A tutta B (prima parte): il Pisa guastafeste, la veloce di Andrej e i giovani alla ribalta

IL PISA ROVINA I SOGNI DELLA SPAL – Nulla di grave, nulla di irrecuperabile, e, soprattutto, nulla di compromettente, ma, sicuramente, un bel pensierino alla testa solitaria della classifica a Ferrara ce l’avevano fatto. E, invece, dopo la partita col Pisa (8 risultati utili consecutivi) che, nonostante il vantaggio, ha regalato solo un pareggio, il primo posto, seppur in coabitazione prima con il Frosinone, poi addirittura a tre dopo che il Verona aveva dato segni di risveglio aggiudicandosi la non semplice trasferta di Brescia, è durato solo 48 ore. Ma con l’aggravante di vedersi scavalcata, alla fine, di un solo punto, visto che nel posticipo di lunedì anche il Frosinone non è andato oltre l’1-1 col Cittadella, ristabilendo le distanze di partenza, ma lasciando agli uomini di Semplici l’amaro in bocca per un’occasione buttata, nel caso fossero riusciti a fare bottino pieno contro i toscani. E non va oltre il pareggio neppure la quarta in classifica, il Benevento, che, impegnata nel derby campano, soffre non poco e si vede costretta a recuperare solo negli ultimi minuti il vantaggio su rigore di Coda. Intanto il resto della zona play off subisce il solito stravolgimento settimanale, con squadre che rientrano, squadre che escono, squadre che scavalcano e squadre che si fanno scavalcare: turno favorevolissimo per il Perugia, che interrompe il periodo positivo dell’Avellino e la sua rincorsa alla zona play off in modo debordante e autorevole, con un 5-0 a domicilio che rappresenta la vittoria più larga di questo campionato, umilia in modo fin troppo eccessivo gli uomini di Novellino e permette agli umbri di agganciare il Bari che, invece, interrompe il suo ciclo positivo perdendo il suo scontro diretto contro un Entella che rientra in corsa in modo prepotente; positivissimo anche quello del Novara, che, con la vittoria di Ascoli (crocevia di risultati consecutivi: marchigiani alla terza sconfitta, Piemontesi alla quarta vittoria), balza nuovamente, dopo un periodo di assenza, in piena zona play off, aggiungendosi al gruppone a 43 punti formato dalle tre squadre fin qui menzionate e dal Cittadella; il Carpi, sempre ottimizzando al meglio le sua partite con gli aquilotti, fa suo lo scontro diretto con lo Spezia, capitalizzando il gol segnato subito in apertura, rilanciandosi prepotentemente nella corsa promozione e tirando i liguri nuovamente fuori dalla ziona che conta. In chiave salvezza arriva come oro colato la vittoria della Pro Vercelli nello scontro diretto di Terni, in rimonta, che le permette di balzare fuori dalla zona calda e relega ulteriormente i rossoverdi all’ultimo posto, a tre punti da un Trapani che, comunque, non va oltre l’1-1 nel secondo scontro diretto, quello con Latina, risultato perfettamente sovrapponibile a quello del terzo, quello tra Cesena e Vicenza, che cristallizza un po’ la zona retrocessione, salvo coinvolgere in modo attivo il Brescia, ora in piena zona play out.

LA VELOCE DI ANDREJ – Mentre i due battistrada dormono, gli inseguitori ballano: è così che si potrebbe riassumere gli accadimenti riguardanti la classifica marcatori dopo l’ultimo turno. Sì perché mentre Pazzini e Caputo si sono presi un turno di riposo, lasciando le realizzazioni ai propri compagni di squadra, i movimenti più interessanti della classifica sono arrivati proprio da quelli che occupavano le posizioni di rincalzo. Già al terzo posto, ad esempio, Caracciolo, a quota 11, si è visto raggiungere da entrambe i marcatori del derby campano tra Benevento e Salernitana, ovvero Coda e Ceravolo. Addirittura a 10 reti l’affollamento raggiunge quote importanti, perché a Litteri, Lasagna e Dionisi si affiancano Ciano, autore del vantaggio del Cesena contro il Vicenza, Ciofani, che porta in vantaggio il Frosinone nel posticipo col Cittadella, Antenucci, che illude la Spal portandola in vantaggio contro il Pisa, Di Carmine, che con la tripletta nei 5 gol del Perugia all’Avellino si merita la menzione d’onore di questa puntata ( e la foto di copertina), e il protagonista della vetrina di questa settimana, un giocatore che con i suoi gol, soprattutto nell’ultimo periodo, sta contribuendo alla risalita della sua squadra fino all’aggancio alla zona play off, ovvero Andrej Galabinov del Novara. Galabinov è un attaccante bulgaro, nato a Sofia nel 1988 da una famiglia di pallavollisti di alto livello, tutti nazionali bulgari. Fin da piccolo alle scelte sportive di mamma e papà, nonché del fratello Jordan (che gioca in Italia), preferisce la strada presa da nonno Jordan, ex portiere del CSKA Sofia. Proprio nelle giovanili della squadra della sua città comincia a muovere i primi passi nel mondo del calcio, poi, però, il proseguio della carriera giovanile è condizionato dai trasferimenti dei genitori. Così nel 2004 si trasferisce a Cipro con la famiglia  e gioca nelle giovanili dell’Omonia Nicosia, mentre nel 2006, anno in cui il papà viene chiamato ad allenare a Modena, arriva in Italia e comincia a giocare nel Castellarano, in D, dove segna i suoi primi 2 gol italiani. Lì lo nota il Bologna, che lo tessera nel 2007 senza, però, mai farlo scendere in campo in B. Così nella stagione successiva va in prestito prima 6 mesi al Giulianova, in seconda divisione, dove segna il suo primo gol tra i professionisti, e quindi altri 6 alla Giacomense, nella solita serie (3 gol). Quindi lo acquista il Lumezzane, in Prima Divisione, dove resta una stagione e mezza, cominciando a segnare con maggior continuità (12 gol), prima di trasferirsi al Livorno a gennaio 2011, con cui debutta in B. A fine stagione ancora prestiti, tutti in Lega Pro: 6 mesi a Sorrento (1 gol), 6 alla Bassano Virtus (1 gol), una stagione a Gubbio (12 gol). Qui lo nota l’Avellino che nel 13/14 ne chiede il prestito per il suo ritorno in B: ottima stagione in cui mostra la sua maturazione, chiudendo con 15 gol, record stagionale personale. La stagione successiva, visto l’exploit, il Livorno decide di tenerlo a disposizione per sé, ma il campionato è un po’ deficitario (6 gol), così l’anno dopo arriva la cessione al Novara, dove Galabinov gioca dallo scorso torneo, chiuso con 13 rete messe a segno. Confermatissimo anche nell’attuale, sta ripagando la fiducia a suon di gol: 9 fino a sabato con una discreta presenza nei tabellini anche nelle ultime partite coincise con una serie di vittorie importantissime per la risalita della squadra fino alla zona play off: al 50′ della partita di Ascoli, con il risultato fissato sull’1-1 dalle reti di Lancini e Cacia, è svettato di testa su un cross proveniente dalla trequarti sinistra e, come una veloce di pallavolo, ha anticipato il “muro” del difensore avversario, insaccando il gol del definitivo 2-1. Buon sangue, evidentemente, non mente…

GIOVANI ALLA RIBALTA – Giovani sugli scudi nell’ultima giornata del campionato cadetto, protagonisti di belle prestazioni e gol, tutti importantissimi per le rispettive squadre di appartenenza. A cominciare da due di cui ci siamo già occupati nelle scorse settimane, ovvero Orlando, autore del gol del pareggio del Vicenza nello scontro diretto contro il Cesena, e Manconi, che porta in vantaggio il Trapani con una realizzazione di pregevolissima fattura, uno dei gol migliori della giornata. Per proseguire, poi, con due ragazzi alla prima realizzazione stagionale. Il primo è Edoardo Lancini del Novara, autore del primo gol dei piemontesi nella partita contro l’Ascoli, pur non essendo esattamente quello che si definisce un bomber. Lancini, infatti, è un difensore centrale, nato Chiari, in provincia di Brescia, il 10 aprile 1994. Iniziato al calcio nel settore giovanile del Lumezzane, arriva a quello del Brescia nel 2010, dove prosegue la trafila delle giovanili fino al 2013, quando approda in prima squadra. Nella stagione 13/14 si divide ancora tra Primavera e Serie B, dove, comunque, fa il suo esordio. Le presenze aumentano gradualmente nelle due stagioni successive e la scorsa è arrivato anche il primo gol tra i professionisti. Cominciata la stagione attuale tra le rondinelle, dove, però, trova poco spazio, a gennaio passa in prestito al Novara. Sabato la quarta presenza con i piemontesi e il primo gol con la maglia della nuova squadra: al 30′ della partita di Ascoli, con il risultato ancora sullo 0-0, con piglio del grande attaccante, si getta sul cross da corner sinistro e con un preciso sinistro al volo apre le marcature di una partita che la sua squadra vincerà per 2-1. Ancor più determinante la prestazione di Terrani del Perugia nella debordante vittoria del grifone ad Avellino. Giovanni Terrani è un’ala sinistra nata a Vigevano il 12 ottobre 1994 (quindi anche lui 22enne) e cresciuto calcisticamente nel settore giovanile dell’Inter (con cui vince anche un campionato Primavera nella stagione 11/12), fino al 2013, quando viene ceduto al Monza, in Lega Pro, dove, però, non scende mai in campo. Nella stagione 14/15 va in prestito alla Pro patria, sempre in Lega Pro, con cui fa il suo esordio tra i professionisti, realizzando anche i suoi primi 3 gol. L’ultima stagione e mezza è stato in forza alla Lucchese, ancora in terza serie, dove si è messo in mostra realizzando 12 gol (8 la prima, 4 fino a gennaio), catturando l’interesse del Perugia, che lo ha voluto nel mercato invernale per il suo attacco. Cinque presenze fin qui, per circa 200′ di gioco e, sabato, una prestazione di alto livello, condita anche con il primo gol in serie cadetta: al 60′ offre a Di Carmine l’assist per il suo terzo gol di giornata, che spezza ogni residua resistenza dei campani; al 71′ determina la deviazione in rete di Laverone per l’autogol del 4-0 e, infine, al 75′ si toglie la soddisfazione della realizzazione personale, scaricando in rete, con un destro dal basso verso l’alto un pallone giunto a lui dopo una serie di carambole tra le gambe di compagni e avversari, per il definitivo 5-0.

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