A tutta B (prima parte): il Benevento Superstar, la bellezza di un Floro e la carica dei 101

ardemagni

BENEVENTO SUPERSTAR – A casa Pecchia converrà inviare una bella bottiglia di vino all’ex avversario di tante sfide sul campo Gattuso, perché, se nel posticipo di domenica non avesse fermato il Frosinone imponendogli lo 0-0, ora saremmo qui a parlare di fuga dei ciociari. Invece il solo punto racimolato dagli uomini di Marino permette loro, sì, di mantenere il primo posto in solitario, ma mantenendo i distacchi invariati a 2 soli punti, visto che nella supersfida del lunedì, nella sagra del posticipo a reti bianche, anche Verona e Spal impattano sullo 0-0. Tutto questo fa il gioco di un’unica squadra, la vera protagonista del momento, il Benevento, che, con la vittoria in trasferta a Vercelli, aggancia il Verona a 46 punti, a 2, appunto, dalla vetta, e può vedere il suo nome tra le squadre che accederebbero direttamente alla Serie A. Che per una debuttante assoluta è una cosa grandiosa. Ed è ciò che continua a rendere interessantissima la serie cadetta. Chi, invece, si deve mangiare la mani è lo Spezia: dopo 10 minuti sembrava aver chiuso la partita interna col Trapani grazie alla doppietta di Granoche, risultato che la proiettava al quinto posto solitario, a 5 punti dalla Spal, ma non aveva fatto i conti con il cuore dei siciliani, che, ancora una volta, hanno portato a casa un pareggio strappato all’ultimo secondo di gara, come ad Ascoli, rispingendoli indietro. Per gli uomini di Calori i pareggi sono ancora poca cosa nella rincorsa difficile alla salvezza, ma la caparbietà e il cuore dimostrati nelle ultime due partite e la sfilza di risultati utili consecutivi, rappresentano sicuramente una bella risposta alle difficoltà e dimostrano che i trapanesi ci credono ancora fortemente. Tra l’altro l’ennesima sconfitta della Ternana ha, comunque, almeno, avvicinato di un ulteriore punto il penultimo posto, ora distante solo una lunghezza. Per tornare alla zona play off, gli aquilotti, nel loro passo falso, possono almeno ringraziare il fatto che tutto resti più o meno invariato, visto il contemporaneo pareggio, a reti bianche, però, tra Perugia ed Entella, risultato che spinge ulteriormente fuori i chiavaresi dalla zona play off, e la sconfitta del Cittadella cui lo straordinario Avellino di questo scorcio di stagione, giunto al 7° risultato utile consecutivo, ha restituito la sconfitta a domicilio dell’andata. Attenzione, però, va posta anche al ritorno del Bari che, con la vittoria sulla Ternana, aggancia la zona play off, proprio a scapito dell’Entella, che si vede anche scavalcata dal risveglio del Carpi che, dopo 3 sconfitte consecutive e 6 risultati senza vittorie, trova i tre punti nel match con il Brescia, inguaiando proprio i lombardi, ad un passo dai play out. Ottimo lo scatto in avanti anche del Novara, che, imponendo la quarta sconfitta consecutiva, stavolta in casa, al Latina, si porta a soli 3 punti dalla zona play off, mentre rallenta un po’ la Salernitana, che non va oltre l’1-1 casalingo con il Cesena. Undicesimo risultato utile consecutivo, infine, per l’Ascoli di Aglietti che impone l’1-1 al Vicenza al Menti, confermando il periodo di appannamento della squadra di Bisoli.

CI VUOLE UN FLORO – Classifica marcatori che risente dello scarso numero di gol di giornata, in cui si contano ben 3 0-0 e 8 squadre che hanno chiuso la giornata senza segnare. Di queste poche marcature, ancor meno quelle messe a segno dagli occupanti delle posizioni alte della graduatoria, tanto che primo è sempre Pazzini a 17 e secondo Caputo a 13. La prima modifica si ha a quota 10, dove Litteri e Dionisi si vedono agganciati da due protagonisti di Carpi-Brescia, ovvero Lasagna, che apre le marcature del Carpi, e Caracciolo che accorcia per le rondinelle. Nel gruppone a 9, invece, Coda, Antenucci, Ciano e Avenatti, tutti a secco, accolgono l’arrivo di Ceravolo, autore del gol vittoria del Benevento. Fatte le debite menzioni d’onore per i due doppiettisti di giornata, il già citato Granoche e Ardemagni (foto di copertina), che guida la rimonta dell’Avellino a Cittadella, la vetrina di questa puntata, come già profeticamente preannunciato la scorsa settimana, tocca ad uno dei lussi di questa serie B post mercato invernale, un bomber di razza, uno di quelli di altra categoria, sceso per rilanciarsi e che, a suon di gol, sta ripagando la fiducia accordatagli. Stiamo parlando, ovviamente, di Floro Flores del Bari. Antonio Floro Flores è un attaccante classe ’83 nato a Napoli e cresciuto calcisticamente nelle giovanili di formazioni dilettantistiche partenopee, come Atletico Toledo e Posillipo, fino ad approdare al Napoli a fine anni ’90. Con la squadra azzurra esordisce anche in serie A nel 2001. Resta in rosa al Napoli per un totale di 3 stagioni e mezza, solo la prima in massima serie, le altre in B, ma è poco profeta in patria, segna appena 3 gol in 62 presenze e nel gennaio 2004 separa definitivamente la sua strada da quella della squadra della sua città, per non incontrarsi più. A condizionare molto anche il fatto che a fine stagione 03/04 il Napoli fallisce, per cui, dopo i 6 mesi passati in prestito alla Samp, con cui segna, comunque, il suo primo gol in massima serie, resta senza squadra. Caso più unico che raro, in questo periodo da svincolato riceve due convocazioni per la Nazionale U21 (delle 4 totali che potrà vantare). Si accasa al Perugia in B, dove vive una buona stagione culminata con i play off, anche grazie ai suoi gol (6 più due agli spareggi). Ma un nuovo fallimento si pone di traverso alla sua carriera, per cui passa all’Arezzo, ancora in B, dove vive due ottime stagioni dal punto di vista realizzativo, entrambe da 14 gol, anche se non riesce a salvare i toscani dalla retrocessione alla fine della seconda stagione. Passa quindi all’Udinese, la squadra con cui ha il rapporto professionale più lungo: 5 stagioni, intervallate da 6 mesi al Genoa, tra il 2007 e il 2012, con 26 gol in 140 gare, più 3 reti nelle competizioni europee, anche se il periodo più prolifico di questo lasso di tempo sono proprio i 6 mesi al grifone, tra gennaio e giugno 2011, in cui segna 10 gol. Comincia la stagione 12/13 al Granada, nella Liga spagnola, società sempre nell’orbita Pozzo, ma resta solo 6 mesi e, dopo un solo gol segnato in 10 gare, a gennaio ritorna a Udine per essere ceduto definitivamente al Genoa. Ma la mezza stagione vissuta in rossoblù non è al livello della precedente, appena 2 gol in 11 incontri, per cui a settembre 2013, dopo 2 gare giocate con la squadra genovese, passa al Sassuolo, con cui disputa due stagioni e mezza in massima serie, da 12 gol in 72 presenze. Lo smalto sembra un po’ perso, non arriva più in doppia cifra e anche le due mezze stagioni tra gennaio 2016 e gennaio 2017, con la maglia del Chievo, sono piuttosto asfittiche (1 gol la prima mezza stagione). Ecco perché Antonio accetta di buon grado il trasferimento in prestito all’ambizioso Bari, tornando in serie cadetta dopo 10 anni, che, evidentemente, vede come il trampolino per il suo rilancio. E così sembra essere: in 5 partite giocate, ha segnato 3 gol, tutti nelle ultime 3 giornate. L’ultimo sabato, alla mezz’ora della ripresa del match con la Ternana, quando riceve palla sulla trequarti, si decentra, entrando in area dal versante destro per scagliare un diagonale di destro che si va ad insaccare, rasoterra, all’angolino opposto per il definitivo 3-1 che regala 3 punti importantissimi in chiave play off ai galletti. Così anche lui rientra in quella cerchia di giocatori, di cui parliamo da qualche settimana, vedi Cocco (in gol anche in questa giornata) e Floccari, che stanno sfatando il falso mito che a gennaio non si trovino giocatori buoni che possano cambiare una stagione e che i giocatori che arrivano dalla A vengano a svernare in serie cadetta per arrotondare la pensione. Un muro di ignoranza calcistica buttato giù a suon di gol.

LA CARICA DEI 101 – Sicuramente sognava di festeggiare la ricorrenza in modo diverso. Sì, perché il buon Granoche, il Diablo, a cui recentemente abbiamo dedicato anche una vetrina della nostra rubrica, era a caccia, in questi giorni, del 100° gol nei campionati italiani. E sabato è sembrata la giornata perfetta, in cui l’attaccante uruguayano dello Spezia non solo ha fatto 30, ma anche 31, o meglio, non solo ha segnato il suo gol numero 100, con un pallonetto dal limite dell’area, favorito da un errore della difesa siciliana, dopo appena 19″ della partita con il Trapani, ma anche il 101, grazie ad un destro da centro area, in solitario, liberato (ancora una volta dopo un episodio simile per il gol di Maggiore a Vercelli) da un tiro sbagliato di Migliore dal limite dell’area, al 10′, evento che sembrava poter tagliare le gambe all’avversario e chiudere l’incontro. I due gol, rispettivamente il numero 7 e 8 con la nuova maglia degli aquilotti, si andavano a sommare ai 31 della prima esperienza in Italia con la Triestina, ai 7 con il Chievo (4 in campionato, 3 in Coppa Italia), all’unico al Novara (in Coppa Italia), ai 6 col Varese, ai 2 col Padova, ai 5 col Cesena e ai 41 (36 in campionato, 5 in Coppa Italia) col Modena, per un totale, appunto, di 101, di cui 4 in Serie A, 88 in B e 9 in Coppa Italia. Peccato che a rovinare, parzialmente, la festa siano arrivati i due gol in rimonta del Trapani che hanno tolto allo Spezia la gioia della quarta vittoria consecutiva e del quinto posto in solitario. Di sicuro, però, per il Diablo avranno un grande significato, quello, innanzi tutto, di dimostrare di non essere un giocatore bollito o, ancor peggio, finito, come qualcuno lo aveva tacciato un po’ troppo frettolosamente ad inizio stagione, ma di poter essere ancora una pedina fondamentale per la corsa ai play off della squadra bianconera.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *