A tutta B (seconda parte): un “vecchio” amico, i complimenti con riserva, Pinocchio Ardemagni e B Ready per la 27^

cocco

UN “VECCHIO” AMICO – Certo, parlare di vecchio amico quando si parla di gol giovani e ci si riferisce ad un ragazzo di 20 anni, fa un po’ impressione. Ma, in un certo senso, è proprio così, perché di Joseph Minala, nonostante i suoi vent’anni, su questa rubrica parliamo ormai da un po’, ben 3 anni per l’esattezza, ed è quasi un veterano che conosce bene la serie cadetta e che tante ne ha già da raccontare. A cominciare, e qui sta il giochetto sull’altro significato di “vecchio”, dalla polemica in cui si è trovato coinvolto negli scorsi anni circa la sua reale età, visto che, fisicamente, ricorda tutto meno che un giocatore di 20 anni. Ma la storia di Minala è tutta un’enorme complicazione, fin dall’inizio. Nato a Yaoundé, in Camerun il 24 agosto 1996, da una famiglia che vive pesanti difficoltà, con 11 figli da mantenere, ma che crede nel sogno del figlio di diventare un calciatore professionista all’estero e compie sacrifici immani per raccogliere i soldi che servono per portare Joseph in Italia sull’onda del sogno di un provino al Milan proposto da un talent scout locale, Minala arriva a Roma a 15 anni. E qui scopre sulla propria pelle la crudeltà del mondo che non guarda in faccia alla miseria, ma vive tranquillamente sulle spalle degli ultimi, perché il sedicente talent scout lo abbandona in stazione senza soldi, con un cellulare in mano e senza, ovviamente, nessun provino organizzato con il Milan. Gli resta solo di andare a mangiare alla Caritas. Per fortuna del giovanissimo Joseph, una mano dall’alto arriva: si interessa a lui la Città dei ragazzi, una comunità che aiuta giovani senza famiglia, che lo introduce anche al mondo del calcio italiano, nelle giovanili della squadra amatoriale del Vigor Perconti. Minala è davvero bravo, tanto che lo nota il Napoli che gli offre un provino di 2 mesi, ma non riesce a tesserarlo perché viene anticipato dalla Lazio, che ne intuisce le potenzialità e ne sfrutta le doti per la propria Primavera, facendolo giungere fino alla prima squadra, dove mette insieme 3 presenze nel 2014. E’ in questi anni che comincia a montare il caso dell’età del ragazzo, che viene accusato di essere addirittura un trentenne, i cui tratti somatici potrebbero perfino confermarlo, ma le ricerche messe in moto dalla FIGC portano alla conclusione che non ci siano irregolarità, e Minala può proseguire la sua carriera, fatta di prestiti che cominciano dalla stagione 14/15, quando va a titolo temporaneo al Bari. Dove noi lo conosciamo, a dicembre 2014, quando segna il suo primo gol tra i professionisti, nella trasferta di Cittadella, dove realizza il gol vittoria. La stagione si chiude con 3 gol e sembra possa diventare un trampolino per un giovane di bellissime speranze. Ma non è così, perché nelle stagioni successive il ragazzo si perde un po’: la scorsa stagione 6 mesi al Latina, dove gioca appena 3 partite e segna un solo gol, e 6 di ritorno a Bari, dove, però, in campo scende addirittura una sola volta; comincia questa stagione nella rosa della Lazio, dove, però, non mette insieme neppure un minuto. Quindi, a gennaio, arriva il nuovo prestito, stavolta alla Salernitana, da dove Minala vuol far ripartire il proprio rilancio. E le premesse sono ottime visto che il primo gol arriva subito alla terza presenza: al 22′ della partita interna con il Cesena, con il risultato ancora sullo 0-0, si trova nel posto giusto per deviare, di petto, il tiro al volo di destro scagliato da Coda su cross di  Busellato dalla sinistra, siglando l’1-0, che sarà, però, pareggiato appena 5′ dall’ennesimo gol di Cocco (foto di copertina).

COMPLIMENTI CON RISERVA – Giornata florida per i giovani l’ultima giocata dalla Serie B, visto che, oltre al gol del ritorno di Minala, c’è stato anche quello d’esordio di un altro under 21, tra l’altro poi risultato molto importante sullo score finale, ovvero quello di Casasola del Trapani. Tiago Casasola è un difensore centrale, nato a Buenos Aires l’11 agosto 1995 e cresciuto calcisticamente nelle formazioni giovanili di Huracan, Boca Juniors e Fulham, in Inghilterra. Da lì lo preleva la Roma, l’attuale proprietaria del suo cartellino, nel 2015, che lo manda in prestito nelle ultime due stagioni: la scorsa a Como, 27 presenze in cui mette in mostra le sue qualità, senza riuscire, però, ad evitare la retrocessione della sua squadra, quest’anno a Trapani, dove è un titolare inamovibile della difesa siciliana, con già 20 presenze a referto. Sabato è arrivato anche il primo gol tra i professionisti, un gol la cui importanza si capirà soprattutto alla fine, quando alla sua rete si sommerà quella dei Pagliarulo per il 2-2 finale: al 35′ della sfida del Picco, con gli aquilotti in vantaggio per 2-0 in una partita che sembra già segnata nel suo andamento, si trova nella posizione ottimale per scagliare un piattone destro su cross rasoterra dalla sinistra di Barillà entrato in area dopo aver vinto la resistenza di Vignali, che si insacca dopo aver colpito Chichizola già caduto a terra per il momentaneo 2-1, che rappresenta l’inizio della ripresa psicologica dei siciliani. A rovinare, pesantemente, la gioia per il gol e per il contributo al pareggio, la follia compita al 36′ della ripresa, che poco si sposa alla crescita di un giovane alle prime esperienze e che, quindi, fa sì che anche da questa rubrica gli giungano complimenti con riserva: durante un’azione di gioco sulla fascia destra del campo, con Fabbrini dello Spezia a difesa del pallone, compie prima un intervento scomposto con cui tira giù l’avversario, provocando il fallo, quindi, mentre l’aquilotto è a terra che sta ancora proteggendo il pallone, gli assesta, inspiegabilmente, due calcioni, uno alle gambe e uno al tronco, rimediando la sacrosanta espulsione, ma provocando anche la (sciocca) reazione di Fabbrini, uno che prende calci dall’inizio della partita, ma per cui, evidentemente, esiste un limite, che si rialza e gli punta una mano al collo, rimediando anche lui il rosso. Così non solo Casasola non sarà lì ad esultare con i compagni per il pareggio finale, ma li lascerà soli anche per le prossime 3 partite in cui lui sarà fuori per squalifica. Una lezione che, si spera, sarà utile per la maturazione anche caratteriale di questo ottimo prospetto.

 

PINOCCHIO ARDEMAGNI – Aveva detto: “Se segno non esulto!”. Questo per rispetto alla sua ex squadra. Sì perché Matteo Ardemagni, che sabato era impegnato con il suo Avellino al Tombolato, con la maglia del Cittadella, nella sua carriera di girovago del calcio, ci aveva giocato. Stagione 2009/10, la carriera cominciata da poco, appena il 2005, con pochi gol segnati tra i professionisti, appena 3, 2 nella Pro Patria in C1 e uno nella Triestina, in B, proprio nella stagione precedente al suo trasferimento in Veneto. Una stagione da incorniciare: 22 gol che lo promuovono come uno dei migliori marcatori della Serie B e che lasciano, sicuramente, bei ricordi nell’attaccante, che nella stagione successiva farà il salto di qualità, approdando all’Atalanta. Sabato tornava da avversario, con quei buoni propositi. Ma un conto è il dire, un altro il fare. E così, quando Ardemagni, non solo ha segnato il pareggio dopo il vantaggio di Strizzolo, con una deviazione quasi fortuita su tiro di Verde che spiazza completamente il portiere, ma è andato a siglare anche il vantaggio con un colpo di testa, non ha saputo trattenere la gioia e, come un pazzo, si è fatto tutto il campo per andare ad esultare sotto la curva dei nuovi tifosi, aggiungendo tutta una serie di gag con il compagno di squadra Moretti. Insomma una gioia irrefrenabile di un calciatore sanguigno, che, a suon di gol, sta risollevando le sorti del nuovo Avellino di Novellino, che è andata oltre ogni più buon proposito di riconoscenza potesse essersi prefisso. Con buona pace dei tifosi granata…

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 27^ GIORNATA – Tutto pronto per il 6° turno del girone di ritorno, una giornata il cui svolgimento sarà condizionato dall’imminente turno infrasettimanale della prossima settimana. Così si avranno due anticipi il venerdì, uno alle 19 e uno alle 20.30, e tutte le restanti 9 partite il sabato alle 15, senza alcun posticipo. Un turno che avrà la sua partita clou al sabato pomeriggio, la sfida delle sfide tra Frosinone e Verona, scontro al vertice da giocarsi al Matusa, tra due squadre separate da appena due punti, ma di umore un po’ diverso, con gli uomini di Marino che viaggiano, comunque, in serie positiva e quelli di Pecchia che, invece, sembrano un po’ accusare un periodo non brillantissimo, ma vogliono approfittare proprio dello scontro diretto per balzare nuovamente in testa. All’andata si imposero gli scaligeri con un secco 2-0. Di questo scontro diretto proverà ad approfittare il Benevento, impegnato nel secondo dei posticipi del venerdì, quello delle 20.30, in un match per nulla semplice, contro un Bari di ottimo umore dopo l’aggancio completato ai play off, e voglioso di vendicare lo 0-4 del San Nicola all’andata. Con la vittoria e una serie di combinazioni, gli uomini di Baroni potrebbero ritrovarsi anche primi in classifica. Molto interessante anche il match che coinvolge l’altra squadra in lotta per i posti più alti, la Spal, che affronta, nello scontro diretto, la prima inseguitrice, posta a 6 punti di distanza, il Perugia, entrambi reduci da un pareggio che ne ha rallentato la corsa. Una vittoria degli umbri (come accadde all’andata, al Curi, 1-0) potrebbe aiutare a ridurre il gap tra le squadre di testa e le inseguitrici, quella della Spal potrebbe creare una netta demarcazione, soprattutto se anche l’altra squadra a 6 punti, il Cittadella, non portasse a casa punti dall’anticipo di Brescia, squadra che già all’andata rappresentò il primo vero scoglio dei veneti che videro infrangersi con un netto 0-3 casalingo, il filotto di vittorie consecutive. Ma gli scontri diretti dell’orbita play off non sono finiti: nel pomeriggio di sabato, lo Spezia prova a dimenticare la delusione della pareggio col Trapani nella trasferta di Novara, squadra di ottimo umore che vede la zona spareggi ad appena 3 punti (1-0 per gli aquilotti al Picco), mentre Entella e Carpi, illustri recenti escluse, provano a rientrare sfidandosi a Chiavari, con gli emiliani di umore migliore dei liguri e forti della vittoria all’andata per 2-1. L’Avellino prova a proseguire la sua serie positivissima e, di conseguenza, la sua risalita in classifica, nel match interno contro un Vicenza non più così lucido come qualche giornata fa (0-0 all’andata), ma anche l’altra serie positiva lunga, o meglio la più lunga, quella dell’Ascoli, dovrà fare i conti con la lotta salvezza, attendendo il Pisa al Del Duca (2-1 per i nerazzurri all’andata). Tre sfide interessanti per la salvezza: il Trapani ultimo prova a dare continuità ai propri risultati positivi e al proprio cuore, magari cercando di monetizzare maggiormente, nel match casalingo contro la Salernitana (2-0 per i campani all’andata); scontro diretto tra la penultima, la Ternana, che non sa più vincere, e la quartultima, il Latina, che è stanca di perdere ininterrottamente da 4 giornate, separate da soli 3 punti (1-1 all’andata); la Pro Vercelli terzultima è impegnata nella non semplice trasferta di Cesena, con i romagnoli intenzionati a vendicare la sconfitta dell’andata per 1-0.

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