Europa League: a parte l’Ajax nessuno sfonda nei quarti, per il ritorno è ancora tutto incerto

europa-league-grande

Che poteva essere l’anno buono dell’Ajax lo avevamo già detto al turno precedente, e questi quarti di finale ce lo hanno confermato, perlomeno dopo le gare di andata: i lancieri hanno battuto per 2 a 0 lo Schalke e, nonostante i tedeschi siano famosi per le rocambolesche rimonte, per questa volta dovrebbero soccombere contro la potenza, la velocità, la forza e la voglia dei giovani olandesi, fra i quali spiccano Klaassen, autore della doppietta, e Kluivert, figlio del famoso Patrick. Per gli olandesi sarebbe la seconda volta nella storia in semifinale di Europa League, raggiunta soltanto una volta, nella stagione 1991/1992, quando poi vinsero la competizione nella tristemente (per noi italiani) finale contro il Torino di Mondonico. Nelle altre edizioni il punto più alto raggiunto furono i quarti di finale, nel 1993 e nel 1998.

BELGI QUASI FUORI, MA… – Il Belgio è la nazione più rappresentata in questi quarti di finale di Europa League ma, dal momento che il sorteggio non ha accoppiato le due squadre, a questo punto rischiano di essere eliminate entrambe: alla luce dei risultati delle gare di andata, l’Anderlecht ha pareggiato per 1-1 in casa contro il Man Utd di Mourinho, un risultato certamente prestigioso, ma sappiamo tutti che il pareggio esterno con gol vale molto, e all’Old Trafford sarà veramente dura per i belgi portare a casa risultato pieno. La belga che vediamo messa meglio allo stato attuale delle cose è il Genk, che ha sì perso contro il Celta Vigo, ma 3-2, e avrà la fortuna di giocarsi il ritorno fra le mura amiche, dove quest’anno in Europa non ha mai perso. Il fattore campo inciderà, e potrebbe garantire alla squadra di Stuivenberg di giocarsi per la prima volta una semifinale europea, dato che nelle uniche due partecipazioni alla Champions League è stata eliminata nel girone, mentre in Europa League il turno più avanzato mai raggiunto sono stati i sedicesime nel 2013. Da segnalare anche che nel Celta Vigo ha segnato John Guidetti, attaccante italo-svedese che potrebbe finalmente aver trovato la propria dimensione, dato che non è mai riuscito a sfondare realmente, nonostante le sue indubbie qualità.

LIONE, TI SPETTA DI DIRITTO – Non è possibile che chi si renda responsabile di certi atti possa continuare a giocare senza essere punito, dal momento che le sanzioni attuali (partite a porte chiuse, multe) non servono ad arginare il problema della violenza e del vandalismo negli stadi, a questo punto è ora di squalificare le squadre le cui tifoserie si rendono protagoniste di tali atti. Quando dalla curva dell’Inter partì un fitto lancio di fumogeni verso il campo venne data la sconfitta a tavolino all’Inter e i nerazzurri giocarono il preliminare e tutte e tre le partite casalinghe del girone a porte chiuse. Quella fu una pena dura, applicata rigidamente e giustamente (nessuno comunque si sarebbe sorpreso se l’Inter fosse stata estromessa completamente dalle coppe la stagione successiva), perché poi raramente questo è stato fatto? Perché non dare il 3-0 a tavolino al Lione? Per paura di una situazione di eccessiva violenza al ritorno in Turchia? A questo punto sarebbe bastato far giocare il ritorno a porte chiuse. Vedere certe scene ha sempre fatto male, fin dagli anni ’60, ma nel 2017 si presuppone che la civiltà e il senso del rispetto reciproco possano prevalere, almeno nell’ambito di una partita di calcio, invece non è così, per questo serve la mano pesante. Per la cronaca il Besiktas è pure passato in vantaggio con Babel, salvo poi perdere 2-1, con una rimonta francese siglata Tolisso-Morel negli ultimi 10 minuti, cosi i turchi potrebbero anche passare il turno, dopo aver dato battaglia (letteralmente, sugli spalti) e aver costretto centinaia di tifosi francesi a riversarsi in campo, fra lo sgomento e la paura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.