Napoli, Reina santo per un giorno

NAPOLI – La vittoria di Roma ha scacciato i fantasmi di una presunta mini crisi azzurra. Napoli non perfetto, soprattutto nel finale, ma è riuscito non solo ad agganciare il secondo posto, che ora dista solo due punti, ma soprattutto a battere i giallorossi nella loro tana, cosa che non accadeva da ben quattro anni.

CATTIVERIA – Quella vista a Roma. Ormai siamo stanchi di chiamarla “cazzimma”, chiamiamola per com’è: voglia di vincere. Voglia, forse, di dimostrare al proprio presidente presente in tribuna all’Olimpico che le dichiarazioni post Madrid erano non soltanto fuori luogo, ma erano soprattutto sbagliate e non veritiere. Azzurri scesi in campo con l’intenzione di vincerla, di aver coscienza dei propri mezzi e finalmente di battere una delle due grandi del campionato che la precedono in classifica. Il tour di tre sconfitte, che potevano essere sicuramente gestite meglio, si è fortunatamente chiuso con una vittoria. Il tutto è racchiuso nella straordinaria prestazione di Rog, la cattiveria agonistica per eccellenza racchiusa in un cognome di tre lettere, per finire alla magnifica doppietta di Mertens ed all’autorevole prestazione di Koulibaly e di Reina. Gli elementi fondamentali del Napoli, mancati nelle scorse partite, sono tornati, così come la vittoria dei partenopei.

SOLITE IMPRECISIONI – Una partita non perfetta. O meglio, una partita a tratti imperfetta. A noi questo Napoli in trasferta è sempre piaciuto, infatti i punti conquistati fuori al San Paolo sono decisamente di più rispetto a quelli casalinghi e, come dice Sconcerti “Alle statistiche non puoi controbattere”. Sarà stata l’enfasi che ha avuto questa sfida, l’ansia per lottare tra l’allontanarsi o all’avvicinarsi al secondo posto, la difficoltà che ha questa formazione – da sempre – contro le grandi squadre italiane e non, ma il Napoli qualche imprecisione l’ha mostrata e, purtroppo, sono le solite. Squadra non pienamente matura, incapace di gestire una partita sul doppio vantaggio e troppo presa dall’ansia e dall’importanza della partita. Sarri dovrà lavorare e non poco, soprattutto in vista dell’ultimo stralcio di campionato.

PAURA – Cinque minuti fatali, che avrebbero potuto completamente ribaltare tutto. L’assedio della Roma connessa alla perdita della gestione della partita per gli azzurri, hanno regalato spettacolo puro per i sportivi e possibili attacchi cardiaci per i tifosi azzurri. La parata di Reina è l’apice dell’ultima fase del match. Dal lancio sbagliato di Reina al palo di Salah, dai dribbling di Perotti al goal di Strootman, per finire ai tentativi di Dzeko allo straordinario guantone mostrato da Reina su tiro di Perotti deviato sul palo. Cardiopalma.

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