F1, ecco la nuova Ferrari; sarà la volta buona?

ferrari 2017

SPERANZE– Comincia oggi, con i primi test a Barcellona, la stagione 2017 della F1. La domanda che tutti i tifosi italiani si pongono è ovvia; a 10 anni di distanza dalla conquista dell’ultimo mondiale piloti con Kimi Raikkonen, riuscirà la Ferrari a diventare davvero competitiva, e magari a contendere il titolo alla Mercedes? La vettura che scenderà in pista in questa stagione, ribattezzata con la sigla SF70H, è stata presentata venerdì scorso, e come in tutte le presentazioni ufficiali c’è stato molto spazio per la parte mediatica, con dichiarazioni di piloti e tecnici, e i primi giri dimostrativi sulla pista di Fiorano. Ma al di là delle parole di circostanza, cosa si può intuire sulla possibile competitività della macchina? Rispetto alla scorsa stagione, c’è una novità positiva, e cioè il basso profilo scelto dalla scuderia. Nel 2016 le dichiarazioni trionfalistiche di Sergio Marchionne crearono aspettative eccessive, nei tifosi e nella squadra, col risultato che la fiducia esagerata nel progetto impedì durante la stagione di sviluppare la vettura, progetto poco riuscito in se, e la Ferrari, inizialmente la seconda forza del mondiale, non solo non riuscì mai ad impensierire la Mercedes, ma si fece scavalcare anche dalla Red Bull. Quest’anno invece, ci sono poche aspettative, i tecnici, a cominciare da Maurizio Arrivabene, si sono limitati ad elogiare il lavoro della squadra durante l’inverno, scottati dall’esperienza dello scorso anno. La composizione tecnica della scuderia, dopo l’addio di James Allison (ora direttore tecnico della Mercedes) è stata caratterizzata dall’arrivo di Mattia Binotto e di Enrico Cardile, quest’ultimo come capo dell’aerodinamica, settore che, con le modifiche regolamentari, quest’anno assume un’importanza preponderante se non decisiva.

TECNICA– Sergio Marchionne ha chiesto maggiore creatività i suoi ingegneri, proprio in virtù delle modifiche regolamentari; ma la SH70H risponde a questa impostazione? Da una prima analisi, sembrerebbe di no. La nuova vettura ricalca in buona parte quella del 2016, per quanto riguarda la parte anteriore e quella posteriore, mentre le novità principali riguardano il settore centrale. Ala anteriore e sospensioni (confermata la soluzione a puntone, push-rod) sono simili ai precedenti, a differenza, per esempio, del muso della Red-Bull completamente ridisegnato da Adrian Newey, mentre è stato reintrodotto il dispositivo S-Duct, (che serve a deviare la massima parte del flusso sotto la vettura), cosi come l’ala posteriore e la sospensione a bilanciere (pull-rod). Abbastanza innovative sono invece le pance laterali, caratterizzati da due componenti molto ampi che avrebbero, si spera, lo scopo di convogliare anch’esse il maggior flusso d’aria sotto la vettura per aumentare il carico aerodinamico e di conseguenza l’efficienza. Il passo, cioè la distanza tra la ruota anteriore e quella posteriore, è rimasto sostanzialmente invariato nonostante la maggiore libertà di interventi concessa dal nuovo regolamento, a differenza di quanto fatto dalla Mercedes cha lo ha vistosamente allungato, per intervenire maggiormente nella zona dell’anteriore. Varie indiscrezioni parlano però di una SF70H alla quale mancherebbero ancora diverse componenti, che si vedranno solo nei test di Barcellona se non addirittura in Australia, ma l’impressione, per quel poco che si può capire, è che la scelta fatta sia sostanzialmente conservativa, per evitare difetti congeniti che, come nel 2017, renderebbero difficile lo sviluppo durante la stagione.

PROSPETTIVE– si riparte da un foglio bianco o quasi, almeno sul piano telaistico, e quindi è molto difficile fare pronostici. Ma sembra improbabile che, almeno nelle prime gare, la Ferrari possa quantomeno dar fastidio alla Mercedes. E ricordiamo anche che, aumentando l’importanza dell’aerodinamica, è quasi scontato che la Red Bull sarà un avversario estremamente ostico grazie alla genialità di Adrian Newey, per non parlare di due scuderie agguerrite e ricche di possibilità tecniche ed economiche (McLaren-Honda, per la prima volta senza Ron Dennis e con l’inedita livrea arancione, e Renault). Infine, ricordiamo che i regolamenti sono cambiati tantissimo per la parte telaistica e per i pneumatici, ma non per i motori dove, immaginiamo, le PU Mercedes, montate anche su Williams e Force India, continueranno ad avere un consistente vantaggio. Già nei primi test di questi giorni al Montmelò, pista molto significativa sul piano tecnico, si potrà intuire qualcosa di più.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *