A tutta B (prima parte): l’aiuto del Frosinone ai play off, i cambi in testa e il nomen omen del Migliore

IL CROLLO DEL FROSINONE AIUTA I PLAY OFF – Prosegue inarrestabile la fuga della Spal, per nulla intimidita dal desiderio di salvezza del Latina, che con una vittoria in rimonta in trasferta prosegue il suo cammino perfetto, fatto di primati su primati. A inseguirla il solo Verona, che liquida agevolmente, anch’esso in trasferta, un Bari ormai sempre più allo sbando, visto che è crollata anche l’ultima certezza che era rimasta ai galletti, ovvero la possibilità di rimediare con le prestazioni in casa ai costanti passi falsi in trasferta. Chi perde strada, invece, è il Frosinone che, lui sì, invece, si fa travolgere dalla corsa alla salvezza della Ternana che, con Liverani in panchina fa 4 su 4 al Liberati ed aggancia la zona play out, traguardo parso lontanissimo solo qualche settimana fa. Questo risultato, però, permette di tornare a dar fiato alle speranze di play off, anche grazie alla vittoria contemporanea del Cittadella che travolge in casa il Carpi, in rimonta, in una partita nervosa, chiusa in 9 dagli emiliani, riavvicinandosi a soli 5 punti dal terzo posto e affossando nuovamente le voglie di play off degli uomini di Castori che, però, restano agganciati all’ultimo posto, anche grazie alla contemporanea sconfitta dell’Entella. I chiavaresi, infatti, perdono il sentito derby ligure contro lo Spezia, permettendo agli aquilotti di lasciare il gruppetto a 51, consolidando la propria posizione nella griglia play off. Consolidamento che viene trovato anche da parte del Perugia, che, con la vittoria in anticipo nella non semplice trasferta di Novara (con i piemontesi nuovamente respinti dal gruppo che conta), sorpassa il Benevento, che non va oltre lo 0-0 casalingo, anch’esso in anticipo, contro il nuovo Vicenza di Torrente, e si lancia all’inseguimento del Cittadella. Chi non approfitta davvero, invece, dei passi falsi delle squadre avanti a lei, così da completare l’aggancio alla zona spareggi, è la Salernitana, che non va oltre lo 0-0 a Vercelli. In chiave salvezza, torna a pareggiare Cagni, visto che il suo Brescia, stavolta, fa 0-0 ad Ascoli, e resta in zona play out, vedendo allontanarsi il Trapani, che, invece, all’ultimo respiro, fa suo lo scontro diretto contro il Pisa, agganciando l’Ascoli a 41, 2 punti sopra la zona pericolosa. Questo risultato, invece, probabilmente suona come un de profundis per il Pisa, che, ora, vede la zona play out lontana 7 punti. Pareggio per 1-1, infine, tra Avellino e Cesena.

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COME SI CAMBIA… – Senza dubbio anche questo campionato cadetto non ha lesinato sulle sorprese, grazie anche alla sua imprevedibilità e alla mancanza di linearità che lo ha caratterizzato lungo tutto il suo cammino. A cominciare dalla stessa testa, dove nulla è parso scontato e tutto è cambiato in divenire. Si pensi a quali considerazioni si fecero dopo lo scontro al vertice tra Spal e Frosinone: allora la sconfitta casalinga degli uomini di Semplici, parve una prova di “immaturità”, contro la dimostrazione di forza (e di gerarchia) offerta, invece, dai ciociari che, riconquistata la testa solitaria, sembravano destinati a far un sol boccone della classifica e, quindi, della promozione diretta in A. E, invece, da allora, i gialloblu sono entrati in un tale ciclo involutivo da far sì che, nelle successive 5 partite, gli uomini di Marino non abbiano trovato più la vittoria, tanto, non solo da perdere lentamente la testa della classifica, ma, addirittura, da scivolare al terzo posto, sorpassato da quel Verona, che, lontano 5 punti dopo la partita con la Spal, ora lo sopravanza di 3. Gli emiliani, invece, dal canto loro, non si sono scoraggiati dopo la sconfitta, ma, anzi, hanno ripreso il loro cammino esattamente da dove lo avevano abbandonato, ricominciando a vincere e ad accumulare punti, al punto da ritrovarsi non solo a risorpassare i laziali, ma addirittura a prendere un vantaggio sul secondo posto di 5 punti e di ben 8 sul terzo, occupato, appunto, dal Frosinone. E che dire del Verona, che in quei giorni attraversava il proprio periodo peggiore, fatto di risultati poco convincenti e pochi punti incamerati, al punto da allontanarsi dalla vetta, da scatenare le ire dei propri tifosi e da far traballare pesantemente la panchina di Pecchia. Ricompattati i ranghi e trascinati dai gol del solito Pazzini, gli scaligeri hanno ripreso a macinare punti importanti, al punto da ritornare prepotentemente in corsa per la promozione diretta. E non si può soprassedere, infine, sulla stessa lotta per i play off, il cui de profundis si stava già cantando nelle scorse settimane, quando i punti di distacco tra la terza (rappresentata dalla coppia Verona-Frosinone) e la quarta era arrivato a toccare 8 punti, mentre ora, che i punti si sono ridotti a 5 e con un Frosinone che non pare più così saldo, tutto torna ad essere perfettamente possibile.

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A FORZA DI ESSERE IL MIGLIORE – Non elevatissimo il numero di gol della giornata (ben 3 0-0 e 11 squadre, la metà esatta, a secco), ma con ripercussioni, comunque, importanti sulla classifica cannonieri. La lepre Pazzini, infatti, incrementa il suo vantaggio con un altro gol, quello del vantaggio del Verona a Bari, che porta il suo bottino a 23, 6 lunghezze in più del secondo gradino occupato ora non più dal solo Caputo, a secco nel derby ligure, ma anche dal fresco arrivato Antenucci, che tocca quota 17 grazie al gol del definitivo vantaggio della Spal a Latina. Tutto immutato, invece, dal quarto al sesto posto, occupati, rispettivamente, da Ceravolo, a 16, Dionisi, a 15, e Coda, con 13 gol. Fatta la menzione d’onore per Palombi, che prosegue il suo splendido cammino di giovane bomber con la doppietta con cui affonda il Frosinone (vincendo il suo derby personale, lui di proprietà della Lazio) e per il giovane Bonifazi, altro rappresentante dei giovani bomber, che con il suo gol, terzo di stagione, apre la strada alla vittoria della Spal (foto di copertina), la vetrina di questa settimana è dedicata ad uno dei migliori rappresentanti del concetto di Nomen omen, il destino scritto nel nome, o, forse, il “migliore” in assoluto, visto che si tratta di Francesco Migliore dello Spezia, autore di uno dei gol più belli della giornata con cui ha sbloccato il derby ligure, instradando la sua squadra alla vittoria. Migliore è un difensore classe ’88, nato ad Arezzo, ma cresciuto calcisticamente all’estero, prima nella squadra riserve del Lione, tra il 2005 e il 2008, e poi al Mons, in massima serie belga, per una stagione. In Italia torna nel 2009, al Giulianova, con cui disputa un campionato di Lega Pro, segnando anche i suoi primi 3 gol nel campionato italiano. Da lì  lo preleva il Crotone, dove resta per 3 stagioni, esordendo in B e segnalandosi tra i migliori rappresentanti del ruolo in categoria. Brevilineo, dotato di velocità, ottimo controllo di palla, precisione nel passaggio, si presenta come un buon cursore di fascia, forte nella fase difensiva, ma anche nella spinta offensiva, con giocate spesso caratterizzate da spunti tecnici e finalizzate con cross precisi per i compagni: sono queste le caratteristiche che attirano l’ambizioso Spezia del 2013, spingendolo a chiederne il prestito dal Verona, che, nel frattempo lo ha acquistato. La risposta è subito estremamente positiva e fin dai primi momenti Migliore entra nelle grazie dei tifosi per il suo impegno, la sua abnegazione e le sue giocate. Riscattato fin dalla fine della prima stagione dagli aquilotti, veste anche i gradi di Capitano fino all’arrivo di Terzi, e non fa mai mancare il suo apporto alla causa, anche con 4 reti segnate nelle precedenti 3 stagioni. Non segnava dalla scorsa stagione, ma allora fu l’unico gol nella sconfitta per 5-1 a Trapani. In questa stagione, nella grande messe di “aggettivi” che è lo Spezia di questo campionato (assieme a lui il giovane Maggiore e Piccolo, che nella scorsa stagione erano addirittura 2, con l’altro Piccolo che, ironia della sorte, di nome faceva pure Felice), nonostante gli alti e bassi della squadra, lui resta uno dei più positivi (uno dei “migliori” verrebbe da dire), sempre acclamato del pubblico, ma, finora, aveva fatto mancare l’apporto del gol. Sabato ha ovviato a questa mancanza: al 13′ della ripresa del derby con l’Entella, con il risultato ancora sullo 0-0, gira al volo di sinistro un pallone proveniente da destra e lo indirizza, con precisione, nell’angolino basso opposto aprendo la strada alla vittoria dello Spezia che consentirà agli aquilotti di distanziare proprio gli avversari di giornata, consolidando il proprio posto nella griglia play off. Anche stavolta, senza dubbio, Francesco è stato il Migliore…

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