A tutta B (prima parte): prova di forza, il ritorno dell’enfant prodige e il gioco della sedia

PROVA DI FORZA – Come si sa, il match più atteso della 32^ giornata era lo scontro al vertice tra la Spal, capolista dopo 31 turni, e il Frosinone, spodestato da poco e primo inseguitore dei ferraresi. La domanda era se avremmo assistito ad una fuga degli uomini di Semplici, impronosticabile ad inizio torneo, alla vittoria dello status quo, con un pareggio, che, magari, avrebbe permesso un rientro degli altri inseguitori, o un controsorpasso dei ciociari. La risposta è arrivata in modo autoritario e inequivocabile da parte degli uomini di Marino che, nonostante partissero dallo svantaggio dell’impegno in trasferta, concedendo all’avversario, già pericoloso di per sé, il sostegno di un pubblico entusiasta per un sogno che si sta portando avanti settimana dopo settimana, hanno chiuso il conto con due gol e con una prestazione maiuscola, quasi a voler ribadire un rapporto di forze solo momentaneamente accantonato nelle ultime giornate. Un risultato che avrebbe potuto avvantaggiare anche il Verona che, con una vittoria, avrebbe potuto assottigliare il gap con il secondo posto, ora occupato dalla Spal, e che, invece, ha dimostrato ancora una volta che i veneti sono in un momento poco convincente della propria stagione, visto che gli uomini di Pecchia, seppur impegnati, in casa, contro il Pisa in piena zona retrocessione, non sono andati oltre il pareggio, seppur andando in vantaggio per primi. Dietro il solito mescolone, in cui tutto cambia pur restando uguale, non si chiarisce nulla, squadre escono e squadre rientrano e l’incertezza continua a farla da padrona: uniche soddisfatte di giornata il Cittadella, che con un gol nel primo tempo liquida uno Spezia apparso poco motivato e con un po’ di fiato corto, il cui rapporto con le trasferte si sta facendo pesante, e a cui ora tocca il turno fuori dalla zona spareggi, e l’Entella, che, in rimonta, regola in casa un Cesena che torna a vedere la zona pericolosa, così che ora entrambe le squadre balzano nuovamente in zona play off; il Perugia pareggia il suo scontro diretto con il Carpi, costringendo gli emiliani a restare ancora fuori dalla zona che conta, e limitandosi ad agganciare al quarto posto un Benevento che sembra davvero aver perso lo smalto del periodo d’oro che l’aveva portato a lottare per i primissimi posti e che con una serie di risultati deludenti, ultimo dei quali il pesante 1-4 casalingo contro il Trapani penultimo in classifica, sta lentamente scendendo in classifica e facendo storcere più di un naso tra un pubblico abituato fin troppo bene; nel posticipo della domenica sera, l’altro scontro diretto tra Bari e Novara si chiude a reti bianche, con i pugliesi che si vedono agganciare dal Cittadella e i piemontesi che restano fuori dalla zona play off per un soffio. Molto interessante l’affermazione della Salernitana sull’Ascoli, scontro di pieno centro classifica, che, però, alla luce dei rallentamenti davanti, offre più di qualche speranza ai campani di rientrare in corsa per i posti che contano. Chi questo sogno ce l’aveva qualche settimana fa, quando era la squadra migliore di tutto il girone di ritorno e che, invece, ha dovuto tornare sulla terra dopo le ultime 4 giornate, è, invece, l’Avellino, che dopo la pesante sconfitta di Terni, comincia a vedere riavvicinarsi pericolosamente la zona calda. Gli umbri, invece, ricevono come una boccata d’ossigeno questi 3 punti che servono, soprattutto, per il morale, visto che anche il Trapani porta a casa la vittoria e si riduce solo il gap con i Pisa penultimo, ora a 2 punti, e per tornare a vedere almeno la zona play out un po’ più vicina, ora a soli 4 punti. Zona spareggio dove resta praticamente tutto invariato dopo i due pareggi usciti dagli altrettanti scontri diretti di giornata tra Vicenza e Brescia, con i veneti costretti alla rincorsa, e tra Latina e Pro Vercelli, chiusa a reti inviolate.

Image and video hosting by TinyPic

IL RITORNO DELL’ENFANT PRODIGE – Turno caratterizzato da un numero piuttosto limitato di gol, questo in cui la serie A presta la domenica alla sorella minore, con 3 incontri chiusi sullo 0-0 e 9 squadre che hanno chiuso a reti bianche. Di questo risente anche la classifica marcatori, in cui i movimenti si contano sulle dita di una mano. Fermo a 19 il capocannoniere Pazzini che lascia il gol della sua squadra ad un compagno, si avvicina, invece, Caputo, che approda a quota 15 con il rigore con cui l’Entella raggiunge il momentaneo pareggio contro il Cesena. Passetto in vanti anche a 13 gol, dove Coda e Dionisi, che lasciano la gloria dei gol vittoria delle proprie squadre ai compagni, si vedono raggiungere da Ceravolo, che, nel disastro di Benevento, almeno segna l’unico gol della sua squadra. Tutto fermo, invece, a 12, con Di Carmine, Litteri e Antenucci a secco. Fatta la giusta menzione d’onore per l’unico marcatore multiplo di giornata, Coronado del Trapani (foto di copertina), che, però, compie l’exploit con due trasformazioni dal dischetto, vetrina della settimana spetta ad un attaccante autore di un gol poi rivelatosi solo parzialmente utile, ma a coronamento di una delle azioni più belle della giornata, ovvero Siligardi del Verona. Luca Siligardi è un attaccante classe ’88 nato a Correggio (lo stesso paese del cantante Ligabue) e cresciuto calcisticamente in squadre dilettantistiche delle sue zone (Campagnola Emilia, Riese, Dorando Pietri), con una parentesi al Parma nella stagione 04/05. Il salto di qualità arriva con l’Inter che lo preleva per la sua Primavera nel 2006: con le giovanili nerazzurre vince un Torneo di Viareggio e approda alla prima squadra, con cui gioca due partite di Coppa Italia. Di lui si dice un gran bene: mancino, fisico imponente, buona tecnica e grande duttilità tattica lo fanno eleggere uno dei migliori prospetti della sua generazione e per lui si prevede un grande futuro. Purtroppo alle grandi premesse segue una realtà che solo in parte risponde alle aspettative e la carriera di Siligardi, così, si svilupperà, tra alti e bassi, solo prevalentemente in provincia: all’inizio in prestito dall’Inter, con Bari (6 mesi in B a fine 2008, 5 presenze), Piacenza (altri 6 mesi, sempre in B, 3 presenze ma primo gol tra i professionisti), Triestina (una stagione, 09/10, in B, in cui aumentano le presenze, 22, e i gol, 4) e Bologna (con cui gioca 12 partite in A nel 10/11, senza mai segnare); quindi il passaggio a titolo definitivo al Livorno, squadra con cui trascorre la maggior parte della sua carriera, fin qui, ben 5 stagioni, tra il 2011 e il 2015, con alterne fortune: una stagione in B da 3 gol, una da protagonista della promozione dei labronici in A con un contributo di 13 gol, 5 reti in massima serie nella stagione chiusa con la nuova retrocessione in B, 10 gol nell’ultima stagione in amaranto. Dal 2015 è al Verona, con cui ha disputato lo scorso campionato di A, in cui ha realizzano solo 2 gol, ed è rimasto anche in questo in cui i veneti sono tornati in serie cadetta. Due i gol per lui in questa stagione fino a domenica, quando ha finalizzato un’azione bellissima: al 24′ è lui stesso a dare il la all’azione al limite dell’area pisana, servendo in area Zuculini che entra, ma allungandosi troppo il pallone, è costretto a gettarsi in scivolata, riuscendo comunque, in questo modo, a servire Pazzini a centro area che, senza pensarci un secondo, offre la sponda allo stesso accorrente Siligardi, che con un piatto di sinistro, di prima intenzione, a girare, insacca la palla nell’angolino opposto per il momentaneo 1-0. Peccato per lui che il suo gol non serva a sbloccare il periodo grigio degli scaligeri e, a pochi minuti dal termine della partita, arrivi il pareggio della squadra nerazzurra con un colpo di testa di Tabanelli.

Image and video hosting by TinyPic

IL GIOCO DELLA SEDIA – Probabilmente tutti nella vita si è giocato almeno una volta al gioco della sedia: si prepara un numero di sedie di un’unità inferiore a quello dei partecipanti al gioco, i quali, nel tempo in cui viene diffusa la musica, girano e ballano attorno alle sedie; nel momento in cui la musica si ferma, tutti si gettano a sedersi e chi resta in piedi viene eliminato. La zona play off di questo campionato di B sembra esattamente questo gioco: da ormai svariate settimane, attorno ai 6 posti che occuperanno le squadre qualificate alla fase ad eliminazione finale, girano almeno 9 squadre che ballano, si sorpassano, si spingono, si ributtano sotto, attorno a quelle 6 sedie senza chiarire chi abbia più possibilità dell’altra, perché la squadra che rientra e si rifà sotto una settimana, potrebbe cadere e uscire la successiva. Tutto in attesa che la musica si fermi, al 90′ dell’ultima giornata. Solo allora sapremo chi è riuscito a restare seduto e chi è stato spinto fuori. Fare un pronostico, a questo punto, sembra del tutto azzardato, perché non c’è una squadra che prevale sulle altre e riesce a prendere il largo e ogni squadra ad un successo fa seguire una frenata o un passo falso. Basti pensare che 8 di queste 9 squadre sono raccolte tra il quarto e l’11° posto in appena 4 punti: il Perugia che qualche settimana fa sembrava la squadra più in forma, ha subito un ridimensionamento e tutte le volte che potrebbe fare il passo in avanti ed avvicinarsi allo stentante Verona che lo sopravanza, ne fa uno falso; il Benevento non è più la squadra sorprendente e difficile da battere di inizio stagione e ultimamente ha cominciato un pericoloso percorso in discesa; il Cittadella da grande favorita di inizio stagione si è ridimensionata e, dopo aver toccato il fondo con l’uscita dalla zona play off, nelle ultime settimane ha cominciato a far l’altalena al limite; il Bari sembrava la squadra uscita meglio dal mercato invernale, destinata a prendere la zona play off con piglio deciso, e, invece, non riesce a dare un’accelerata alla sua stagione e ristagna nelle posizioni di rincalzo; l’Entella, finito il periodo in cui era una delle sorprese più belle del torneo, è tornata un po’ nell’anonimato con una serie di alti e bassi nei risultati che l’hanno vista più di una volta fuori dalla zona spareggi; il Novara sembra sempre sul punto di dare una svolta in positivo alla propria stagione, ma ad un risultato altisonante, poi ne fa seguire alcuni più grigi e anonimi che ne determinano la nuova discesa; lo Spezia rovina in trasferta tutto quello che di buono fa in casa; il Carpi è quello che sta passando più tempo al limite della zona spareggi, perché ogni volta che qualcuno davanti a lui rallenta, lui non coglie l’attimo e fa altrettanto. Così, facendo un esempio a stretto giro di termine, si può vedere che due giornate fa il Benevento era quarto, il Bari lo braccava, Perugia, Spezia e Cittadella erano a pari punti a chiudere il gruppo e fuori restavano Entella, Novara e Carpi; la scorsa settimana con la vittoria del Perugia, i pareggi di Spezia e Novara e le sconfitte di Bari, Carpi, Entella, Cittadella e Benevento, il Perugia scavalca il Bari all’inseguimento del Benevento, lo Spezia regge, il Novara balza dentro esce il Cittadella che va a fare compagnia ad Entella e Carpi; questa settimana, con le vittorie di Entella e Cittadella, i pareggi di Perugia, Bari, Novara e Carpi e le sconfitte di Benevento e Spezia, il Perugia aggancia il Benevento, il Cittadella e l’Entella ribalzano dentro, regge il Bari e Spezia e Novara ricadono fuori a far compagnia al Carpi. Insomma un campionato in cui regna un equilibrio incredibile e in cui, ora come ora, è assolutamente impossibile lanciarsi in pronostici, come è impossibile per ogni squadra sentirsi con le spalle coperte o disperarsi per essere al momento fuori. E’ una classifica in divenire che ogni settimana si apre a nuove sorprese. Ora c’è solo da aspettare che la musica si fermi. Solo allora si scoprirà chi è rimasto a ballare.

Image and video hosting by TinyPic

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *