Dopo Torino-Napoli 0-5: partenopei smaglianti, granata sconcertanti…ed ora gli ex-amici del Genoa

Sasha Mihajlovic, allenatore del Torino (Immagine Mamefeed)
Sasha Mihajlovic, allenatore del Torino (Immagine Mamefeed)

TORINO – Dopo la scoppola patita in casa dal Napoli, il Toro si lecca le ferite e prepara un match che ha poco da dire per la classifica ma è carico di emozioni: domenica al “Grande Torino” arriva il Genoa. Un’altra “nobile decaduta”, ma soprattutto un’ex squadra amica fino al “divorzio” di sei anni fa, quando un gol di Milito condannò i granata alla Serie B ed un’esultanza dei tifosi rossoblu non venne ben vista dalla controparte granata, portando alla rottura di uno storico gemellaggio.

IL GIOCO DEL NAPOLI – Il Napoli non vincerà il campionato, forse non centrerà neanche il secondo posto (la Roma non molla); finirà il campionato con “zero tituli” per dirla come Mourinho…eppure la bellezza del suo gioco è sotto gli occhi di tutti. Da questo punto di vista, i ragazzi di Sarri hanno fatto meglio di chiunque altro in questa stagione. Contro il Toro, poi, hanno fatto vedere quello riesce loro meglio: contropiede, grande velocità, doti tecniche, possibilità di mandare a rete persone diverse (quattro giocatori sopra le dieci reti in campionato quest’anno: Mertens 25, Insigne 16, Callejon 14, Hamsik 11). I limiti difensivi dei granata, poi, hanno ulteriormente esaltato queste caratteristiche.

TORO: UNA DIFESA COSÌ NON REGGE… – Riguardo al Toro, si potrebbe dire “è troppo brutto per essere vero”. In effetti è così: i ragazzi di Mihajlovic valgono ben di più, pur avendo disputato un campionato al di sotto delle aspettative. Già la prova di una settimana prima nel derby, ad esempio, è stata di tutt’altro spessore. Le lacune della difesa, però, sono davvero gravi; al di là dei meriti dell’attacco partenopeo, la coppia di centrali Rossettini-Carlao ha mostrato tutti i suoi limiti, soprattutto nella capacità di fermare attaccanti veloci come Mertens e Insigne. D’altra parte, 61 gol subiti e 19 partite consecutive prendendone almeno uno danno subito l’idea del punto debole dei granata di quest’anno…

…E L’ATTACCO HA BISOGNO DI BELOTTI – Al di là della serata da incubo della difesa, anche il resto della squadra ha sbagliato completamente approccio alla partita: a parte un po’ Baselli, nessuno dei ragazzi di Mihajlovic è sembrato salvabile nel match di domenica. Colpisce peraltro il periodo no di Belotti; il suo impegno non si discute mai e la sua resta una stagione da incorniciare, ma il periodo all’asciutto potrebbe costargli quel titolo da capocannoniere per cui è ancora in corsa. Tanti auguri al Gallo, senza dimenticare che anche la Nazionale di Ventura ne ha un grande bisogno.

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