A tutta B (seconda parte): il ritorno a Spal…le larghe, l’arrivederci al Vicenza e B Ready per la 42^ con la caccia agli ultimi verdetti

Semplici

RITORNO A SPAL…LE LARGHE – Terzo verdetto emesso dal campionato è stato quello più importante e, ovviamente, il più sorprendente. O meglio, il più sorprendente se pensato ad inizio campionato, visto che, ormai, da diversi mesi era chiaro come sarebbe andata a finire. Sì perché la Spal è tornata in Serie A e l’ha fatto in modo meritato ed autoritario, con i risultati e il bel gioco. Il tutto, rigorosamente, da neopromossa, partita solo per ben figurare nel suo campionato di ritorno in B. Nella sua ultracentenaria storia, la Spal ha già conosciuto la massima serie, a cui ha già partecipato per 21 volte. Fondata nel 1907 come circolo religioso-culturale che alterna attività artistiche e sportive, i cui colori, il bianco e l’azzurro, derivano dallo stemma dei Salesiani, la Spal, acronimo di Società Polisportiva Ars et Labor, comincia la sua attività calcistica ufficiale solo nel 1919, partendo dal girone emiliano di Promozione ed ottenendo subito l’accesso alla Prima Categoria, la massima serie del tempo, dove resta fino al 1925 quando viene retrocessa in Seconda Divisione. Con la riorganizzazione dei campionati, nel 1933 viene ammessa alla neonata Serie B, dove resta fino al 1936, quando c’è la prima retrocessione in C, contestualmente alla quale cambia denominazione in Associazione Calcio Ferrara. Nel 1945 ritorna ad essere Spal e, con la riorganizzazione dopo il conflitto bellico, viene inserita in B. Nel 1951 c’è la vittoria del campionato e il primo accesso alla Serie A a girone unico. Qui resta tra alterne fortune, tra cui spicca il 5° posto del 1960, fino al 1964, quando retrocede fugacemente in B, per ritornare subito in massima serie e rimanervi fino al 1968. Quella rappresenta l’ultima apparizione in A dei ferraresi fino alla promozione di quest’anno. In mezzo un alternarsi tra B, C1 e C2, fino al 1993, quando la Spal abbandona anche la B per un lungo peiodo, un primo fallimento nel 2005, dopo cui, attraverso il Lodo Petrucci, riparte dalla C2 come Spal 1907, e un secondo nel 2012 che la costringe a ripartire dalla Serie D, punto più basso della sua storia, come Real Spal. A luglio 2013 si fonde con la Giacomense, che milita in Lega Pro Seconda Divisione, da cui, quindi, riparte come Spal 2013, l’attuale denominazione. Da lì comincia la risalita: ammessa alla Lega Pro unica nel 2014, ha vinto il campionato la scorsa stagione ottenendo il ritorno in B dopo 23 anni. Partita, come si diceva, con lo scopo di ben figurare da neopromossa, presto diventa una realtà forte del campionato cadetto che lotta nelle posizioni di rilievo della classifica, fino ad arrivare alla lotta per la promozione diretta. Arriva ad agganciare la testa della classifica, ma la sconfitta nello scontro diretto col Frosinone sembra poterla ridimensionare. E. invece, proseguendo in un lavoro costante fatto della grande qualità di gioco che un allenatore come Semplici (foto di copertina) è riuscito a darle, ha presto riconquistato la testa della classifica e non l’ha più mollata fino alla promozione matematica di sabato nonostante la sconfitta di Terni. Così, dopo 49 anni, la Spal è tornata in Serie A, dove non vuol fare la semplice comparsa o la vittima predestinata. Alla squadra di Ferrara i nostri complimenti e i migliori auguri per un ritorno da ricordare.

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ARRIVEDERCI VICENZA – Nella serata di sabato è arrivato anche il quarto verdetto della serie cadetta, ovvero la retrocessione diretta del Vicenza, che segue quelle di Latina e Pisa. Pur essendoci 3 punti tra la squadra veneta e il Trapani, che occupa l’ultimo posto play out, che potrebbero essere colmati all’ultima giornata, e la completa parità negli scontri diretti con i siciliani, a condannare i biancorossi è arrivata la differenza reti, troppo sfavorevole, -9 a -18. Così la squadra veneta torna in Lega Pro a tre stagioni dal ripescaggio in B. Il Vicenza è una delle squadre storiche del Campionato Italiano, la cui maglia è stata vestita da giocatori del calibro di Paolo Rossi e Roberto Baggio, cui la terza serie sta sicuramente stretta. Fondata nel 1902, nella sua storia ha conosciuto tanta Serie A, dove ha militato per addirittura 30 stagioni, di cui 20 censecutive tra il 1954 e il 1975. Dopo un’altra breve parentesi a fine anni ’70, il ritorno in massima serie corrisponde con l’epopea di Guidolin, che nel ’95 riporta la squadra in A, mostra uno dei calci più belli e spumeggianti della massima serie, vince una Coppa Italia (1997) e arriva ad una semifinale di Coppa delle Coppe. Dal 2001 non milita più sul gradino più alto del calcio italiano. In mezzo tanta B e anche periodi più bui, come quello tra i primi anni ’80 e primi ’90 in cui milita quasi costantemente in C e si vede revocare una promozione in A per illecito sportivo. Dall’inizio del 2000 ha assestato la sua militanza nella Serie B, a parte una fugace apparizione in Lega Pro nella stagione 13/14, da cui viene ripescata dopo il fallimento del Siena. Poi le ultime 3 stagioni consecutive, in cui si è passati dalla sconfitta in finale play off della stagione 14/15 alla retrocessione attuale. E dire che la stagione non sembrava destinata a questo pessimo epilogo. Piuttosto deficitaria, è vero, fin dall’inizio con Lerda sulla panchina, sembrava aver trovato una sua quadratura con Bisoli, che, addirittura, a ridosso del girone di ritorno, con una serie di risultati ottimali e consecutivi, aveva portato i veneti vicino, persino, alla zona play off. Poi, invece, è ricominciato un lento declino, cui l’ex giocatore di Cagliari e Perugia non è riuscito più a mettere un argine, fino all’esonero alla 36^. L’arrivo di Torrente sembrava poter dare nuova linfa, e, invece, con una giornata di anticipo, è arrivata la retrocessione matematica in Lega Pro. Come detto, la terza serie non è l’ambiente adatto ad una società storica del calcio italiano, quindi al Vicenza vanno i nostri auguri di un pronto ritorno alle serie che le competono.

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B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 42^ E ULTIMA GIORNATA – E così si è giunti all’ultimo turno del campionato cadetto 16/17. Diverse le cose ancora da decidere con gli ultimi 3 punti a disposizione: una squadra che venga promossa direttamente, le squadre che parteciperanno ai play off e la loro disposizione e le due squadre che cercheranno la salvezza attraverso i play out. Tutto da decidersi giovedì sera alle 20.30 in rigorosa contemporaneità. La sfida per l’ultimo posto valido per la promozione diretta si dividerà tra i campi di Cesena, dove i padroni di casa, ormai salvi, aspettano il Verona (secco 3-0 al Bentegodi), e Frosinone, dove gli uomini di Marino ricevono una Pro Vercelli altrettanto tranquilla (sorprendente 2-0 per i piemontesi al Piola). Sulla carta più facile l’impegno per i ciociari rispetto ad un Verona che potrebbe trovare un Cesena voglioso di salutare al meglio il proprio pubblico. Detto che tra Frosinone e Verona uscirà anche la squadra terza in classifica, la caccia al quarto posto, altro piazzamento che consente di saltare il turno preliminare dei play off, vedrà coinvolte tre partite con situazioni ben diverse: il Cittadella, quello messo meglio finora, cercherà di conservare la posizione acquisita nella trasferta di Chiavari in casa di un Entella che ha già finito il campionato (2-1 al Tombolato); il Benevento, dopo aver salvato i play off, si vorrà premiare cercando di scavalcare i veneti nella trasferta di Pisa, in casa di una squadra nerazzurra che, seppur già retrocessa, ha già dimostrato di non voler fare da sparring partner e che vorrà salutare la B nel migliore dei modi (1-0 all’andata); il Perugia tenterà di fare lo stesso, ma impegnata in un non facile match interno contro una Salernitana che coltiva ancora speranze di aggancio ai play off (2-1 in casa dei campani all’andata). Per quello che concerne, invece, la vera e propria partecipazione agli spareggi, le partite da seguire saranno due: un emozionante scontro diretto tra Carpi e Novara, con i padroni di casa che cercheranno di respingere l’attacco dei piemontesi alla loro posizione (2-1 al Piola), e il match tra un Vicenza già retrocesso, ma voglioso di lasciare con onore, di fronte al proprio pubblico, la B, e lo Spezia, un po’ deluso dopo un derby col Pisa che avrebbe potuto chiudere le preoccupazioni in anticipo (0-0 al Picco). Tre i campi, invece, dove si lotterà per la salvezza: la Ternana andrà a cercare di tenersi fuori dalla mischia sul campo di un Ascoli già tranquillo (vittoria marchigiana per 1-0 al Liberati); l’Avellino proverà a scavalcare proprio gli umbri nel match casalingo contro un Latina già retrocesso, ma che ha dimostrato di voler rendere la vita difficile a tutti (0-0 all’andata); il Trapani prova l’impossibile nello scontro diretto al Rigamonti con il Brescia che la sopravanza di 3 punti (0-0 al Provinciale). Ultima partita in programma, priva di qualsiasi significato di classifica, ma che sarà più che altro una passerella, Spal-Bari tra due squadre che, per diversi motivi, hanno già chiuso il loro campionato (1-1 al San Nicola).

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