Deriva Genoa: l’Udinese schianta il grifone per 3 reti a 0

Il Genoa, a Udine, continua nel suo periodo da incubo: 3 a 0 netto per i friulani. Quasi sicuro l’esonero di Mandorlini.

Se si prova a cercare, sul dizionario italiano, cosa significhi esattamente essere o andare “alla deriva” si troverebbe, in un attimo, la descrizione precisa del grifone di questo momento: “lasciarsi trascinare dalla corrente; abbandonarsi, subire passivamente gli eventi”. Ecco la perfetta definizione della condizione rossoblù da metà dicembre in poi.

Mandorlini si presenta in Friuli provando a cambiare la disposizione tattica della squadra. 4-3-2-1, con Morosini e Ntcham dietro l’unica punta Simeone. Cambiando l’ordine degli addendi però, si sa, il risultato non cambia. Dopo il primo quarto d’ora di gioco, in cui non succede quasi nulla, il Genoa subisce la prima delle tre reti del pomeriggio: De Paul, con una sassata da fuori area, infila il pallone alle spalle del povero Rubinho.

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Il film è sempre lo stesso. I rossoblù subiscono goal e si squagliano come un ghiacciolo al sole: passano poco più di quindici minuti ed ecco il raddoppio di Duvan Zapata, che raccoglie una palla vacante in mezzo all’area genoana e la scaraventa, in girata, sotto la traversa. 2 a 0 al trentesimo minuto. Sono ancora sessanta di agonia, i giri della lancetta lunga dell’orologio che i tifosi del grifone dovranno sorbirsi fino alla fine del match. Non una trama di gioco, non una singola giocata, impegno dei calciatori ai minimi storici: in campo il Genoa è il buio più totale.

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La ripresa inizia esattamente come era finita la prima frazione di gioco. Al ’48 De Paul batte un normalissimo calcio d’angolo: Rubinho, evidentemente impolverato dopo anni di panchina alla Juventus, decide di buttarsi la palla in porta da solo. Papera del portiere e 3 a 0 Udinese. I cambi di routine effettuati al ’50esimo, Pandev e Palladino per Morosini e Hiljemark, ovviamente non cambiano le sorti, già pesantemente scritte, della gara.

Il cammino del tecnico ravennate, a questo punto, sembra essere già giunto al capolinea, dopo sole sei partite disputate e 4 punti ottenuti. Il suo esonero rappresenterebbe sicuramente la classica mossa della disperazione da parte della società, sempre più in difficoltà nel gestire la brutta piega che ha preso questa stagione. Plausibile un ritorno di Juric o la promozione di Cristian Stellini, allenatore della Primavera.

Il Crotone, quest’oggi, ha conquistato clamorosamente i 3 punti contro l’Inter di Pioli. La distanza dalla terz’ultima ora è di nove lunghezze. Se fino a ieri la retrocessione sembrava un discorso utopistico, adesso lo è un po’ meno. Il grifone è avvertito: urge uscire dalla deriva. Al più presto.

L’Udinese dal canto suo, svolge una buona partita, facilitata anche dalla totale difficoltà dell’avversario. Autentici mattatori della gara sono  Zapata e De Paul, che trascinano la formazione friulana con due reti di pregevoli fattura, nei primi trenta minuti dell’. I tre punti di oggi, conquistati dagli uomini di Del Neri, proiettano la squadra verso un finale di campionato sereno a centro classifica.

Udinese – Genoa 3-0 (  ’20 De Paul, ’31 Zapata, ’49 aut. Rubinho)

Udinese: Karnezis 6; Widmer 6.5, Danilo 6 (’79 Herteaux), Angella 6, Samir 6.5 (’56 Silva); Badu 6, Halfredsson 6.5, Evangelista 6 ( ’68 Felipe); De Paul 7, Zapata 7, Thereau 6

Genoa: Rubinho 4; Munoz 5, Burdisso 4.5, Izzo 5, Laxalt 5.5; Hiljemark 4 (Pandev 5.5), Cofie 5, Rigoni 5 (Veloso 5.5); Ntcham 4.5, Morosini 5 (Palladino 5.5), Simeone 5

Arbitro: Mariani Maurizio

Ammoniti; ’46 Burdisso, ’60 Evangelista, ’82 Cofie

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