A tutta B: lo scontro diretto messo alle Spal…le, la Mora di Ferrara, il compleanno rovinato e B ready per la 36^

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SCONTRO DIRETTO MESSO ALLE SPAL…LE – Chi pensava che la sconfitta nello scontro diretto contro il Frosinone della Spal fosse una prova di “immaturità” che avrebbe segnato il destino della squadra emiliana e, di conseguenza, del torneo di B, è stato presto smentito, visto che gli uomini di Semplici si sono ributtati testa bassa nel lavoro e, con calma, si sono ripresi quello che avevano perso, ovvero la testa solitaria della classifica. Ultimo passo è stato rappresentato dalla netta vittoria di Brescia, nell’anticipo domenicale che ha permesso ai biancazzurri di approfittare a pieno del mezzo passo falso del Frosinone, fermato sul pari ad Ascoli, in pieno recupero, nonostante il vantaggio iniziale firmato dal solito Dionisi. Così ora la Spal torna da sola in testa, allungando di 2 punti sia sul Frosinone che sul Verona che, nell’altro posticipo, esce con un rocambolesco 2-2 dal campo del Novara, dove gli ultimi 2 gol sono stati segnati oltre il 90′ e per pareggiare è stata necessaria un’autentica prodezza del capocannoniere Pazzini. Non finisce mai, invece, il balletto della zona play off, dove la metafora del ballo della sedia proposta qualche settimana fa sembra sempre più calzante. In questo turno a ridere sono in due: il Cittadella che vince lo scontro diretto con il Benevento, agganciando proprio i campani al quarto posto e lo Spezia, anch’egli vittorioso nel suo contro diretto, contro il Bari, che gli consente di balzare nuovamente in zona spareggi, scavalcando proprio i diretti avversari pugliesi e l’Entella, che, invece, esce con una sconfitta dal campo di una Pro Vercelli che, in questo modo, mette un buon margine tra sé e la zona pericolosa. Pessima, invece, la giornata del Perugia che incassa un pesante 3-0 in trasferta a Trapani, così da scivolare al 6° posto, ad appena 2 lunghezze dal baratro. I siciliani, invece, dal canto loro, stanno portando avanti la loro nuova piccola impresa targata Calori: esattamente come l’anno scorso, sono la squadra migliore del girone di ritorno e quella che segna di più e laddove era servito per risalire posizioni fino a sfiorare la Serie A ai play off, oggi sta consentendo ai granata di avvicinarsi ad una salvezza che a metà stagione sembrava un puro miraggio, mentre ora sembra davvero una realtà, visto che, ad oggi, la squadra sarebbe, per la prima volta, salva. Da dimenticare anche il sabato del Carpi, che fallisce la possibilità di agganciare di nuovo i play off, approfittando dei passi falsi di chi la sopravanza, uscendo sconfitto dal campo di un Avellino che continua a incamerare punti importanti in attesa delle decisioni della giustizia sportiva. In chiave salvezza, detto di Trapani e Brescia, importanti le vittorie della Ternana, che stoppa nuovamente i sogni play off della Salernitana, e si avvicina alla speranza, agganciando il Brescia in orbita play out, del Vicenza, che fa suo, in trasferta, lo scontro diretto contro un Latina che ora, con l’aggravante dell’ulteriore punto di penalizzazione ricevuto in settimana, guarda tutti dall’ultimo posto, e del Cesena, che rovina il compleanno al Pisa, facendo un bel passo in avanti, mettendo 2 punti tra sé e la zona calda, e inguaiando ulteriormente i toscani, che restano penultimi da soli.

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O MIA BELLA MORA… – Pochi i gol segnati in quest’ultimo turno, soprattutto nelle gare di sabato che si chiudono con appena 12 reti messe a segno, che viene ravvivato un po’ solo con i due posticipi, da 4 gol ciascuno. Nonostante questo, la classifica marcatori ha visto dei movimenti importanti. Primo fra tutti quello di Pazzini che con un bellissimo gol, al volo, da fuori area, sul suono della sirena, che consente al Verona di portar via il 2-2 da Novara, sale a quota 21 e riporta a 4 le lunghezze su Caputo che, invece, resta a secco come tutto l’Entella. Fermo anche Ceravolo a 16, a lui si avvicina Dionisi che, con il gol del momentaneo vantaggio del Frosinone, sale a quota 15. Dietro di lui Antenucci che, con il gol del nuovo vantaggio spallino a Brescia, sale a 14 e lascia da solo Coda, fermo a 13. Si infoltisce, invece, il gruppo a 12 dove, a Litteri e Di Carmine, si affianca Granoche, autore del gol partita dello Spezia contro il Bari. Fatta la menzione d’onore al giovane Manconi del Trapani (foto di copertina), che segna due dei 3 gol dei siciliani al Perugia (e a cui è già stata dedicata una puntata dei gol giovani su questa rubrica), la vetrina della giornata odierna tocca, di diritto, all’altro marcatore multiplo, che con i suoi gol ha contribuito alla vittoria e al nuovo aggancio alla vetta solitaria della sua squadra, ovvero Luca Mora della Spal. Mora è un centrocampista mancino nato a Parma nel 1988 e cresciuto calcisticamente nel Castellarano, squadra dilettantistica della provincia di Reggio Emilia, con cui esordisce in D nel 2007. Nel 2009 è in C2 al Crociati Noceto, dove resta per 2 stagioni, segnando anche 4 gol, quindi passa alla Pro Patria, ancora in C2, per una stagione da 32 presenze e 1 gol. Nel 2012 si trasferisce all’Alessandria, stessa serie, con cui gioca per 3 stagioni, in cui realizza anche 5 gol, prima di passare alla Spal, la scorsa stagione, e diventare uno dei protagonisti della promozione con un contributo di 5 gol. Idolo della curva per la grande abnegazione e per il look (capelli lunghi e vaporosi e barba folta) che lo rendono facilmente identificabile in campo, ha preso in mano la squadra anche in questa fantastica cavalcata in serie cadetta, segnando, tra l’altro, come mai in carriera. Cinque gol per lui fino a domenica, quindi la doppietta contro il Brescia: al 15′, sullo 0-0, dopo una discesa di Lazzari sulla sinistra, con cui entra in area ed arriva alla linea di fondo, si fa trovare nel posto giusto per deviare in rete di testa il suo cross e aprire le marcature; al 69′, con la partita sul 2-1 per la sua squadra dopo il pareggio di Ferrante e il nuovo vantaggio targato Antenucci, chiude i conti svettando più in lato di tutti su un angolo dalla sinistra per il definitivo 3-1 che sancisce il ritorno in testa solitario della sua squadra. Se impresa sarà, anche stavolta il contributo di Mora sarà fortissimo.

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COMPLEANNO ROVINATO – Doveva essere una domenica speciale, ma che questo non sia proprio l’anno adatto ai festeggiamenti, forse, s’era già intuito fin dall’inizio della stagione. Parliamo del Pisa, che sabato festeggiava i suoi 108 anni di storia. Il Pisa Calcio, infatti, una delle storiche formazioni del Campionato Italiano, vede i suoi natali proprio ad aprile del 1909, quando un gruppo di studenti decide di dare una miglior organizzazione al calcio cittadino, fino ad allora rappresentata dalla Società Sportiva Etruria, squadra con i colori biancorossi, in onore del gonfalone cittadino. La nuova società prende il nome di Pisa Sporting Club, nome proposto da Marino Scotti, uno dei fondatori, e per un anno procede con le maglie biancorosse, prima di prendere definitivamente il nerazzurro, in onore dell’Inter Campione d’Italia nel 09/10. Affiliata alla FIGC nel 1911, dopo qualche anno di partecipazione a tornei amatoriali, e dopo uno scontro “fratricida” cittadino tra le due rappresentanti del capoluogo toscano per decidere chi l’avrebbe rappresentato, il Pisa Football Club e l’Alfea Football Club (il nome che prende la società fondata nel 1909), vinto dalla prima, con la sparizione della seconda e l’incorporazione di alcuni giocatori nell’altra, nel 1912 viene ammessa di diritto al campionato di Prima Categoria, la massima serie dell’epoca. Dopo qualche anno di buoni risultati e la partecipazione ai tornei di guerra durante il primo conflitto mondiale, nel 20/21 arriva il miglior torneo disputato dai nerazzurri, con la vittoria del Campionato d’Italia Centro Meridionale in Finale contro il Bologna e la partecipazione alla Finale per il titolo di Campione d’Italia, persa contro la fortissima Pro Vercelli per 2-1. Seguono anni in cui il Pisa continua a ben figurare senza più centrare, però, l’exploit e, anzi, nel 1926 arriva la prima retrocessione alla Prima Divisione Nord, serie B del tempo, che nel 1929, per la riforma dei campionati, viene declassata a terza categoria del Campionato. La prima promozione in B arriva nel 1934 e nel 1936 c’è il cambio di denominazione in Associazione Calcio Pisa. Prosegue in questa categoria fino al conflitto mondiale e, dopo una parentesi nel 1945 in cui, col nome di Pisa Sporting Club, si iscrive alla C per problemi economici, vi viene riammessa di diritto nel 1946. Gli anni ’50 sono anni bui per la società toscana: nel ’52 retrocede in C, nel ’54 in quarta serie e nel ’56 addirittura in Promozione toscana. Ma già a fine del decennio inizia la ripresa che aprirà agli anni ’60, un periodo denso di soddisfazioni: nel ’58 ritorna in C, nel ’65 in B e, addirittura, nel ’68, arriva la prima promozione in Serie A. La retrocessione è immediata e prosegue l’alternanza dei decenni, con gli anni ’70 da dimenticare, visto che nel ’71 arriva la retrocessione in C dove resta fino al ’79, quando ottiene la promozione in B. Gli anni ’80 sono forse i migliori della storia centenaria della società nerazzurra: sono gli anni del vulcanico presidente Anconetani, arrivato nel ’78, istrionico e pittoresco personaggio noto a tutti gli appassionati di calcio, per le sue interviste, il suo amore per la sua squadra e i suoi comportamenti sopra le righe, come i cospicui spargimenti di sale a bordo campo per allontanare la sfortuna. In questo decennio i nerazzurri, che vedono giocare nella propria squadra atleti del calibro di Bergreen, Dunga, Chamot e Simeone, ottengono 4 promozioni in A, giocandoci 6 stagioni, vincono 2 Mitropa Cup e retrocedono in B per 4 volte, l’ultima delle quali nel 1991. Da allora i toscani non conosceranno più la massima serie, e, anzi, conosceranno un periodo tribolato della propria storia che culminerà nella retrocessione in C nel ’94, seguita dal fallimento. La società, con il nome di Associazione Calcio Pisa, riparte dall’Eccellenza Toscana. Nel ’95 c’è il cambio di denominazione in Pisa Calcio e l’ammissione alla Serie D per meriti sportivi. L’anno successivo il ritorno in C2 e nel ’99 in C1, dove resta fino al 2007, quando conquista la promozione in B. Due stagioni in serie cadetta, con i play off persi in semifinale nel 2008 e la retrocessione nel 2009, quando viene toccato nuovamente il punto più basso, con il secondo fallimento, e ripartenza dalla Serie D come Associazione Calcio Pisa 1909, l’attuale denominazione. Da lì la lenta risalita fino alla promozione della scorsa stagione, che, però, non ha cancellato i problemi: la squadra ha rischiato di non iscriversi al torneo, ha cominciato il campionato in ritardo di una giornata rispetto alle altre, ha dovuto lottare con problemi logistici, economici e un violento muro contro muro tra vecchia proprietà e una stanca tifoseria che mette a repentaglio più di una volta la disputa regolare del torneo, fino al 22 dicembre 2016, quando, con l’aiuto del Presidente Abodi, non avviene il sospirato passaggio di consegne al nuovo presidente Corrado. Ma anche questo, pur restituendo stabilità e tranquillità, non risolve i problemi fino in fondo, perché arrivano i punti di penalizzazione e la squadra comincia a mostrare i limiti con cui è stata assemblata nei convulsi mesi estivi. Presto, nonostante l’impegno dei giocatori e la grinta di Gattuso, uno che la faccia ce la mette sempre, arriva la zona retrocessione. Sabato c’era lo scontro diretto casalingo e il modo migliore per festeggiare la ricorrenza era una vittoria. Era stata preparata anche una maglia celebrativa, metà nera e metà azzurra, senza sponsor e con il simbolo della città sulla parte sinistra del petto, ma anch’essa non ha portato fortuna, perché è arrivata una sconfitta che ha ulteriormente inguaiato la società toscana, ora penultima da sola. Festa rovinata, anche se nella squadra, la voglia di festeggiare è poca già da un po’ e tanta la concentrazione per salvare il salvabile in una stagione partita malissimo.

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Le maglie celebrative

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 36^ GIORNATA – Il binomio Serie B-Festività è noto già da tempo, visto che già da qualche anno vengono disputati turni anche durante il periodo natalizio. Non desta, quindi, sorpresa il prossimo turno, il 15° del girone di ritorno, da giocarsi tutto nel Lunedì di Pasqua, con un anticipo alle 12.30, 9 partite alle 15 e un posticipo alle 20.30. Apre le danze proprio la capolista Spal, che festeggia il ritorno in testa solitaria attendendo in casa una delle migliori squadre di questo girone di ritorno, quel Trapani che non vuole interrompere la sua rincorsa alla salvezza già ottimamente impostata (1-1 all’andata). Le inseguitrici rispondono nel pomeriggio, entrambe in casa ed entrambe impegnate in scontri d’alta classifica, con squadre coinvolte nella lotta per i play off: il Frosinone aspetta il Novara, squadra delusa dall’ultimo turno, dopo essere stato raggiunto sul pareggio nel posticipo col Verona all’ultimo secondo quando già sentiva odor di 3 punti che l’avrebbero riavvicinata alla zona play off (2-1 per i ciociari al Piola); il Verona ospita un Cittadella molto su di morale dopo gli ultimi risultati che l’hanno rilanciata in classifica e che già all’andata inflisse ai veneti un pesante passivo (un 5-1 dopo il 4-0 col Novara) che sancì ufficialmente l’inizio della piccola crisi d’identità da cui gli uomini di Pecchia ancora stentano ad uscire. Sempre nel pomeriggio buona parte della restante lotta per i posti play off, con squadre in cerca di riscatto dopo i risultati dell’ultimo turno: due incroci con la zona salvezza, per il Benevento che va a far visita ad un Brescia ancora in zona play out, ma con la zona retrocessione ad un passo (4-0 per i campani all’andata), e per l’Entella, che ospita la Ternana, squadra che grazie alla vittoria dell’ultimo turno sta insidiando proprio quel posto al Brescia, e che all’andata inflisse proprio ai liguri un pesante 3-0, e uno scontro diretto tra squadre che vogliono cercare di rientrare in corsa per gli spareggi, visto che al Cabassi si gioca Carpi-Bari che all’andata, al San Nicola, si chiuse con la vittoria dei pugliesi per 2-0. Il Perugia, invece, prova a dimenticare la pesante sconfitta di Trapani, ospitando un Ascoli per cui il periodo migliore della stagione sembra un lontano ricordo ed ora deve guardarsi bene le spalle, visto che la zona calda è solo 2 punti sotto (2-2 al Del Duca). Belli e interessanti anche i match che coinvolgono squadre in lotta per la salvezza: il Latina ultimo cerca punti per provare a risalire nella trasferta in casa di una Salernitana cui gli ultimi risultati hanno un po’ ridimensionato il sogno play off (1-1 all’andata); il Pisa penultimo prova a festeggiare il proprio compleanno con una settimana di ritardo e, quindi, riavvicinarsi alla zona play out, aspettando all’Arena Garibaldi un Avellino di ottimo umore dopo la vittoria di sabato e che cerca di incamerare più punti possibili in vista di eventuali sanzioni (1-0 al Partenio); un Vicenza galvanizzato dall’ultima vittoria nello scontro diretto, grazie alla quale torna e vedere la luce oltre il tunnel, attende una Pro Vercelli anch’essa di ottimo umore dopo la recente vittoria che l’ha stabilizzata in una zona di classifica del tutto tranquilla (1-1 all’andata). A chiudere il programma il posticipo delle 20.30 che rappresenta un crossover tra le due zone di interesse della classifica, visto che al Manuzzi va in scena la riproposizione del turno preliminare dell’ultimo play off tra i padroni di casa del Cesena e gli ospiti dello Spezia (che quel turno lo passarono), che si affrontano per dare continuità al proprio periodo positivo, cercando di allontanarsi il più possibile dalla zona calda gli uomini di Camplone e di consolidare la propria posizione play off recentemente riconquistata quelli di Di Carlo (1-0 al Picco).

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