A tutta B (seconda parte): l’arrivederci al nerazzurro, Castorina per il fiume e B ready per la 41^

gattuso

ARRIVEDERCI LATINA… – Il primo verdetto della stagione cadetta 2016/17 è arrivato in corso di settimana, ancor prima di giocare l’ultimo turno: a seguito dell’assegnazione di nuovi punti di penalizzazione, che ha portato il computo totale a 7, il Latina, nell’impossibilità di colmare il gap con il quartultimo posto nelle 3 giornate che erano ancora da disputare, è matematicamente retrocesso in Lega Pro. Un ritorno in terza serie dopo 4 stagioni consecutive di Serie B, giocate ad un discreto livello, che, per una debuttante assoluta, sono state un ottimo risultato. La ultrasettantennale storia della squadra nerazzurra, infatti, si è svolta prevalentemente nelle serie minori. Nata nel 1945 come Virtus Latina, già dopo un anno diventa La Pontina Latina e gioca in Prima Divisione Lazio. Ammessa alla Serie C nel 1947, retrocede subito in Promozione. Dopo un fugace ritorno in C a ridosso dei primi anni ’50, quando muta la sua denominazione in Associazione Sportiva Latina, con la retrocessione in IV serie del ’52 comincia un periodo piuttosto grigio, vissuto in ambito dilettantistico, con due ulteriori cambi di denominazione (Associazione Sportiva Kalorgas Latina e Unione Calcio Latina), che si prolunga per tutti gli anni ’60 e ’70, in cui comunque due fugaci apparizioni in C ci sono, fino al ’78, quando il ritorno in C si fa più duraturo, con anni di alternanza tra C1 e C2. Nel 1984 il primo fallimento e la rinascita come Unione Sportiva Latina Spa, che di lì a poco diverrà Associazione Sportiva Latina 1932 Spa, al ritorno in C2. Ancora C fino ai primi anni ’90 quando ritorno tra i Dilettanti, prima del nuovo fallimento del 1996 da cui rinasce come Associazione Sportiva Latina 1996. Il ritorno in C avviene solo nei primi anni 2000. Nel 2004 nuovo cambio di nome, in Associazione Sportiva Latina Spa, ma cominciano nuovamente a sorgere problemi economici, che portano, dopo la retrocessione in D del 2006 al nuovo fallimento. Stavolta la situazione è talmente grave che non nasce una nuova società e Latina resta addirittura senza calcio per un’intera stagione. Dalle sue ceneri nascono due nuove società, il Football Club Latina e la Virtus Latina che ripartono dalle serie dilettantistiche, fino al 2009, quando si fondono nella Unione Sportiva Latina Calcio Società Sportiva Dilettantistica s.r.l., che riparte dalla Serie D, ma nel 2010 è ripescata in Lega Pro. Con l’ultimo cambio di denominazione in Unione Sportiva Latina Calcio srl, comincia la risalita che culmina, nel 2013, con la storica promozione in B. Grande risultato alla prima stagione, giocata ad altissimo livello, con, addirittura, la sconfitta in finale play off. Quindi, dopo aver sfiorato la A, due salvezze relativamente tranquille. Fino alla stagione attuale, che parte, però, sotto il peso di pesanti problemi societari. Nella prima parte della stagione la squadra non si comporta neppure male, attestandosi sulla metà classifica grazie ad un numero altissimo di pareggi e poche sconfitte (al termine del girone d’andata è la squadra con meno sconfitte all’attivo). Poi, però la serenità va pian piano scemando, i problemi fuori dal campo si fanno sempre più grossi, nonostante l’impegno della Lega B a trovare un nuovo acquirente, che arriverà solo ad aprile 2017, con la società già dichiarata fallita. La squadra scende in classifica e, a complicare le cose, arrivano i punti di penalizzazione, ultimi dei quali, quelli di questa settimana, che hanno portato il totale a 7, impedendo qualsiasi possibilità di recupero. I nerazzurri lasciano, comunque, il campionato a testa alta. A loro i migliori auguri per un pronto ritorno in serie cadetta.

Image and video hosting by TinyPic

… E PISA – L’altro verdetto, alla fine dell’ultima giornata (in tutti i sensi, dato che è arrivata a termine del posticipo del lunedì), è stata la retrocessione diretta del Pisa, l’altra squadra nerazzurra della serie cadetta. In questo caso le avvisaglie sono arrivate molto prima rispetto alla squadra laziale, forse addirittura prima dell’inizio del campionato stesso. Il Pisa è arrivato alla soglia del torneo con problemi societari pesantissimi e, forse, la logica avrebbe voluto che al campionato non fosse neppure iscritto. Invece è partito lo stesso, quasi una scommessa dello stesso Abodi che, fin dal primo giorno si è impegnato a risolverne i problemi societari cercando un nuovo acquirente. Le cose hanno cominciato ad andare per le lunghe e, nel frattempo, i problemi non si sono fatti attendere: campionato cominciato con una giornata di ritardo, problemi nel pagamento degli stipendi, mancato saldo a ditte impegnate nei lavori allo Stadio, al punto da pregiudicarne l’agibilità, mancato saldo di bollette, con conseguente taglio della luce e, soprattutto, una rabbia montante in città, con i tifosi apertamente schierati contro la vecchia dirigenza e pronti a tutto pur di far cambiare le cose, anche a bloccare il regolare svolgersi delle gare. Paradossalmente questa fase ha coinciso con il momento migliore della squadra, che, compattandosi attorno al proprio allenatore e isolandosi dal mondo esterno, con grinta e professionalità, ha compensato i problemi ed inanellato risultati positivi, al punto da trovarsi in lotta in piena zona play off. Poi, però, le magagne accumulate nel tempo si sono fatte sentire e la classifica ha cominciato a farsi un po’ meno bella. Esattamente un girone fa, a ridosso delle penultima giornata, è arrivata quella che poteva sembrare la svolta: il cambio di società, accolto con grande entusiasmo dall’intera città, che ha cominciato a vedere nuove prospettive. Il cambio a ridosso del mercato invernale ha permesso di provare anche a rinforzare la squadra. Ma le cose non sono andate come sperato. Ancor più paradossalmente, una volta terminati i problemi extracalcistici la squadra ha perso quello smalto che aveva nei mesi di difficoltà. Così pian piano le cose sono andate peggiorando: i risultati sono arrivati con difficoltà, i nuovi acquisti hanno reso meno delle aspettative e, soprattutto, sono arrivati i punti di penalizzazione. Così è arrivata, pian piano, la zona salvezza e, sabato, dopo la sconfitta interna col Cittadella, la matematica retrocessione. Ora, però, almeno, la società potrà ripartire con una programmazione seria dall’inizio, in un ambiente stimolante che, nonostante le difficoltà, non ha mai fatto mancare il proprio supporto. Con queste premesse il ritorno repentino in serie cadetta non è un’utopia. E questo è l’augurio che arriva anche da questa rubrica.

Image and video hosting by TinyPic

CASTORINA PER IL FIUME – L’appropinquarsi della fine del campionato non è stato sufficiente a scongiurare un cambio di panchina, visto che, al termine del 39° turno è stato esonerato il tecnico dell’Entella Breda, cui è stata fatale la sconfitta di Trapani e il conseguente deciso allontanamento dalla zona play off. E dire che la stagione dei liguri era stata più che positiva per i tre quarti del torneo, con la squadra, dopo una prima fase in cui aveva anche sfiorato le prime posizioni della classifica, che si era attestata in piena lotta per i posti play off. Esprimendo il secondo miglior cannoniere del torneo, Caputo, a lungo la squadra chiavarese era stata tra quelle che esprimevano il gioco migliore del torneo, con una difesa forte e un attacco spumeggiante, che sembrava poter trovare un’ulteriore potenziamento con l’arrivo di Catellani durante il mercato invernale. Invece le cose si sono andate pian piano assestando con la mediocrità che ha caratterizzato praticamente tutte le squadre coinvolte nella lotta per i play off, con risultati discontinui e poca concretezza, che, nel caso dell’Entella, si è andata addirittura aggravando con il passare delle giornate, al punto che la squadra di Breda ha cominciato a stazionare più fuori che dentro la zona spareggi. Fino agli ultimi risultati che, messi in sequenza, non solo hanno reso sempre più sporadico il rientro, ma, addirittura, nelle ultime giornate ne hanno determinato l’allontanamento talmente deciso da risultare quasi definitivo. Fatale a Breda, additato inizialmente come uno dei migliori tecnici della stagione, la sconfitta di Trapani. Al suo posto è stato chiamato il tecnico delle giovanili Castorina. Giampaolo Castorina è un ex calciatore classe ’76, difensore, cresciuto nelle giovanili del Milan, ma con una carriera, dipanatasi nelle serie minori con le maglie di Lodigiani, Ancona, Arezzo, Carrarese, Sudtirol, Nocerina e Forte dei Marmi e due picchi, tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000, in B con le maglie di Siena e Monza. L’Entella è stata la sua ultima squadra prima di appendere le scarpette al chiodo, nel 2010 ed anche quella dove ha cominciato la sua nuova carriera di allenatore, prima come vice di Bacci e poi come tecnico di Giovanissimi e Allievi, fino alla Primavera che allenava dal 2015. Quindi la promozione in prima squadra per provare a salvare il salvabile, provando un difficile rientro in corsa. Ma le cose non sono cominciate nel migliore dei modi, essendo arrivata la sconfitta interna col Verona che, probabilmente, ha affossato definitivamente le speranze di play off. Insomma, all’Entella, società che deriva il suo nome dal fiume che attraversa la città di Chiavari, il Castorina non ha trovato l’ambiente migliore…

Image and video hosting by TinyPic

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 41^ GIORNATA – Ad un passo dalla fine. Mancano 180′ alla fine della stagione regolare e si cominciano a tirare le somme. Intanto tutto è pronto per il penultimo turno del girone di ritorno, che si disputerà con un format diverso dal consueto, con 9 partite sabato alle 15 e due posticipi, uno sempre sabato, alle 18 e uno domenica alle 15. Riflettori puntati soprattutto su 3 incontri da cui potrebbero uscire altrettanti verdetti: quello del Liberati, dove la Spal cercherà di sfruttare il terzo match point a sua disposizione per agganciare la tanto agognata promozione diretta, ma per farlo dovrà vincere le resistenze di una Ternana di ottimo umore dopo la vittoria nello scontro diretto che le ha permesso l’aggancio ai play out, con grandi motivazioni per conservarli, soprattutto giocandosela in casa, dove con Liverani il rendimento è altissimo (secco 4-0 all’andata per i padroni di casa); quello di Benevento, dove i padroni di casa cercano di salvare i play off battendo, nello scontro diretto, proprio quel Frosinone che rappresenta la lepre da fermare (facendo, così, un favore anche alla suddetta Spal; 3-2 per i ciociari all’andata) e quello del Tombolato dove si scontrano le speranze di play off dei padroni di casa del Cittadella e quelle di salvezza del Vicenza, che, in caso di sconfitta e di una coincidenza di altri risultati, potrebbe essere la terza squadra a retrocedere direttamente (2-0 al Menti). Intanto, nella speranza che il Benevento permetta la disputa degli spareggi, prosegue la caccia alle posizioni migliori. Il Perugia va a far visita al già retrocesso Latina, che, però, sabato ha dimostrato di volersene andare a testa alta e, quindi, non lascerà strada libera ai grifoni (1-1 all’andata); il Carpi incrocia la sua strada con la voglia di A del Verona, nel non semplice incontro del Bentegodi, che, in caso di sconfitta del Frosinone, potrebbe rivelare il nome anche della seconda promossa direttamente (1-1 al Cabassi); lo Spezia cerca di mantenere la posizione e respingere l’attacco delle dirette inseguitrici nel sentitissimo derby casalingo con il già retrocesso Pisa, che, però, avrà tutto l’interesse a rompere le uova nel paniere agli odiati avversari (0-0 all’andata); il Novara prova a rientrare in corsa affossando definitivamente le ultime speranze dell’Entella nello scontro diretto del Piola (4-1 per i liguri all’andata); nel posticipo di domenica anche il Bari prova ad agganciare l’ultimo posto disponibile nel match del San Nicola contro un Ascoli alla disperata ricerca di punti per non farsi coinvolgere nella zona play out (1-1 al del Duca); la Salernitana prova a non spegnere il pur flebile lumicino della speranza, affrontando in casa un Avellino nelle medesime condizioni dell’Ascoli in un derby campano per nulla scontato (3-2 per i  lupi all’andata). Per la caccia alla salvezza, oltre alle squadre coinvolte nei match suddetti, anche il Brescia cerca di non farsi risucchiare dai play out, ad appena 2 punti di distanza, nel match del Piola contro una Pro Vercelli che cerca i punti per la matematica tranquillità (2-1 al Rigamonti), mentre il Trapani prova la fuga proprio da quella zona, approfittando del passo falso di una delle tre squadre che lo precedono, nell’incontro del Provinciale contro un Cesena ad un passo dalla salvezza matematica (3-1 per i romagnoli all’andata).

Image and video hosting by TinyPic

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.