Sarri, mi sembri sincero, ricominciamo!

E lasciami gridare
Lasciami sfogare
Io senza amore non so stare
Io non posso restare
Seduto in disparte
Né arte né parte
Non sono capace
Di stare a guardare
Questi occhi di bracce
E poi non provare
Un brivido dentro
E correrti incontro, gridarti
Ti amo
Ricominciamo

 

Cominciamo a dire che chi scrive, il sottoscritto, è un leone da tastiera, così scansati gli equivoci, andate a vedere la storia dei miei articoli qui su Sportmain, posso dire che il Sarrismo no, non mi ha mai convinto e io sto con ADL, cioè il presidente che ultimamente è contestato dai difensori a spada tratta del bel gioco sarriano. Ma non voglio condannare Sarri, che ha tanti meriti, però voglio ricominciare e come si dice: chi ama non dimentica!

COPPA ITALIA – Ricominciamo da qui, da quella che è stato il rifugio di Mazzarri e Benitez, il trofeo che ha portato poi alle disfide, finite con esiti differenti, di Super Coppa, per i due succitati allenatori. Questa potrebbe essere l’ultima spiaggia di Sarri, l’unico trofeo che potrà forse essere messo in bacheca per ora sempre se, in qualche modo, riuscirà a eliminare i “nemici” di sempre, la Juventus. Per Allegri sarà una partita come tante, per Sarri no. Chiamato a rispondere alle accuse di mancato turn over metterà in campo Pavoletti e Rog contro la Vecchia Signora? L’impressione è quella che, se non si fa risultato, tutto sia perduto e alla fine sarà così perché nascondersi dietro fatturati, “bel gioco” e non è compito del Napoli vincere sono solo pie illusioni. Dove sta scritto che il tifoso del Napoli deve guardare vincere sempre gli altri? Soprattutto quando in estate si spende, quando le dichiarazioni di gennaio parlano di panchina lunga e di voler arrivare pronti alla “tirata”, tirata complicata da scelte controverse difese dai soliti luoghi comuni, tipo la vittoria è di tutti la sconfitta è dell’arbitro, cosa che ADL, contrariamente a Sarri, ha voluto interrompere a inizio campionato. Le polemiche arbitrali fanno bene ad altri, a Napoli sono controproducenti.

I LUOGHI COMUNI – Non potevano mancare i luoghi comuni assunti a filippiche e oratorie nei confronti del Maestro osannato ormai più della maglia. Io tifo per la maglia, sempre e comunque, Sarri, anche lui passerà come il bel gioco che a mio dire, è già passato. Vero, lo si è visto, protagonista, il bel gioco contro squadre come Bologna, Cagliari e Torino ma… già c’è sempre un ma,  ammettiamolo, lo si è visto sempre? No, anzi meno spesso di quel che si sarebbe dovuto e potuto vedere, a cominciare dal pareggio esterno di Pescara, passando per Marassi, contro il Genoa, Bergamo (andata e ritorno contro l’Atalanta), Sassuolo in casa, Empoli sempre al San Paolo, senza dimenticare, la contestata e sofferta vittoria interna ottenuta in rimonta contro una Sampdoria in dieci. L’eccezione a questo punto sembra esse più il bel gioco che altro ma c’è l’altro luogo comune, quello della Champions.

LA CHAMPIONS LEAGUE – Concediamo a tutti la mancanza di esperienza internazionale, Sarri in primis e in secundis ADL. Ma la gestione del girone è stata amatoriale. Iniziato benissimo è poi diventata prassi infernale. Dopo due vittorie si è arrivati a giocare ogni incontro (contro avversari non temibilissimi) con l’acqua alla gola, spendendo energie nervose e fisiche inutilmente. Il manager gestisce, l’allenatore allena, gli impreparati, sprecano. La partita con il Benfica e l’emblema di tutta la  stagione azzurra. Il passaggio del turno è garantito dall’incontro di Kiev con la Dinamo che, in contemporanea, segna 6, dico 6 gol ai turchi, e il Napoli, sicuro di passare il turno si va a prendere il primo posto in casa di un Benfica, decisamente spento, che finisce così a giocarsi gli ottavi contro il Borussia Dortmund mentre gli azzurri fanno harakiri con il Real Madrid. Loro vincono uno a zero la partita degli ottavi contro i tedeschi mentre il Napoli va a perdere 3 a 1 una partita che boh… Certo, scatta il luogo comune del Real, imbattibile, affossato più volte in stagione da scarti della serie A vedi Jovetic e Zaza.

GESTIONE UOMINI – Che ci sia un’ottima gestione, da parte di Sarri dello spogliatoio, è tutto da dimostrare. I fedelissimi stanno con lui certo, ma i fedelissimi stanno con chiunque, In estate ha ribocciato Valdifiori, non un fuoriclasse, ma di certo un’alternativa che poteva essere valida se hai tre competizioni, utile poi per lanciare Gabbiadini. Ah ecco, Gabbiadini, bocciato ma è anche vero che, senza i gol di Manolo il Napoli in classifica ora sarebbe dietro l’Atalanta, dettagli, ma se poi lo si vende per prendere Pavoletti, annunciato ai quattro venti come la punta di Madrid ma in Spagna si va  a giocare ancora una volta con il falso nueve e con un centrocampo leggero, c’è qualcosa che lascia perplessi. Io parlo da tifoso. Hamsik, Diawara e Zielinski sono IMPRESENTABILI insieme, lo si è visto al Bernabeu, lo si è rivisto contro l’Atalanta. Questo è un trio troppo leggero e offensivo per sostenere il peso di un tridente agile e poco pesante e, allo steso tempo, non può garantire protezione a una difesa allegra.

RISARRIAMO – Se Maurizio Sarri affrontasse sempre le squadre di Gasperini, quasi sicuramente, ne uscirebbe con le ossa rotta in 9 incontri su dieci perché il dogma, l’intransigenza, spesso non paga, come sanno bene gli zemaniani di ferro. Ecco sì, Sarri si sta avvicinando, nel bene e nel male, al vate di Foggia, la sua carriera è ora a un bivio, vuole vincere o meno? Bisogna essere cinici, come lui stesso ba ammesso, e spietati per vincere. Maurizio Sarri, io ti voglio bene, davvero, ma non farmi vedere sempre le vittorie degli altri, portaci a casa qualcosa, anche una Coppa Italia, salviamo il salvabile e, come cantava Pappalardo…

Ricominciamo
Oh, sì
Ricominciamo

Ricominciamo è una canzone scritta da Bruno Tavernese e Luigi Albertelli

 

 

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