Il primo derby cinese conferma la situazione delle milanesi: Milan combattivo, Inter sprecona

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Il primo derby cinese è storia ormai. Un derby che ha segnato la fine di un’era, quella di Berlusconi, e l’inizio di un’altra: quella di Li. La stracittadina ha confermato anche i pregi e le difficoltà di entrambe le squadre, che si sono affrontate a viso aperto, ed hanno regalato, agli spettatori (80.000 persone allo stadio), una partita divertente e giocata, soprattutto nel primo tempo, su ritmi elevati. Ovviamente i valori in campo non erano a livello dei top club europei, ma la partita è stata comunque molto piacevole, e di sicuro è stato il miglior derby da cinque anni a questa parte. Sono lontani ormai i tempi dove le stracittadine erano soporifere, ed il livello era alquanto basso. A mezzogiorno di sabato, si sono affrontate due squadre in salute, che venivano però, da due periodi completamente differenti. L’Inter veniva infatti, da due settimane di fuoco concise con due sconfitte clamorose contro Sampdoria e Crotone, mentre gli uomini di Montella arrivavano da due risultati utili consecutivi e avevano appena superato i cugini, salendo al quinto posto in classifica. Il derby era quindi un’opportunità per i nerazzurri, di superare nuovamente i Diavoli, mentre per i rossoneri rappresentava un’ottima occasione per volare a +4 sulla Beneamata. Nel 2-2 finale sono racchiusi i rimpianti di entrambe le squadre, soprattutto quelli nerazzurri, per non aver sfruttato appieno una ghiottissima occasione. La stracittadina è stata specchio delle stagione delle milanesi, due squadre in ripresa ma non ancora al livello di Napoli, Juve e Roma.

INTER: PAREGGIO AMARO – La squadra di Pioli ha un talento incredibile nel buttare via partite già vinte. Tralasciando le polemiche sul recupero, non si può non notare l’immaturità dei nerazzurri nel gestire partite già ben indirizzate. Scialacquare un doppio vantaggio in venti minuti, subendo addirittura goal al novantasettesimo, è una botta psicologica devastante. Impossibile spiegare il blackout dei nerazzurri, che al sessantesimo si sono semplicemente spenti. Mancanza di concentrazione? Colpa di Pioli? Impossibile dirlo. Certo la staffetta Joao Mario-Murillo forse era evitabile, ma di sicuro non è la causa della rimonta subita, come d’altronde non è accettabile la mancanza totale di concentrazione in una partita così delicata.La squadra di Pioli, dopo aver giocato molto bene, ed essere andata sul due a zero all’intervallo, non è riuscita a chiudere i conti con Perisic, e forse è proprio questo il problema più grande dei nerazzurri: la mancanza di cattiveria sotto porta, requisito principale se si vuole vincere. E come a Torino contro i granata, i nerazzurri hanno guadagnato un punticino amaro, che ha quasi il gusto della sconfitta. A Firenze, fino alla fine della stagione, Pioli si gioca la riconferma. Starà a lui e alla squadra cercare di concludere al meglio la stagione.

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MILAN: TANTO CUORE, MA I PROBLEMI SONO EVIDENTI – I rossoneri sono sicuramente soddisfatti per il punto conquistato nel derby. La nuova dirigenza può dirsi soddisfatta, perchè i ragazzi di Montella, hanno combattuto fino all’ultimo pareggiando un derby che sembrava perso. La rimonta finale però non deve distogliere gli occhi dagli evidenti problemi che i rossoneri hanno sul piano del gioco. Gli unici pericoli creati infatti, nascono da azioni personali di Suso e Deulofeu, quest’ ultimo indiavolato contro i nerazzurri, ma appena si deve costruire un’azione ragionata nascono i problemi. Serve un regista, Sosa ci prova ma è chiaramente un giocatore oramai finito e non all’altezza della Serie A. Bacca deve essere coinvolto di più nell’azione: il centravanti e migliorato rispetto alle prestazioni dei mesi scorsi, ma non è ancora al livello di quando militava nel Siviglia. Per non parlare poi di De Sciglio, che regala il goal dell’ 1-0 a Candreva ed è costantemente in ritardo sull’uomo e non riesce a coprire. Mister Li dovrà sì blindare i vari Donnarumma, Pasalic e Bonaventura, ma dovrà intervenire anche sul mercato per rinforzare la squadra, soprattutto nelle retrovie. E’ di moda il nome di Musacchio, il quale è sicuramente un buon giocatore per cominciare a rifondare la difesa. Finalmente è avvenuto il closing adesso è ora di rinascere.

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