Napoli, un caffè troppo amaro

NAPOLI – Secondo la maggior parte dei media nazionali e non, la Juventus ieri ha un punto in più e non due in meno, perché nonostante si stia parlando della squadra più forte d’Italia, Allegri avrebbe studiato la partita e difendersi era l’unico modo per uscire indenni dalla sfida del San Paolo. Probabilmente queste dichiarazioni, a Luis Enrique, avranno fatto molto piacere.

L’ELOGIO DELLA BRUTTEZZA – Accade solo in Italia che una squadra come la Juventus, da svariati anni la più forte d’Italia, il sinonimo di bruttezza sia davvero concretezza, cinismo e capacità di difesa. La dominatrice del campionato viene al San Paolo giocando come il Crotone, il Pescara o peggio il Palermo, per prendersi il punticino o per non rischiare brutte figure. Una formazione così superiore e la classifica parla ormai chiaramente, dovrebbe giocarsela a Napoli e non nascondersi, questo è inaccettabile, così com’è frustante accendere la tv ed ascoltare i signori – non giornalisti – inventarsi svariate teorie tecnico-tattiche secondo le quali Allegri sarebbe un genio, non un allenatore che insieme ai suoi giocatori hanno sofferto per oltre novanta minuti. Due squadre che sono tra le prime della classe dovrebbero offrirci uno spettacolo a suon di goal, non di palle spazzate via dalla propria area di rigore, esterni d’attacco come terzini di difesa ed il tuo calciatore più forte, Higuain, perso tra le maglie azzurre, disperato per aver toccato uno, massimo due palle in novanta minuti. Se questo è il calcio, allora cambio sport. Juventus assente ingiustificata, mentre il Napoli sarebbe “vittima” di una squadra che, parcheggiato il bus davanti alla difesa, avrebbe annullato la rapidità di Mertens, Insigne e Callejon. Un catenaccio senza alcun contropiede per 90′ è solo un brutto modo di vedere il calcio. Ma Allegri davvero crede di poter fermare il trio blaugrana al Camp Nou in queste condizioni? I media spagnoli non reagiranno come Tuttosport o Sky, questo è sicuro.

PUNTI DI VISTA – Non pochi mesi fa si è giocata la doppia sfida di Champions tra Napoli e Real. Ricordo ancora oggi i titoli delle maggiori testate spagnole, furiosi dopo la prestazione della squadra di Zidane. Una piccola formazione, senza un briciolo di esperienza, se l’è giocata a viso aperto contro il più grande club d’Europa, contro la detentrice del massimo trofeo europeo. Non un cenno positivo in merito al gioco proposto in casa e peggio ancora fuori casa, dove gli azzurri rischiavano quasi di rimontare il risultato d’andata, ma sappiamo bene com’è finita. La differenza sta nei punti di vista: in Spagna celebrano il bel gioco, il divertimento, il calcio nella sua essenza: lo spettacolo. In Italia si celebrano le vittorie, i risultati e la noia. Da noi non conta come vinci, ma quanto vinci. E la Juventus per poco, ieri sera, non ci è riuscita. Merito suo per aver difeso il risultato, meriti e demeriti per Hamsik&co. Nell’aver ripreso una partita quasi beffa e per non averla, purtroppo, rimontata. In fondo, annoiarsi per novanta minuti, non è così male. Vero, care testate giornalistiche?

QUASI PERFETTI – Un caffè amaro per iniziare il lunedì. Da queste parti non si respira un’aria positiva, perché il Napoli ieri questa partita poteva vincerla, bastava una maggiore attenzione sulla penetrazione di Khedira ed un pizzico di fortuna in più. Certo, siamo tutti d’accordo che la Juventus ha quasi vinto lo scudetto e che è un’esagerazione enfatizzare una partita, valgono sempre tre punti, anzi, adesso il Napoli dovrà riguardarsi dalla Lazio, prossima trasferta di campionato. Contro un’armata come la Juventus, schierata tutta davanti a Buffon, fare un goal è stata sicuramente abilità, farne due sarebbe stata, probabilmente, pura utopia. Bonucci&co. sbagliano una volta in novanta minuti e Sarri lo sa bene. La partita di ieri sera deve far riflettere: il Napoli nelle partite secche può giocarsela con chiunque, anche con i primi della classe, pur non essendo sulla carta una formazione solida in tutti i reparti. Il problema è mantenere la stessa concentrazione per un campionato intero, come, appunto, fa la Juventus di Allegri; e questo l’ha sottolineato Jorginho nella mixed zone dopo la partita. Riconoscere i propri difetti è il primo passo per migliorarsi. Se è vero che il calcio di Sarri comporta subire qualche goal in più, è altrettanto vero dire che la difesa azzurra non è all’altezza, degli altri due reparti.

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