. In quest’ultimo turno toccava a quello umbro, che si gioca tra Ternana e Perugia, le due squadre principali della regione, in quanto a blasone e storia, essendo le uniche due ad aver militato in Serie A. Rivalità molto accesa tra le tifoserie, che va avanti fin dal 1926, anno della disputa della prima partita tra le due compagini, nel Girone Umbria di Seconda Divisione: allora, in casa del Perugia, la partita si chiuse con un secco 3-1 per gli ospiti, con i grifoni che si rifecero nel match di ritorno, in cui espugnarono lo stadio ternano con uno 0-1. Da allora le due squadre, in gare ufficiali, tra B, C, Campionati dilettantistici e Coppa Italia (mai in A, perché vi militarono sempre in momenti diversi) si erano incontrate, fino a domenica, 87 volte, con un totale di 28 affermazioni perugine, 27 ternane  e 32 pareggi. Più nello specifico della Serie B, le gare disputate erano 18, con 8 vittorie dei grifoni, 6 delle fere e 6 pareggi. Domenica si giocava al Liberati, dove si erano disputati 42 incontri totali (10 in B), che avevano visto 19 affermazioni dei padroni di casa (5), 6 degli ospiti (2) e 17 pareggi (3). La Ternana non vinceva il Derby casalingo dalla gara di ritorno del Campionato di C1 06/07, quando si impose per 2-1, mentre per vedere trionfare i Grifoni al Liberati, bastava risalire alla stagione scorsa, quando gli ospiti si imposero per 1-0 con gol di Ardemagni. Alla stagione ancora prima si affida, invece, l’ultimo pareggio, uno 0-0. Non passa inosservata la gara d’andata tra le due squadre al Curi, chiusa sull’1-1 per i gol di Bianchi e Falletti, ma caratterizzata dal decesso, avvenuto, all’85’, di un tifoso perugino sugli spalti, colto da malore, che ha trasformato gli ultimi minuti di gara in una lenta melina fino al fischio finale. Al derby di ritorno si arrivava con umori diametralmente opposti, con un Perugia che veleggia in piena zona play off, e una Ternana in piena zona retrocessione, al penultimo posto e con già un cambio di panchina alle spalle, con la sostituzione di Carbone con Gautieri. E questa differenza di valori pare evidente fin da subito in campo, visto che il primo tempo è quasi un monologo degli ospiti, che vanno vicini al vantaggio in ben due occasioni, prima con Mustacchio e poi con Guberti, che trovano entrambi le mani di Aresti. Nella seconda occasione ci pensa, poi, Brighi a sprecarne un’ulteriore sparando sopra la traversa la ribattuta sulla respinta del portiere. Si apre con medesimo copione anche il secondo tempo, con i Grifoni che vanno vieni al gol con Acampora, il cui tiro da fuori area, deviato, sorvola di poco la traversa, fino al gol del vantaggio, firmato da Nicastro (foto di copertina), che, entrato da 10′, alla mezz’ora, si lancia in una spettacolare deviazione di tacco su un cross di Del Prete dalla destra, battendo Aresti. A questo punto si svegliano i padroni di casa, che nel quarto d’ora restante sfiorano il pareggio in almeno 3 occasioni: un tiro di Germoni dopo una mischia in area che sfiora di poco il palo; un colpo di testa di Palombi, liberato davanti al portiere, parato, non senza difficoltà, da Brignoli e un colpo di testa, allo scadere, su angolo dalla destra, messo di poco a lato, di testa, da Defendi. Così i perugini vincono il loro 29° derby, espugnando per la 7^ volta lo stadio di Terni e si rilanciano sempre più verso i piani alti, mentre le fere accusano il colpo della seconda sconfitta consecutiva e restano penultime, ringraziando solo i non brillanti risultati delle altre avversarie. Questo quanto accaduto sul campo, visto che la Ternana è pronta a presentare ricorso contro i grifoni per il tesseramento del giocatore Grahoré: da regolamento un giocatore nella stessa stagione può tesserarsi per un massimo di 3 società, giocando, però, solo in 2, ma il giocatore in questione sarebbe stato tesserato dal Carpi, prima di tornare al Napoli possessore del cartellino che lo avrebbe girato in prestito al Crotone prima di finire al Perugia. I biancorossi si difendono asserendo che il passaggio in prestito sarebbe avvenuto il giorno stesso del trasferimento dal Carpi, per cui il passaggio al Napoli non sarebbe da contare. Ora spetta alla Giustizia sportiva, che potrebbe ribaltare il risultato sul campo.

Il momento del colpo di tacco vincente di Nicastro

UN ESORDIO COI FIOCCHI – Non solo Maggiore per i gol giovani di giornata, perché, anche se non è più ufficialmente un U21, avendone compiti 22 il 24 aprile dello scorso anno, quello segnato dal giovanissimo Manconi del Trapani sabato è stato importantissimo: perché ha rappresentato il primo gol stagionale del giocatore; perché è stato segnato alla partita d’esordio con la maglia della nuova squadra e perché, con esso, il Trapani ha chiuso una rimonta alla fine di una partita che sembrava irreparabilmente compromessa e che, invece, ha regalato un punto da non buttare nella corsa salvezza della squadra siciliana. Jacopo Manconi è nato a Vizzolo Predabissi, in provincia di Milano, il 24 aprile 1994 ed ha cominciato la carriera calcistica nelle giovanili del Villanterio, squadra di Promozione Lombarda. Attaccante, che preferisce il ruolo di seconda punta, ma può giocare anche da prima o da ala destra, nel 2012 va in prestito alla Primavera del Novara, che ne rimane positivamente impressionata, al punto da acquistare il cartellino del giocatore a fine prestito. Nella stagione 13/14 esordisce in B con i piemontesi, con cui mette insieme 20 presenze e segna pure i primi 2 gol tra i professionisti. Quindi comincia la girandola dei prestiti: dopo 6 mesi ancora a Novara, stavolta, però in Lega Pro, passa al Lecce, nella stessa serie, in cui gioca appena 3 partite; comincia nuovamente la stagione successiva con i piemontesi, tornati nel frattempo in B, ma dopo appena 5 presenze e 1 gol, va in prestito al Pavia, in Lega Pro, dove chiude la stagione con 14 partite giocate e 1 gol. Ottimo l’inizio di questa stagione, cominciata nella Reggiana, sempre in Lega Pro, con cui ha messo insieme un bottino di 6 gol. Questo ha attirato le attenzioni del Trapani che, alla ricerca di un nuovo potenziale offensivo dopo il pessimo girone d’andata, ne ha chiesto il prestito al Novara. Fiducia ripagata all’esordio: subentrato a Curiale quasi alla mezz’ora della ripresa, quando il risultato è sul 2-1 per i padroni di casa dell’Ascoli, che, però, partivano dal 2-0 del primo tempo per la doppietta di Favilli segnata nel giro di 10′, in pieno recupero, quando i bianconeri assaporano già il bottino pieno, scende sulla fascia sinistra, scambia con Coronado all’interno dell’area che lo mette al limite dell’area piccola, davanti a Lanni, battuto con un diagonale di destro per il definitivo 2-2.

AMICI CONTRO – La 25^ giornata è stata anche quella della sfida tra due buoni amici, Gattuso e Brocchi, compagni di squadra in maglia rossonera. Pochi anni di differenza, Cristian è nato nel 76, Gennaro nel 78, tanti chilometri di distanza, il primo è nato a Milano, il secondo a Corigliano Calabro, ma una carriera praticamente sovrapponibile, con l’esordio tra i professionisti, per entrambi, nel 1995, alla Pro Sesto dopo le giovanili rossonere per Brocchi, al Perugia, dove è cresciuto calcisticamente, per Gattuso, e la chiusura nel 2013. In mezzo diverse esperienze, Lumezzane, Verona e Inter per l’allenatore del Brescia, prima di incontrarsi al Milan nel 2001, dove Gattuso è già dal 99 dopo l’esperienza all’estero nei Rangers e quella di Salerno. In maglia rossonera dividono campo e vittorie a due riprese, tra il 2001 e il 2005 e poi tra il 2006 e il 2008, vista la parentesi in maglia viola di Brocchi. Nel 2008 quest’ultimo lascerà Milano, destinazione Lazio, dove chiuderà la carriera, Gattuso resterà altri 4 anni e lascerà solo nel 2012 per accasarsi al Sion, in Svizzera, sua ultima squadra. Poi, da subito, per entrambi, la carriera da allenatore, praticamente tutta, fino a quest’estate, nel Milan per Brocchi, a diversi livelli, fino alla parentesi in prima squadra nell’ultimo scorcio della scorsa stagione, tar Sion, Palermo ed Ofi Creta per Gennaro, che approda a Pisa nel 2015, ottenendo subito la promozione in B. Così, ora si ritrovano faccia a faccia e lo fanno per la seconda volta in stagione. Percorsi abbastanza simili in campionato, con una partenza sprint, molto positiva ed un assestamento verso il basso nella seconda parte, vuoi per una rosa giovane e poco esperta per il tecnico bresciano, vuoi per cause extra calcistiche quello pisano. All’andata ad avere la meglio fu Gattuso, che, poco ospitale con l’amico, portò via i 3 punti con un 1-0 firmato Eusepi. Stavolta ad aver più bisogno di punti era proprio il tecnico calabrese, vista la posizione di classifica e l’incombenza di penalizzazioni in arrivo, ma l’amico Cristian è stato più salomonico e gli ha concesso un 1-1, partendo pure in svantaggio per il gol di Mannini, recuperato, poi, da Caracciolo. Per i due appuntamento, nelle loro speranze e in quelle dei tifosi, al prossimo anno.

BRUTTE STORIE – Non solo belle notizie sportive provenienti dalla B e da Avellino in particolare, dove la vittoria della squadra sulla carta sfavorita, ha riaperto in modo pesante il campionato. Purtroppo, infatti, per un week end, ha tornato ad essere protagonista anche la cronaca extrasportiva. Prima della partita, infatti, una macchina con a bordo 5 persone provenienti da Verona, all’altezza di una rotonda, è stata raggiunta da un gruppo di facinorosi indossanti vessilli dell’Avellino, che hanno cominciato a prendere a calci e pugni la vettura, fino a provocarne la rottura di un finestrino, attraverso cui è stata scagliata anche una bottiglia di birra che, fortunatamente ha colpito il passeggero solo all’addome. La prontezza di riflessi del guidatore, che si è saputo districare bene ed è riuscito a fuggire ha evitato guai peggiori. Il tutto sotto gli occhi di una pattuglia di vigili che, a detta delle vittime dell’aggressione, avrebbero fatto spallucce girandosi dall’altra parte. Sfortuna vuole, per gli eventuali poco solerti difensori dell’ordine, che a bordo della macchina non ci fossero 5 semplici tifosi che avrebbero fatto relegare la notizia a giornali a tiratura locale, ma la dirigenza del Verona, tra cui Luca Toni, che, giunto allo stadio, ha denunciato il fatto davanti alle telecamere di Sky. L’ex giocatore di Fiorentina, Palermo e Bayern, visibilmente turbato, ha descritto la scena concentrandosi sulla mancanza di vessilli tra gli occupanti della macchina, a parte una sciarpa del Presidente che, però, solo casualmente poteva ricordare i colori scaligeri, stigmatizzando il comportamento dei vigili, riferito, comunque, anche alla Digos, e focalizzandosi sull’assoluta arbitrarietà dell’aggressione, che avrebbe potuto far sì che a bordo potessero esserci anche dei bambini. Fortunatamente le indagini, che però sembrerebbero mettere in evidenza la volontà di colpire proprio Toni, riconosciuto, stanno già facendo il loro corso e a breve potrebbero già essere emessi da 5 a 7 Daspo. A pagare la stupidità di pochi, che con il tifo vero hanno poco a che fare, purtroppo, potrebbero essere, invece, i veri tifosi irpini, che potrebbero vedersi vietata la trasferta di Cittadella. Immediata anche la condanna da parte del Sindaco Foti, che, però, ha voluto difendere l’operato della Polizia Municipale, specificando la rapidità con cui i fatti si sono svolti e, quindi, professandone l’assoluta innocenza. Molto più dura la posizione della Curva dell’Avellino che ha condannato il comportamento, invece, di Toni, tacciato di essere un bugiardo alla ricerca di pubblicità sulle spalle degli ultras, ricostruendo i fatti in modo diverso, concentrandosi sulla sfida di queste persone che avrebbero “preteso di attraversare una città a loro avversa con vessilli del Verona”, e definendo sconsiderato il comportamento del guidatore che, preventivamente impaurito, avrebbe rischiato di investire i tifosi, causando il lancio dell’oggetto, unico gesto condannato dai rappresentanti del tifo organizzato, visto, però, quindi, come una reazione difensiva. Alla giustizia la risposta, resta comunque la gravità del fatto.

La macchina dei dirigenti veronesi dopo l’aggressione

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 26^ GIORNATA – Appena digeriti gli sconvolgimenti in testa e tutto è pronto per la 26^ giornata, quinta di ritorno. Format quasi classico: un anticipo venerdì alle 20.30, 8 partite sabato alle 15, e 2 posticipi, uno domenica alle 15 (invece che alle 17.30) e uno lunedì alle 20.30. Proprio in questi ultimi andrà in scena la sfida per la testa della classifica, visto che domenica scende in campo il Frosinone, che prova a difendere la testa nell’insidiosa trasferta di Pisa (0-0 al Matusa), mentre lunedì tocca all’ex capolista Verona, che prova a recuperare quello che ha perso nella partita forse più bella e interessante della giornata, lo scontro direttissimo con la Spal, alla seconda trasferta consecutiva, che arriva al Bentegodi di ottimo umore dopo la vittoria larga di Chiavari e che vuol vendicare l’1-3 interno patito all’andata. La lotta al vertice si completa con l’incontro di sabato pomeriggio che vede impegnato il Benevento nella trasferta di Vercelli, dove la Pro non è per nulla intenzionata a concedere spazio agli ospiti per la seconda partita consecutiva (un sorprendente 1-1 all’andata). La lotta per i play off si incrocia con la lotta salvezza, visto che: lo Spezia proverà a dare continuità alla striscia di vittorie, aspettando in casa il Trapani ultimo, ma in serie positiva da diverse giornate, al rinnovo di una sfida che va avanti da diverse stagioni, non ultima la sfida play off della scorsa, e che sarà calda anche sugli spalti (0-0 al Provinciale); il Cittadella attende la Tombolato un Avellino al settimo cielo dopo la vittoria con la corazzata Verona (all’andata, lo 0-1 al Partenio fu il quinto trionfo del filotto iniziale veneto); il Bari prova il salto definitivo in zona spareggi aspettando una Ternana che vuole dimenticare il derby casalingo perso (0-0 al Liberati). Partita clou in questa fascia, di sicuro, lo scontro diretto tra Perugia, di buon umore dopo la vittoria in trasferta nel derby umbro, e l’Entella, che deve riprendersi dalla batosta interna con la Spal (vittoria 2-1 per i liguri a Chiavari). Tra le pretendenti a rientrare in corsa, il Carpi prova a dimenticare il periodo poco positivo nel match interno con un Brescia in ripresa, dopo le tre sconfitte consecutive (2-2 al Rigamonti), mentre la Salernitana, di ottimo umore, aspetta il Cesena (0-0 all’andata). Si comincia venerdì con il match del Francioni tra Latina e Novara (2-2 al Piola). Chiude il programma Vicenza-Ascoli, dove i veneti, bisognosi di punti per riprendersi dal momento di crisi, proveranno a vendicare lo 0-2 dell’andata.

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