Torino-Udinese 2-2: friulani avanti e poi la rimonta granata, Belotti ancora decisivo

Andrea Belotti, attaccante del Torino

TORINO – In un piovoso match all’ora di pranzo, il Toro fallisce ancora l’appuntamento con la vittoria tra le mura amiche; da però una prova di carattere rimontando due gol ad un Udinese tanto ordinata quanto concreta, che conferma il trend ascendente delle ultime gare e, più in generale, quello dall’arrivo di Del Neri sulla panchina. Con questo punto i granata salgono a 41 ma restano decimi, i bianconeri salgo invece a 37 e sono dodicesimi.

PRIMO TEMPO: MOLTA NOIA… – Mihajlovic tiene ancora a riposo Castan e Barreca, preferendo Moretti e Molinaro. A centrocampo gioca Acquah al posto di Benassi, con Lukic e Baselli. Davanti c’è il tridente titolare: Ljajic, Falque, Belotti. Del Neri risponde all’assenza di Thereau con Zapata davanti e l’aiuto di Perica, Jankto e Badu. Il Toro inizia bene e la prima occasione arriva al 9’, con Rossettini che manda a lato di testa su calcio piazzato di Ljajic. Poco dopo Falque è costretto a uscire per un sospetto problema muscolare, entra Iturbe. L’Udinese prende un po’ di campo, ma senza mai riuscire a concludere. Al 26’ Zappacosta ci prova da fuori area ma la palla sibila a lato.

…E UN FINALE SCOPPIETTANTE – L’occasione più grossa capita però al 35’: un rapido contropiede dei friulani porta De Paul al cross, Zapata schiaccia di testa e Hart si oppone di petto, il pallone arriva a Jankto che spedisce alto un rigore in movimento. Quattro minuti dopo Zapata manca clamorosamente il tap-in da un metro su cross basso di Perica. Nel finale esce però il Toro che è anche sfortunato: al 40’ Belotti trova la traversa di testa su angolo di Zappacosta, un minuto dopo è Rossettini a colpire di testa e trovare la base del palo.

SECONDO TEMPO: PIÙ DUE DELL’UDINESE… – La prima occasione della ripresa è per il Toro: Acquah, sugli sviluppi di un corner, colpisce con un destro potente deviato all’ultimo da Scuffet. L’Udinese però passa al 5’: Jankto conquista palla sulla trequarti, corre sulla sinistra fino all’area e scaglia un bolide ce si insacca sotto la traversa. I padroni di casa provano subito a reagire: Mihajlovic toglie Lukic per Boyè, ed è l’argentino che porta Baselli a tentare la rovesciata non riuscita in area. Belotti coglie un’altra traversa al 67’, ancora su calcio d’angolo. Sull’azione successiva Zapata porta a spasso Rossettini che sporca la sua conclusione. Il pallone supera però Hart in uscita, arriva Perica e lo accompagna in rete per il raddoppio degli ospiti.
udinese

…E RIMONTA GRANATA – Il Toro sembra disperato ma poco dopo accorcia le distanze con Moretti: Ljajic serve Iturbe, tiro pessimo ma che permette al difensore granata di intervenire e battere Scuffet. I granata ci credono, e Mihajlovic schiera addirittura cinque punte buttando dentro anche Maxi Lopez per Baselli. Il pareggio arriva al 84’, con il 23mo centro di Belotti che supera Scuffet di testa su cross di Zappacosta. L’arbitro concede cinque minuti di recupero, con l’Udinese che fa melina ed il Toro che ci prova fino all’ultimo. Belotti segna ancora, ma è in fuorigioco; il risultato non cambia più.

TORINO-UDINESE 2-2
TORINO (4-3-3): Hart 6; Zappacosta 6.5, Rossettini 6, Moretti 6.5, Molinaro 5.5; Baselli 6 (26′ st Maxi Lopez 6), Lukic 5.5 (11′ st Boyè 6), Acquah 6; Iago Falque n.g. (pt 13′ Iturbe 5.5), Belotti 7, Ljajic 5.5. A disposizione: Padelli, Cucchietti, Castan, Benassi, Gustafson, Valdifiori, Barreca, De Silvestri, Ajeti. Allenatore: Mihajlovic.
UDINESE (4-4-2): Scuffet 6.5; Widmer 6, Angella 5, Danilo 6, Samir 6.5; De Paul (16′ st Heurtaux 6.5), Badu 6, Kums 5.5 (32′ st Adnan 5.5), Jankto 6.5; Zapata 6.5, Perica 6 (40′ st Matos n.g.). A disposizione: Perisan, Borsellini, Antunes, Evangelista, Ewandro, Balic. Allenatore: Del Neri.
MARCATORI: 4′ st Jankto (U), 23′ st Perica (U), 25′ st Moretti (T), 38′ st Belotti (T)
NOTE: Ammoniti: Moretti (T); Kums, Angella, Jankto (U). Recupero: 2′ pt, 5′ st.

BELOTTI 7 (MIGLIORE IN CAMPO SPORTMAIN) – Il Gallo torna al gol, il 23mo in campionato dopo qualche turno di digiuno; colpisce come sempre la sua grande condizione fisica e la sua caparbietà, più forte della sfortuna (vedi i due legni colpiti prima di buttarla dentro).

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