A tutta B (seconda parte): un bresciano per Brescia, un falco tra rondini e aquile e B Ready per la 32^

UN BRESCIANO PER BRESCIA – Giornata da emozioni forti quella di sabato per uno dei tecnici veterani del calcio italiano. Premessa d’obbligo: la serie B ha un nuovo allenatore, visto che la sconfitta di Salerno della scorsa settimana ed il conseguente scivolamento in piena zona retrocessione sono costati la panchina a Brocchi. L’ex giocatore e tecnico del Milan ha pagato una stagione vissuta fin qui come su un rollercoaster: squadra molto giovane, partita con poche ambizioni se non quella di ottenere una tranquilla salvezza, ha vissuto una prima parte di stagione molto positiva, con un buon gioco e risultati che l’hanno posta nella metà di classifica più interessante; poi, però, pian piano, hanno cominciato a comparire insicurezze e scivoloni che ne hanno determinato la lenta discesa in classifica, fino al deciso declino delle ultime giornate a cui Brocchi non è sembrato riuscire a porre un argine, fino alla piena zona retrocessione. Ecco perché la società ha deciso di cercare un rimedio, buttandosi dalla parte diametralmente opposta: dal tecnico giovane ed emergente si è passati al veterano scafato ed esperto. E chi meglio di uno che Brescia ce l’ha nel cuore? Ecco che la scelta è caduta su Cagni, colui che rispondeva perfettamente a questo identikit: nato a Brescia nel 1950, ex giocatore cresciuto nel settore giovanile delle rondinelle fino all’esordio in prima squadra, vestendo la maglia con la V bianca tra il 1969 e il 1978, per un totale di 262 presenze e 3 gol. Chiusa la carriera dopo aver vestito due sole altre maglie, quella della Sambenedettese (dove conoscerà Zenga e con la curiosità di giocare anche qui esattamente 262 partite, segnando, però, solo 2 gol) e quella dell’Ospitaletto, dove appende le scarpette nel 1988, comincia subito la carriera da allenatore partendo proprio dal settore giovanile bresciano. Incredibilmente, però, quella sarà l’ultima esperienza con la squadra della sua città, visto che la carriera sulle panchine di mezza Italia lo porterà in tutt’altri lidi. Soprattutto il Piacenza, la squadra che lo porterà alla ribalta, presa in C1 nel 1990 e portata fino in Serie A per la prima volta nella sua storia, e anche per la seconda, visto che dopo una repentina retrocessione, ce la riporterà anche nel ’95, ottenendo, poi, la storica salvezza. Nonostante per lui si facciano lungamente i nomi di squadre importanti, come l’Inter sulla cui panchina non ci finisce per un soffio, la sua carriera prosegue in provincia: Verona (2 stagioni, una retrocessione in B e un esonero), Genoa (subentrato), Salernitana (subentrato, esonerato, richiamato). Dopo una parentesi non memorabile nella Samp tra il 2000 e il 2002 (ci ritornerà da vice di Zenga nel 2015, salvo venir esonerato per dissapori con l’ex portiere dell’Inter), riparte ancora dalla provincia ritornando a Piacenza (in A, retrocede, ma resta anche per la stagione di B), per proseguire con Catanzaro (subentrato e poi dimissionario), Empoli (qui conquista nel 2006 la storica qualificazione alla Coppa Uefa, ma poi la stagione successiva viene prima esonerato, poi richiamato senza riuscire ad evitare la retrocessione), Parma (esonerato dopo 6 partite) e Vicenza (subentrato, esonerato, richiamato non riesce ad evitare la retrocessione in Lega Pro). Quindi, nel 2013, l’ultima panchina da primo allenatore, quella dello Spezia. La situazione in cui arriva non è facile: neopromossa in B, la società ligure allestisce una squadra fatta di nomi importanti (basti ricordare Di Gennaro, Mario Rui, Okaka, Antenucci, Sansovini…) che la fanno subito inserire nella rosa delle più accreditate alla promozione. Ma qualcosa non va e fin da subito il gioco langue e la classifica piange. Così Cagni arriva addirittura come terzo allenatore stagionale dopo Serena e Atzori con il compito di arrivare, almeno, alla salvezza, che a tratti non sembra neppure facile. Il mister ci mette l’impegno e soprattutto la faccia e la personalità, cosa che piace parecchio ai tifosi aquilotti che, in un momento in cui anche lui sembra sull’orlo dell’esonero, si schierano apertamente dalla sua parte e all’ultima giornata gli dedicarono lo striscione “In un calcio senza valori, noi scegliamo Gigi Cagni”, cercando di orientare le scelte per l’anno successivo. Nonostante questo, a fine stagione, con la salvezza conquistata con una giornata d’anticipo, verrà sostituito comunque, ma il ricordo resta forte da entrambe le parti (“La squadra più forte che ho allenato. Però buttata lì”; “Lo striscione? Ho ancora i brividi adesso. Loro hanno apprezzato l’uomo, mica l’allenatore”). Quindi sabato per Gigi è stato un concentrato di emozioni: tornare su quei campi che aveva calcato da giocatore, chiamato ad aiutare la squadra della sua città che non aveva mai allenato, contro un pezzo importante del suo recente passato. E non poteva che finire in un pareggio, con rete di Sciaudone nel primo tempo e pareggio a metà del secondo di Mauri (foto di copertina). Ironia della sorte, uno fortemente voluto dal suo predecessore. Ora comincia la salita, ma una mano è già arrivata dalla giustizia sportiva, con i tre punti di penalizzazione al Pisa che hanno spinto i nerazzurri al terzultimo posto e risollevato le rondinelle in zona play out. Percorso difficile, ma al buon Cagni non mancherà sicuramente l’entusiasmo per provarci fino in fondo.

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L’ingresso di Cagni nel suo stadio. Nei riquadri un Cagni d’annata in maglia Brescia e lo striscione dei tifosi aquilotti

OCCHIO DI FALCO PER LE AQUILE – Non solo buoni sentimenti nella partita di sabato tra Brescia e Spezia, ma anche tante polemiche. Tutto perché nella sfida tra Rondinelle e Aquile mancava… un Falco. O meglio il suo occhio, inteso come l’altro nome con cui si definisce la Goal Line Technology, il sistema tecnologico con cui, in tempo reale, è possibile sapere se una palla ha varcato completamente la linea di porta, prerogativa fondamentale per l’assegnazione di un gol. Questo perché siamo arrivati al 2017 e, in un gioco in cui le realizzazione del gol è lo scopo fondamentale della partita, la Serie B non è ancora attrezzata per definire questo aspetto scongiurando ogni polemica. E questo soprattutto tenendo presente che la sorella maggiore, la Serie A, invece, è dotata di questa tecnologia dall’inizio della stagione e questo ha permesso di fugare diversi dubbi spegnendo sul nascere ogni possibile recriminazione. Come, del resto, accade nei principali tornei europei: è di qualche settimana fa la tragicomica notizia del portiere del PSV, impegnato nel match d’alta classifica contro il Feyenoord, che, a seguito di una strabiliante parata su un colpo di testa ravvicinatissimo, riesce a tenere il pallone oltre la linea di porta, ma, una volta che deve rialzarsi, lui, che nell’azione è finito seduto dentro la porta, si porta la palla al petto; quando difensori, attaccanti e, soprattutto, l’arbitro sono già concentrati sulla ripresa dell’azione e nessuno bada a fondo a ciò che sta facendo, è l’orologio dell’arbitro, quello collegato, appunto, all’occhio di falco, che suona e segnala che la palla ha varcato la linea e il Feyenoord è in vantaggio. Tutto questo, però, in Serie B non potrebbe mai accadere e ci si deve ancora affidare all’occhio di un guardalinee posto a diversi metri e alla sensazione di un arbitro che in linea precisa per vedere, probabilmente, non ci sarà mai. Così diversi sono stati i casi dubbi in questa stagione, ultimo dei quali quello di sabato pomeriggio a Brescia, seppure questo risulti piuttosto clamoroso nella portata: al 5′ della ripresa, con lo Spezia già in vantaggio per 1-0 per il gol di Sciaudone, Granoche è rapido ad inserirsi su un retropassaggio errato di Bisoli a Minelli, saltare il portiere in uscita disperata e depositare in rete, con Untersee che si getta in scivolata disperata per allontanare il pallone dalla porta. Le immagini dimostreranno che l’intervento del difensore bresciano sarebbe vano, perché la palla ha abbondantemente superato la linea. Non sono della stessa idea arbitro e collaboratore che non convalidano la rete. Poi la storia della partita parlerà di uno Spezia che abbassa il ritmo rispetto al primo tempo, di un Brescia che si ritrova e pareggia con un tiro di Mauri mal valutato da Chichizola, legittimando il risultato anche con almeno altre due grosse occasioni da gol. Una storia con una grossa “sliding door” a condizionare il risultato. E allora, forse, nell’era della tecnologia, è arrivata l’ora di mettere anche lì un bel sensore di porta…

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B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 32^ GIORNATA – Tutto pronto per l’11° turno del girone di ritorno, quello in cui, grazie alla pausa per le Nazionali che ferma la A, la Serie B prende possesso della domenica. Formato, ovviamente, rivoluzionato rispetto al consueto: tre anticipi, due sabato, uno alle 18 e uno alle 20.30, e uno domenica alle 12.30, 7 partite domenica pomeriggio alle 15 e un posticipo, domenica alle 20.30. Match clou della giornata, senza ombra di dubbi, quello di domenica pomeriggio, a Ferrara, tra la capolista Spal e la seconda della classe, il Frosinone. Match attesissimo alla luce, soprattutto, degli ultimi accadimenti e della classifica attuale, che potrebbe dare una svolta alla stagione, con un principio di fuga impostata dagli spallini a seguito di un’eventuale vittoria, o confermare il grande equilibrio che vige in questa B, se dovesse prevalere il Frosinone (come all’andata, quando i ciociari si imposero per 2-1), che sopravanzerebbe, così, l’avversaria di un punto, o dovesse terminare in pareggio, confermando lo status quo. Di quest’ultima evenienza (ma anche, tutto sommato, della vittoria della capolista) potrebbe approfittare il Verona, impegnato domenica, a pranzo, nel match casalingo contro un Pisa di pessimo umore, dopo la sentenza che gli ha affibbiato altri 3 punti di penalizzazione, spingendola in zona retrocessione diretta, ma, per questo motivo, bisognosa di punti, con il Trapani penultimo, ad appena una lunghezza (0-0 all’andata). Siciliani che, comunque, non avranno vita facile nella sera di sabato, quando saranno attesi dal match di Benevento, contro una squadra reduce da risultati deludenti che le hanno fatto perdere il passo delle prime e desiderosa di dimostrare di non essere ridimensionata, cominciando a prendersi la rivincita sui granata, che all’andata la batterono per 1-0. Si parte sabato pomeriggio con un bello scontro diretto in chiave play off, al Tombolato, tra Cittadella e Spezia, due squadre deluse dall’ultimo turno, con i veneti alla caccia dei tre punti per balzare nuovamente dentro alla zona spareggi, a scapito, proprio, degli avversari di giornata, e i liguri col dente avvelenato per il gol non visto e per i due punti persi che ne avrebbero cambiato in modo evidente la classifica (1-1 al Picco). Ma quello di Cittadella non sarà l’unico scontro diretto per la zona play off di giornata: sabato pomeriggio un Carpi deluso dall’ultima giornata e bisognoso dei punti necessari a non perdere troppo terreno rispetto al treno degli spareggi, aspetta al Cabassi un Perugia di ottimo umore dopo la vittoria di sabato e il rilancio in classifica dopo il rallentamento delle scorse settimane, desideroso di restituire la cortesia agli emiliani che lo sconfissero per 2-0 a domicilio; nel posticipo di domenica sera, invece, un Bari con la voglia di mettersi alle spalle la batosta di Trapani, ospita un Novara che non ha nessuna intenzione di farsi risucchiare dalle inseguitrici e finire nuovamente fuori dalla zona promozione (1-0 al Piola). Intanto l’Entella, nuovamente impegnata in casa, cercherà di dimenticare il passo falso interno dell’ultimo turno, affrontando un Cesena di ottimo umore dopo la vittoria e la conseguente risalita in classifica, per nulla desiderosa di farsi coinvolgere di nuovo nella zona calda e con la voglia di restituire lo 0-1 a domicilio dell’andata. Per la lotta salvezza, interessanti gli scontri diretti del Menti dove un Vicenza turbato dall’essere nuovamente ad un passo dalla zona retrocessione, terrà a battesimo l’esordio esterno di Cagni (ancora contro una ex squadra) sulla panchina di un Brescia solo parzialmente rinfrancato dal pareggio contro lo Spezia e dai guai del Pisa che l’hanno spinto nuovamente in zona play out (2-1 per le rondinelle all’andata), e quello del Francioni, dove il Latina, in zona play out, ospita la Pro Vercelli, che lo sopravanza di soli 2 punti  (1-1 al Piola). La Ternana ultima in classifica, invece, proverà a ricucire il gap con il Trapani, raggiunto solo una settimana prima, e, quindi, anche con la zona play out, attendendo al Liberati un Avellino a caccia di risultati dopo il misero punto raccolto nelle ultime 3 partite che ne ha notevolmente ridimensionato la risalita (1-0 al Partenio). Chiude il programma Salernitana-Ascoli, sabato pomeriggio (0-0 all’andata).

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