Juve in scioltezza allo Stadium: è 4-0 contro il Genoa

Gli uomini di Allegri dominano, senza particolari difficoltà, un Genoa mai pericoloso: la conquista del titolo è sempre più vicina.

TORINO – Dopo la trasferta di Barcellona e il conseguente passaggio alle semifinali di Champions League, in molti si sarebbero aspettati un fisiologico calo fisico e mentale da parte della Vecchia Signora. Sicuramente il Grifone lo sperava. Allegri però, dal canto suo, è stato caparbio nel tenere alto il livello di concentrazione dei suoi. “La gara contro il Genoa vale lo scudetto”, ha affermato infatti nella conferenza stampa di Sabato. Gli undici bianconeri, così, scendono in campo quasi tarantolati, chiudendo la pratica dopo appena 45 minuti.

Gli juventini si presentano a tutti gli effetti con un 4-2-3-1: Khedira- Marchisio davanti alla difesa e Dybala trequartista dietro l’unica punta Higuain. Juric si adegua all’avversario, disponendosi quasi a specchio, ma i risultati non sono di certo i migliori. Dopo i primi minuti di resistenza, il castello difensivo genoano si sgretola senza pietà. Uno sfortunato autogol di Munoz al 16esimo e un sinistro letale della Joya argentina due minuti più tardi, condannano il grifone dopo appena un quarto d’ora di gioco. La Juventus è veramente “troppa” per la squadra rossoblù: il dominio tecnico e fisico dei bianconeri sugli avversari è devastante. Il Genoa tenta qualche timida sortita offensiva, soprattutto con Ntcham, ma al 40esimo Mandzukic chiude i conti: chirurgico all’angolino è il suo tiro al volo e a giro, su respinta maldestra della difesa ligure. E’ 3-0.

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La seconda frazione di gara riprende sulla falsariga della prima. La Juve controlla nuovamente la gara e quando decide di premere sull’acceleratore, dimostra di potere fare ciò che vuole. Ne è la dimostrazione la quarta rete di Bonucci. Il regista difensivo bianconero decide di partire con palla al piede da centrocampo. Salta due uomini genoani, con estrema facilità, e infila Lamanna, con un bolide da fuori aerea. Un gioco da ragazzi.

Da qui alla fine i rossoblù provano, in qualche modo, a tenere il pallino del gioco, ma è un possesso palla a dir poco sterile. Gli uomini del tecnico croato non appaiono mai in partita: al fischio finale, i guanti del portiere juventino Neto, risulteranno praticamente intonsi. Il risultato di 4-0 rischia di essere ancora più ampio, ma tre pali in poco più di dieci minuti negano il goal rispettivamente a Marchisio, Higuain e Asamoah.

Allegri, probabilmente, nel pre-partita aveva ragione. La vittoria di questa sera, infatti, rappresenta una serissima ipoteca sul sesto scudetto consecutivo bianconero. La Roma, con una partita in meno, è a 11 lunghezze di distanza: il divario, nelle ultime cinque giornate, sembra davvero incolmabile.

La situazione del Grifone, invece, dopo la debaclè di questa sera, non è delle più rosee. Il Crotone, con la vittoria di oggi ai danni dei cugini sampdoriani, è a soli sei punti di distacco. Se il Genoa non vuole salutare la massima serie, dopo più di dieci anni, deve obbligatoriamente conquistare punti vitali negli ultimi, decisivi, incontri.

Juventus – Genoa 4-0 ( ‘ 16 aut. Munoz, ’18 Dybala, ’40 Manzukic, ’64 Bonucci)

Juventus: Neto, Barzagli, Bonucci, Benatia, Lichsteiner, Khedira (’69 Rincon), Marchisio (’86 Mandragora), Asamoah, Dybala, Higuain, Mandzukic (’82 Sturaro)

Genoa: Lamanna, Munoz, Burdisso (’67 Biraschi), Gentiletti, Lazovic ( ’87 Hiljemark), Veloso, Cataldi, Laxalt (’48 Beghetto) , Ntcham, Palladino, Simeone

Ammoniti: ’34 Burdisso

Arbitro: Gianpaolo Calvarese

 

 

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