Serie A, luci e ombre alla XXXI giornata

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La XXXI giornata di Serie A ha in parte rivoluzionato il panorama calcistico italiano, mischiando le carte e cambiando i destini di molte squadre; in alcuni casi un solo evento ha modificato il futuro e le prospettive di squadre che ultimamente stavano iniziando a credere di essere già arrivate.

Crotone-Inter, doppio verdetto – La sfida dello Scida è sicuramente quella che ha prodotto più sorprese e clamore nell’ambiente calcistico: in pochi avrebbero previsto la sconfitta degli uomini di Pioli (reduci da un tabellino di marcia di 13 punti in 7 partite) contro un Crotone abituato a soffrire e a uscire sconfitto da 21 delle 31 partite 666459846-keCD--896x504@Gazzetta-Webdisputate ma che ora, complice anche la precedente vittoria contro il Chievo al Bentegodi e il livello troppo basso delle squadre in lotta nelle zone calde, potrebbe addirittura conquistare una salvezza che a metà campionato (quando i punti dei calabresi erano inferiori al gap tra salvezza e retrocessione) sembrava impossibile.

Dall’altro lato della medaglia bisogna registrare la clamorosa sconfitta dei nerazzurri in un campo sulla carta facile: sconfitta che ribadisce l’immaturità della squadra di Pioli che, pur risollevandosi dal baratro nel quale l’aveva condotta il poco navigato (per il campionato italiano) De Boer, sembra mancare di identità e fiducia necessari per stare al passo con le contendenti per un posto europeo.

suso.milan.palermo.festa.2016.2017.750x450Milan tra società e campo – Dall’altra parte di Milano il clima è opposto: la larga vittoria dei rossoneri di ieri in casa contro il Palermo certifica la voglia del Milan e di Montella in primis di raggiungere il quinto posto, per far rivivere ai tifosi le vecchie emozioni europee e salvare una stagione che era partita nel peggiore dei modi ma che adesso, complice anche il tanto atteso closing societario, sembra aver preso una piega positiva.                                                                             Tutto questo alla vigila di un derby della Madonnina che fino a qualche giornata fa veniva considerato senza storia, ma che ora potrebbe tornare ad avere la passione e l’agonismo degni dei derby di Champions League passati, in cui all’epoca due tra le migliori squadre del mondo si sfidavano per il tetto d’Europa e attiravano i riflettori e le invidie mondiali.

Napoli modalità Champions – Se da un lato la sfida dell’Olimpico tra Lazio e Napoli ha attenuato le prospettive europee dei tifosi biancocelesti, dall’altro ha confermato ancora una volta che per le inseguitrici della corsa Champions la squadra da battere è quella di Sarri: il miglior attacco del campionato (72 gol fatti) e il miglior rendimento in trasferta (33 punti conquistati su 45) certificano la maturazione sempre più convincente del Napoli e la sua conferma nelle zone alte della classifica, con l’unico rammarico della doppia sconfitta contro la Juventus e della prematura eliminazione dalla Champions League.

La Roma e Spalletti – La standing-ovation del Dall’Ara per Totti è il simbolo della partita di ieri e della grandezza di una Roma che vince e convince ma viene troppo indebolita dalle vicende di spogliatoio; il polverone su Spalletti spalletti-2(che anche il tecnico toscano ha contribuito ad alzare) rischia di offuscare quanto di buono è stato fatto in questa stagione: secondo posto a -6 dalla Juventus e con la possibilità di giocarsi il campionato nello scontro diretto del 14 maggio all’Olimpico e Champions League.   Certo, alcune situazioni si potevano gestire meglio (vedi eliminazione in Europa League o in Coppa Italia) ma il cammino dei giallorossi mai come quest’anno è stato influenzato dai presunti battibecchi tra allenatore e società sugli intenti comuni, battibecchi che dovrebbero sicuramente avere un altro luogo di discussione.

Il salto di qualità a Roma è possibile solo se si crea un ambiente sereno e costruttivo in cui lavorare, e in questo devono lavorare Pallotta e Spalletti per evitare di buttare via una stagione comunque positiva.

juventus_barcellona-14780-k0ZG-U11001812546375HvD-1024x576@LaStampa.itLa carica bianconera per la grande sfida – Tutte le squadre citate sopra avrebbero di sicuro maggior visibilità e riconoscenza se non gareggiassero in un campionato in cui una squadra ha preso il comando della classifica alla terza giornata e si dirige senza sosta verso la vittoria dello scudetto; la Juventus, dopo aver ribadito la propria forza in Serie A vincendo contro il Chievo, ora è attesa a un banco di prova fondamentale per le ambizioni della squadra di Allegri: il risultato della doppia sfida contro il Barcellona (che potrebbe valere come vendetta della finale persa nel 2015) in Champions League decreterà se la Juventus è diventata una squadra competitiva anche a livello internazionale oppure se continuerà a vincere soltanto in patria, con gli spettri del calcioscommesse e degli scandali più recenti che aleggiano sui suoi pur numerosi trofei.

 

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