Ritorna Gasperini, orrore rossoblù: cinquina dell’Atalanta al Grifone

Gli uomini di Mandorlini, mai in partita, vengono letteralmente surclassati dai bergamaschi per 5 reti a 0. Inevitabile la contestazione della gradinata.

Al peggio non c’è mai limite. E il Grifone, quest’anno, ha deciso di dimostrarlo con convinzione, partita dopo partita. La sconfitta per 5 a 0 contro il Pescara, considerata uno dei punti più bassi della storia recente genoana, sembra essere stata giocata su carta carbone e non su un campo di calcio: la storia si ripete. Identica. Questa volta però addirittura con l’aggravante del fattore campo: una debacle di queste proporzioni, infatti, non si vedeva da un bel pezzo in quel di Marassi.

Papu Gomez

Commentare un disastro del genere resta davvero un’impresa. Mandorlini, dopo due settimane di lavoro, si presenta con un difensore centrale in cabina di regia (Izzo) e la solita coppia Simeone-Pinilla in attacco. Coppia che era già apparsa in fase calante nelle ultime apparizioni. Dopo un derby perso non giocando e una trasferta milanese senza un tiro in porta, la squadra necessitava di uno scossone, soprattutto dal punto di vista tecnico. Ma il mister va avanti, ancora una volta, con il suo credo difensivista e rinunciatario: il risultato, dopo gli incoraggianti quattro punti conquistati nelle sue prime due uscite, è sotto gli occhi di tutti.

Dopo il primo goal di Conti al 25esimo, il Genoa sprofonda nel baratro. Da qui in poi è un monologo neroazzurro. I goal orobici arrivano, come sentenze, uno dopo l’altro: la tripletta di Gomez e la firma di Caldara sanciscono la disarmante supremazia in campo degli atalantini. La facilità di gioco degli ospiti è quasi umiliante, irrisoria. Gli undici di Gasperini godono di meccanismi e schemi perfettamente oliati che creano nei tifosi genoani un profondo senso di malinconia. “Sembra di vedere il Genoa di qualche anno fa” si sussurra tra le tribune del Ferraris.

Al ventesimo del secondo tempo accade un qualcosa che non si vede tutti i giorni durante una partita del grifone, anzi che forse non si è mai vista. La gradinata, sul risultato di 3 a 0 e in dieci uomini per la sciocca espulsione di Pinilla, decide di aver visto abbastanza: si volta e dà le spalle a campo e squadra. Un fatto che farà sicuramente discutere e che marchia a fuoco una stagione sempre più in caduta libera.

Sono otto le giornate che mancano alla fine di questo campionato. La salvezza, a meno di clamorosi risvegli in fondo alla classifica, non pare essere in discussione. La dignità rossoblu, però, sì.

Ennesima prova di carattere e di gioco, invece, per l’Atalanta. Senza dubbio la sorpresa del campionato, con la cinquina di oggi che rinvigorisce il sogno europeo.

 

Genoa-Atalanta: 0-5 (primo tempo 0-2)

Marcatori: 23′ Conti (A), 32′ rig. Gomez (A); 63′ Gomez (A), 76′ Caldara (A), 83′ Gomez (A).

Genoa (3-5-2): Rubinho; Gentiletti (46′ Hiljemark), Burdisso, Munoz; Laxalt, Rigoni, Izzo, Ntcham (56′ Morosini), Lazovic (74′ Beghetto); Simeone, Pinilla. All. A. Mandorlini.

Atalanta (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Caldara, Masiello; Conti (79′ D’Alessandro), Kessié, Freuler (81′ Grassi), Spinazzola; Kurtic; Gomez (84′ Hateboer), Petagna. All. G. P. Gasperini.

Arbitro: C. Gavillucci di Latina (A. Giallatini e G. Vuoto).
Ammoniti: 26′ Rigoni (G), 47′ Burdisso (G), 60′ Pinilla (G), 74′ Kessié (A).
Espulso: Pinilla (G) per doppia ammonizione al 60′.
Spettatori: 20.000 circa.

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