Roma autorevole, super Nainggolan: Inter ko a domicilio

De Rossi e Nainggolan

Milano – E’ la Roma la vice-Juve: il 3-1 al Meazza, contro un’Inter troppo arrendevole nel primo tempo per sognare i tre punti, consolida il secondo posto degli uomini di Spalletti, ora a +5 sul Napoli. Due prodezze balistiche di Nainggolan (doppio destro da fuori area, al 12° a giro e al 56° di potenza), un rigore di Perotti (all’85°, fallo su Dzeko di Medel, entrato in modo scomposto), oltre al gol di Icardi (81°, scivolata su assist tagliato di Perisic), fissano il risultato. Particolarmente pregevoli le due prodezze balistiche del giocatore belga di origine indonesiana, che, i più attenti ricorderanno, fu spesso accostato alla Beneamata prima di passare alla Roma (all’Inter arrivò poi Hernanes e in tanto, all’epoca, gridarono al “colpo” di mercato nerazzurro… ai posteri la tutt’altro che ardua sentenza!). Il campionato quindi si spezza ulteriormente: davanti la Juventus, poi la Roma, e poi la corsa al terzo posto che significa preliminari di Champions: il Napoli dovrà guardarsi dalla splendida Atalanta e dall’Inter, a patto che Candreva e compagni ritrovano lo smalto di poche settimane fa. Intanto, il primo degli scontri diretti è passato e non ha portato punti.


QUEL MISCHIONE IN MEZZO AL CAMPO –
Squadre schierate secondo un 3-4-2-1 che risulta speculare solo in apparenza. La differenza la fa proprio la disposizione a centrocampo. Ben sei gli uomini che nominalmente, da ambo le parti, agiscono in mezzo al campo. Ma il “pacchetto di mischia” romanista è decisamente molto più efficace e sicuramente più amalgamato con il resto degli effettivi in campo. Molto abili De Rossi e Strootman (forse il miglior duo di interni del campionato) a recuperare palla e impostare, per i due “avanti”, l’uomo di rottura Nainggolan (su di lui torneremo dopo) e il fantasioso Salah, interessanti quando incrociano tra loro per sviare gli avversari. Complementari gli esterni: Bruno Peres più dotato in fase di proposizione, l’ex Juan Jesus bravo (ma non sempre…) a contenere. In avanti, Dzeko è una punta capace di fare da sponda, oltre che concludere, mentre il trio difensivo è deciso anche se non sempre sicuro. E i padroni di casa? L’Inter paga la giornata-no dei due trequartisti: lezioso Brozovic, fuori dal fulcro del gioco Joao Mario, peraltro poco cercato dai suoi. Kondogbia rivela i (soliti) problemi in fase di proposizione del gioco, mentre Gagliardini soffre il ritmo battente della Roma. Sugli esterni, i nominalmente più offensivi Candreva e Perisic si trovano a rincorrere l’uno Salah, l’altro Bruno Peres e Icardi (al rientro dopo le due giornate di squalifica) si ritrova spesso isolato. Decisiva per gli equilibri tattici la costante spinta di Bruno Peres, che porta per contrappasso Juan Jesus a schiacciarsi dietro per comporre un più omogeneo 4-2-3-1.

NON EPISODI, MA DIMOSTRAZIONE DI FORZA GIALLOROSSA– Due tiri da fuori decisamente superlativi, un gol su rigore evitabilissimo; il tifoso (nerazzurro) che cerca alibi si può giustificare dicendo che è stata una gara pesantemente decisa dagli episodi. Ma sarebbe un grosso errore minimizzare il posticipo di stasera in questo modo, inscatolando i novanta e passa minuti di gioco in questa definizione. La Roma ha dimostrato di avere una chiara idea di gioco e un’altrettanto definita capacità di leggere la gara. Importante la capacità dei giallorossi di non perdere il pallone, di trovare spesso i sincronismi necessari a creare la superiorità numerica, di adoperare con profitto quel pressing alto che permette il recupero rapido della sfera (magistrale Nainggolan in questo) e la rapida ripartenza dell’azione. Bravo Bruno Peres a fare l’elastico tra i reparti, supplendo ad un Salah che è apparso a tratti fuori fase.


INTER ATTENDISTA, CON LE GRANDI NON BASTA –
Pioli, bisogna ammetterlo, ha probabilmente sbagliato l’approccio alla gara. L’Inter, anche per l’assenza di Miranda, si è dimostrata troppo attendista, incapace di imporre e voler imporre il proprio gioco. L’arretramento di D’Ambrosio ha portato a giocare con Candreva e Perisic di fatto a centrocampo, allontanandoli da Icardi e facendo loro soffrire la pericolosità della Roma sulle corsie esterne. Il forcing nel secondo tempo, che ha generato qualche palla gol, poteva portare al pareggio o perlomeno a siglare il 2-1 prima dell’81°, ma questo non è accaduto. Brava la Roma a coprire gli spazi, nonostante qualche palla-gol di troppo regalata agli avversari e un episodio da rigore, su Eder, nel secondo tempo.

IL PREZIOSISMO… DELETERIO – In avvio di gara, Perisic nella propria area, tutto solo, serve Handanovic di testa dopo aver sollevato il pallone con una finezza di piede. Non si può fare (Verratti insegna…) e puntuale scatta la punizione indiretta in area e il cartellino per il croato. Era proprio indispensabile un rischio del genere? Bravo Tagliavento a fischiare, un Tagliavento che non è esente da esami visto il possibile rigore reclamato dall’Inter.

INTER-ROMA 1-3 (0-1)

MARCATORI: 12′ p.t. e 11′ s.t. Nainggolan, 36′ s.t. Icardi, 40′ s.t. Perotti su rig..

INTER (3-4-2-1): Handanovic; Murillo, Medel, D’Ambrosio; Candreva (dal 30′ s.t. Gabriel Barbosa), Gagliardini, Kondogbia, Perisic; Brozovic (dal 9′ s.t. Eder), Joao Mario (dal 35′ s.t. Banega); Icardi. (Carrizo, Andreolli, Palacio, Biabiany, Ansaldi, Sainsbury, Santon, Nagatomo). All. Pioli.
ROMA (3-4-2-1): Szczesny; Rudiger, Fazio, Manolas; Bruno Peres (dal 44′ s.t. Vermaelen), De Rossi (dal 9′ s.t. Paredes), Strootman, Juan Jesus; Salah (dal 26′ s.t. Perotti), Nainggolan; Dzeko. (Lobont, Alisson, Grenier, Totti, Mario Rui, Gerson, Emerson, El Shaarawy). All. Spalletti.
ARBITRO: Tagliavento di Terni.
NOTE: ammoniti Perisic (I), Fazio (R) e Murillo (I) per comportamento non regolamentare, De Rossi (R) per gioco scorretto.

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