A tutta B: verdetti e sorprese, l’uomo del sud, la scala verso la A, la favola senza lieto fine e B Ready per i preliminari

VERDETTI E SORPRESE – Appassionante ultima giornata per il campionato cadetto che ha emesso, così, tutti i suoi verdetti. Innanzi tutto il più importante: la squadra che seguirà la Spal in Serie A è il Verona cui basta il pareggio a reti bianche sul campo del Cesena per vincere la sfida a distanza col Frosinone. Infatti, nonostante la vittoria degli uomini di Marino sulla Pro Vercelli, e il conseguente approdo a pari punti, a condannare i ciociari sono arrivati gli scontri diretti, a favore dei veneti per un solo gol. L’altra notizia attesa era se si sarebbero giocati i play off, e la risposta è stata sì, nonostante per un lungo periodo nel primo tempo, per una coincidenza di risultati, la vittoria del Frosinone stava nuovamente affossandone la disputa. Non si faranno grazie al Cittadella, che va a farsi travolgere a Chiavari da un Entella che non aveva più nulla da chiedere al campionato se non salutare nel migliore dei modi i propri tifosi e l’ha fatto, regalando la prima vittoria a Castorina, con i veneti che, così, invece, buttano al vento anche la possibilità di saltare il preliminare. A salvare gli spareggi, invece, portando il limite a 9 punti, sono stati il Perugia, vittorioso in rimonta, e con brivido finale, su una coriacea Salernitana, e il Benevento, che dopo un’iniziale impasse, travolge a domicilio il già retrocesso Pisa. Assieme a loro faranno i play off il Carpi, che vince lo scontro diretto col Novara, respingendone ogni residua speranza di spareggio (già comunque affossata anche dal risultato del Frosinone che avrebbe posto i piemontesi a più di 14 punti dal terzo posto), e lo Spezia che resta sul limite delle 14 lunghezze grazie alla vittoria di Vicenza, gara funestata per un lungo periodo (9 minuti, recuperati sul finire del primo tempo, cosa che ha complicato non poco il rispetto della contemporaneità) da un assiduo lancio di fumogeni in campo da parte della tifoseria biancorossa in aperta contestazione con la propria squadra. Sorpresa di giornata arriva dalla zona retrocessione: tutti concentrati a sapere se si sarebbero giocati i play off e, invece, a non disputarsi saranno i play out, visto che il Trapani, con la sconfitta maturata nello scontro diretto di Brescia, ha visto diventare 5 i punti di distacco dal quintultimo posto, superando il limite di 4 utile per disputare gli spareggi salvezza, ed è , quindi, retrocesso in modo diretto. Si salvano, invece, oltre al suddetto Brescia, la Ternana, che va a vincere, in rimonta, sul campo dell’Ascoli, e l’Avellino che vince, col medesimo risultato, e con le medesime modalità, il match interno col solito generoso Latina. Infine la Spal saluta la promozione davanti al proprio pubblico con la vittoria, anch’essa in rimonta, col Bari, vincendo, anche, in questo modo, il campionato.

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L’UOMO DEL SUD – Con la stagione regolamentare si chiude anche la classifica marcatori, che vede la vittoria, ormai scontata, del leader incontrastato dei cannonieri della serie cadetta, ovvero Pazzini, che chiude con 23 marcature. Non riesce l’aggancio a Ceravolo che, con il gol del 3-0 del Benevento a Pisa, chiude a quota 20. Sul terzo gradino una coppia, a 18, formata da Antenucci e Caputo, entrambi a secco nell’ultima giornata. Ai piedi del podio Dionisi, fermo a 17, mentre alle sue spalle salgono, a 16, il compagno di squadra Ciofani, con il gol del vantaggio con la Pro Vercelli, e Coda, che realizza la rete del momentaneo vantaggio della Salernitana a Perugia. Fatte le debite menzioni d’onore a Zigoni e Tremolada, unici marcatori multipli di giornata, con il secondo che mette a segno una rete direttamente da calcio d’angolo, la vetrina di questa ultima settimana è dedicata ad un bomber d’esperienza della seria cadetta, che con il suo gol ha consegnato la salvezza sul piatto d’argento alla sua squadra, cancellando lo stress dei play out, ovvero Luigi Castaldo dell’Avellino. Castaldo è un attaccante campano, classe ’82, nato a Giugliano e cresciuto calcisticamente nella Puteolana, con cui esordisce in D nel ’99 e poi sale in C2 l’anno successivo. E’ un uomo del Sud in tutti sensi, o, ancora meglio, un campano vero, visto che tutta la sua carriera si è svolta in questa regione, che, davvero, non riesce ad abbandonare. Giocatore di grande talento, dotato di piedi buoni e grande fantasia, con un’invidiabile vena realizzativa, nella sua carriera avrebbe sicuramente potuto giocare anche in altre squadre al di fuori della sua regione, anche di categoria e caratura superiore. E, invece, non è riuscito mai a staccarsi dalle sue origini anche a costo di ridursi a giocare nelle serie inferiori. Se ne rende conto subito di questa cosa, già nel 2001, quando si trasferisce all’Ancona in B: una stagione e mezzo d’agonia in cui gioca poco e niente e sente la grande nostalgia di casa. Dove fa ritorno di corsa, anche se vuol dire scendere in C2 nuovamente con la Puteolana. Quindi arrivano 4 stagioni alla Juve Stabia tra C1 e C2 (37 gol, miglior marcatore della storia), 3 al Benevento in C1 (23 gol), 2 alla Nocerina, una in Lega Pro e una in B (20 gol equamente distribuiti). Dal 2012 è all’Avellino, che contribuisce a riportare subito in B con 14 reti, militandovi, poi, nelle 4 stagioni successive. Da sempre è un punto di riferimento della squadra irpina, di cui è divenuto il miglior marcatore con 52 gol, anche nei momenti bui, come in questa stagione in cui l’Avellino è stato coinvolto nella lotta per la salvezza (anche a causa dei punti di penalizzazione): quando ormai sembrava scontata la partecipazione dei lupi ai play out, dove avrebbero dovuto giocarsela col Trapani, all’82’ della partita col Latina, sul risultato di 1-1, si è fatto trovare pronto a ribattere da pochi passi dentro l’area, di sinistro, di prima intenzione, un pallone malamente rinviato da un difensore, trasformandolo in un rasoterra che si è insaccato per il definitivo 2-1 che ha regalato la salvezza ai biancoverdi senza gli spareggi. E Castaldo, anche con solo 4 gol segnati in stagione, ne è stato ancora una volta il simbolo.

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UNA SCALA PER LA A – E, alla fine, il verdetto sul secondo posto, quello valido per salire in A direttamente con la Spal, ha arriso al Verona, che, così, dopo appena un anno di purgatorio, come dai più preventivato ad inizio stagione, è tornato in massima serie. Non che questo sia stato semplice e lineare come si auspicava, ma alla fine il risultato è giunto ugualmente. Gli scaligeri, così, tornano in una serie loro congeniale, dove, nella loto ultracentenaria storia, hanno militato, fin qui, per 27 stagioni, anche con risultati ottimi e sorprendenti. Nata nel 1903 per decisione di un gruppo di studenti del Liceo Classico Maffei, come Associazione Calcio Hellas, comincia l’attività calcistica ufficiale solo nel 1910, ammessa alla Prima Categoria, la massima serie del tempo. Qui resta fino al 1929, anno della prime retrocessione in B. Nel ’41 la prima discesa in terza serie, da cui ritorna due anni dopo, per una presenza costante in serie cadetta che si dipana fino al 1968 quando ottiene la prima promozione sul campo alla Serie A. Nel ’74 la prima retrocessione, seguita da una risalita immediata, e nel ’79 la seconda, da cui si riprenderà nel 1982 per cominciare uno dei periodi più belli della sua storia: comincia subito bene con un 4° posto nella stagione 82/83 che non resta un cameo, visto che, nella stagione 84/85 arriva lo storico scudetto guidata da Osvaldo Bagnoli, il Verona di Elkjaer, Briegel e Galderisi, ma ci sono anche le partecipazioni alla Coppa dei campioni (ottavi) e per due volte alla Coppa Uefa (arrivando una volta fino ai quarti). Fino al 1990 quando c’è la nuova retrocessione. Gli anni ’90 sono tutto un alternarsi di A e B. Nei primi anni 2000 la B diventa una costante e, addirittura, nel 2007, perdendo i play out con lo Spezia, arriva la Serie C. La rinascita non è immediata, visto che la B torna solo nel 2011. Ma nel 2013 è già serie A, con un ottimo 10° posto fatto di bel gioco nella stagione 13/14. Pessima la scorsa stagione con la prima vittoria che arriva solo dopo gennaio e una retrocessione annunciata già a metà campionato. All’inizio di questo torneo di B non poteva che partire con i favori del pronostico, seppur guidata da un esordiente della panchina come Pecchia. Le cose sembravano seguire le aspettative all’inizio, con i gialloblu che, dopo un periodo di studio iniziale, prendevano il largo fino a impostare una fuga che sembrava decisiva. Poi, a ridosso di 2 partite in cui gli scaligeri hanno perso incassando ben 9 gol, è cominciato un periodo di crisi che ha fatto crollare ogni certezza. La squadra ha cominciato a stentare, è uscita dalle posizioni di vertice, i risultati sono diventati incostanti e deludenti, i tifosi hanno cominciato a fischiare e la panchina di Pecchia ha cominciato a tremare. Poi i veneti si sono ritrovati nel momento giusto: hanno cominciato ad inanellare risultati positivi e si sono inseriti nelle scaramucce tra Spal e Frosinone, fino ad ottenere una posizione decisiva, confermata fino all’ultima giornata. Il 2-0 nello scontro diretto del Bentegodi è diventato decisivo per superare i ciociari giunti a pari punti, per cui, sul filo di lana, è arrivata la tanto sospirata promozione diretta. Filo conduttore: il ruolo di trascinatore assunto da Pazzini, un lusso per la categoria, laureatosi anche capocannoniere. Ora tutti pronti per il 28° campionato di A della storia, da vivere da protagonista, grazie anche a pezzi interessanti coltivati in questi mesi. Al Verona i nostri complimenti.

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UNA FAVOLA SENZA LIETO FINE – Un po’ inaspettatamente è arrivato anche il sesto verdetto del campionato: tutti concentrati sulla disputa o meno dei play off e, invece, a non disputarsi, alla fine sono stati i play out e una squadra, il Trapani, è retrocesso direttamente. Così c’è stato il finale, negativo, di quella che poteva sembrare un’altra favola scritta dalla compagine siciliana. Fondata nel 1905 come Unione Sportiva Trapanese, polisportiva dedita soprattutto alla ginnastica, la società, tra diversi cambi di denominazione, ha vissuto la sua ultracentenaria storia prevalentemente tra i campi della C, tanta, e quelli dilettantistici, apice verso il basso toccato soprattutto in occasione dei due fallimenti della società, quello del 1990 e quello del 2002, da cui rinasce come Associazione Sportiva Trapani (che cambierà nome nell’attuale Trapani Calcio srl nel 2010). Da lì riparte la rinascita della squadra granata che culmina nella storica promozione in B del 2013. Nelle prime stagioni in serie cadetta, sotto la guida di Boscaglia, ha sempre ben figurato. Poi, la scorsa stagione, con Cosmi in panchina ha scritto una pagina di storia del calcio, con una clamorosa rimonta cominciata nel girone di ritorno che l’ha portata a scalare pian piano la classifica, sfiorare la promozione diretta e pure quella indiretta, venendo sconfitta solo in finale play off dal promosso Pescara. Una cavalcata emozionante, una favola calcistica, che ha appassionato il mondo del calcio, portando Cosmi e la sua squadra sotto i riflettori ben più di altre società di serie superiori. Chiusa la stagione, però, probabilmente, si è spento anche un sogno: nonostante la campagna di rafforzamento e la conferma del sanguigno tecnico perugino, pur partendo con tutti i favori del pronostico, il campionato è cominciato nel peggior modo possibile. Sconfitte su sconfitte, una fragilità tecnica incredibile a cui Cosmi, che subisce anche un aggressione intimidatoria da malviventi, non riesce a trovare un bandolo, le posizioni in classifica che si fanno sempre peggiori: questo è lo scenario con cui si trovano a convivere gli increduli tifosi siciliani. Il Trapani latita nelle ultime posizioni e, quando arriva la fine del girone d’andata, con appena 13 punti in classifica, la retrocessione diretta sembra già scontata. E, invece, con un nuovo tecnico in panchina, l’esperto Calori, sembra partire una nuova favola: i granata cominciano un lento risalire in classifica che li porta prima a ridurre il distacco dalla penultima, quindi a raggiungere la terzultima, poi ad approdare alla zona play out e, per un attimo, perfino a toccare la zona salvezza. Sembra davvero di rivivere, in tono minore, la cavalcata della stagione precedente. Ma un tarlo, probabilmente, c’è comunque: verso la fine i risultati tornano a farsi deficitari e i siciliani tornano a scendere nuovamente in classifica. La sconfitta nello scontro diretto con la Ternana assesta un primo forte colpo che sembra condannare gli uomini di Calori alla disputa dei play out. Ma all’ultima giornata il sogno si trasforma in incubo, con la sconfitta nello scontro diretto di Brescia e la contemporanea vittoria di tutte le altre avversarie, che pone la distanza con quintultimo posto oltre i 4 punti consentiti per la disputa dei play out. Così, 4 stagioni dopo l’approdo in B, arriva il ritorno in quarta serie. Al Trapani i migliori auguri di un pronto riscatto.

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B READY, PER ESSERE PRONTI AL TURNO PRELIMINARE DEI PLAY OFF – Tutto finito e deciso, ma testa già indirizzata al tour de force dei play off, che, nel giro di due settimane, ci darà il nome della terza promossa in Serie A. Si parte con il turno preliminare a partita unica, in casa della squadra meglio classificata, che avrà anche il vantaggio della classifica da far valere nel caso in cui la parità tra le due squadre permanesse oltre i supplementari. Si parte lunedì 22 con l’incontro al Tombolato tra Cittadella e Carpi. I veneti, con lo status di neopromossa, sono partiti alla grande infilando un filotto di vittorie consecutive, poi, dopo una fisiologica flessione, hanno, comunque, proseguito un campionato all’insegna della lotta d’alta classifica, gravitando costantemente nelle posizioni play off. Dopo aver contribuito al salvataggio dei play off, riducendo il gap con il Frosinone al terzo posto, all’ultima giornata, con la sconfitta di Chiavari, hanno buttato alle ortiche la possibilità di saltare proprio il turno preliminare. Gli emiliani, invece, giunti da decaduta dalla A, hanno disputato un campionato un po’ al di sotto delle aspettative, di quelle che sembravano scontate per una squadra scesa dalla massima serie con il famoso paracadute. Invece il campionato del Carpi è stato un torneo fatto di risultati poco convincenti che hanno tenuto a lungo gli uomini di Castori fuori dai posti che contano, salvo accelerare proprio sul finale, così da assicurarsi un posto sicuro. Il precedente in stagione, al Tombolato, tra le due squadre, giocato alla 16^ di ritorno, il 22 aprile, si è chiuso con un netto 4-1 per i padroni di casa. All’andata, al Cabassi, si imposero gli emiliani per 2-0. Chi vince affronterà il Frosinone, con andata in casa il 26. Martedì 23, invece, al Ciro Vigorito, il Benevento ospita lo Spezia. Campionato strabiliante delle streghe, non solo neopromosse, ma debuttanti assolute nel campionato cadetto, dove hanno figurato benissimo fin dall’inizio. Campionato d’alta classifica fin dalla prime battute, portato, tra alti e bassi fisiologici, fino alla fine, momento in cui ha contribuito in modo determinante, prima alla promozione diretta della Spal e, poi, al salvataggio dei play off, esprimendo anche il secondo miglior cannoniere del campionato, Ceravolo. Lo Spezia, invece, arriva ai play off da ottava in classifica, alla fine di un campionato travagliato, fatto di tanti bassi e pochi alti con una cronica asfissia dal punto di vista realizzativo, fino alla fine con il rischio di non parteciparvi, prima perché fuori dagli 8, poi perché oltre i 14 punti. La vittoria non senza difficoltà (più che altro per la grande difficoltà a realizzare il raddoppio) col Vicenza ha consentito di portare a compimento quello che è diventato un record per la categoria: gli aquilotti hanno raggiunto la testa della classifica delle partecipazioni ai play off, raggiungendo il Brescia a 4, con la caratteristica, però, di essere l’unica squadra ad averle messe in fila consecutivamente. Netta la prevalenza dei campani sui liguri in corso di campionato: 1-0 al Vigorito e anche un netto 3-1 al Picco. Chi vince affronterà il Perugia, con andata in casa il 27.

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