Napoli, testa al secondo posto ed al futuro

NAPOLI – Gli azzurri hanno fatto il loro dovere battendo il Cagliari nell’anticipo del sabato, ora non resta altro che sperare in un passo falso della Roma contro il Milan per poter dare un peso maggiore alla doppietta di Mertens ed al goal di Insigne contro gli isolani.

ULTIME TRE – Non ci resta altro che vincere. Cambiando un po’ il titolo del film di Troisi e Benigni, i partenopei guidati da Maurizio Sarri possono soltanto conquistare i nove punti a disposizione nelle due trasferte di Torino e Genova sponda Samp, per incontrare a metà strada tra le due la Fiorentina al San Paolo. Partite non semplici, nonostante si tratta di squadre senza alcun obiettivi, forse la sola viola potrebbe sperare, anche se lontanamente, di un crollo delle due milanesi per accedere al preliminare di Europa League. Torino e Marassi storicamente sono campi ostici, ma se il Napoli affronta queste tre gare come ieri ha affrontato il Cagliari, allora c’è ben poco di cui avere paura. La paura, o meglio una falsa speranza, potrebbe crearsi qualora la Roma riuscisse a fare altrettanti punti, ricordando, tuttavia, la non facile partita da giocare contro la Juventus tra due turni di campionato. Una corsa Champions a tre gare dal termine è avvincente, soprattutto considerando che, purtroppo, la corsa scudetto si è fermata pressoché allo scorso dicembre, sebbene matematicamente i bianconeri ancora non hanno vinto il campionato. Matematicamente, sia chiaro.

IL FUTURO – Adesso basta parlare di “l’anno prossimo saremo competitivi, punteremo allo scudetto”. Frasi di circostanza che non fanno più effetto ai simpatizzanti azzurri, visto che la maggior rivale del campionato da sei anni a questa parte non lascia che le briciole alla capitale del sud. Sebbene l’inizio di questo discorso sembri portare ad un futuro triste e macabro, altro che tinto d’azzurro, in realtà è più sereno che mai; basti pensare alla gioventù presente in rosa, dai vari Insigne e Milik, alle promesse Rog-Diawara-Zielinski a centrocampo, che formeranno lo zoccolo duro dei prossimi cinque anni, almeno potenzialmente; il tutto condito dagli elementi di spessore delle ultime stagioni. La formazione azzurra ha bisogno soltanto di qualche ritocco, senza stravolgimenti e soprattutto ha bisogno, quest’estate, di non lasciar andare via i suoi campioni, su tutti Mertens e Koulibaly, con il primo che pare dovrebbe restare, più ombre, invece, sul senegalese. La società di De Laurentiis dovrebbe crescere su altri aspetti, per poter competere almeno con la Juve: stadio, società ed introiti fissi; su queste cose la società azzurra è indietro di venti anni se non più. Se si vuole vincere, non bastano ventidue uomini giusti ed un allenatore capace, ma una società che ispiri grandezza, forza e personalità, ciò che il Napoli ancora non ha.

MENTALITÀ – Racchiusa in una sola parola: cattiveria. Lo chiede Sarri, lo chiedeva a suo tempo Benitez, la cattiveria o la “cazzimma” termine abusato, ormai, non appartiene al Napoli che spesso si specchia eccessivamente nella sua bellezza. Temi che si riproporranno anche nelle successive stagioni, se i calciatori azzurri non inizieranno a crescere anche da questo punto di vista. Esplicativo di questo discorso è proprio la partita di ieri: tre goal che sarebbero potuti essere sette o più ed un goal subito a 30’’ dallo scadere. Sarri furioso come non mai per il goal subito, per lui la concentrazione deve essere massima per tutti i minuti della partita, il suo gioco lo richiede, non bisogna distrarsi perché per la bellezza del gioco proposto, la difesa spesso rischia di essere facilmente elusa dagli avversari. Davvero la mentalità si può comprare sul mercato? Davvero la cattiveria la troviamo sugli scaffali di un supermarket qualsiasi? La spensieratezza di questi ragazzi, vista l’età, dovrà essere corretta e ciò spetta agli stessi calciatori e soprattutto è compito del loro coach: Maurizio Sarri pensaci tu.

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