A tutta B: la sorpresa e la conferma, l’eroe dei due mondi, la differenza di una lettera, chi di gol fantasma perisce e B Ready per le semifinali

UNA SORPRESA E UNA CONFERMA – Partenza col botto per i preliminari dei play off del campionato di B. Si è partito subito forte con una sorpresa e una conferma, concetto che ha una doppia chiave di lettura: guardando la classifica la sorpresa arriva dal Tombolato dove il Carpi abbatte il fattore campo e la differenza di classifica e sconfigge il Cittadella, mentre la conferma si ha al Vigorito, dove il Benevento fa valere il suo quarto posto e la partita giocata di fronte al suo pubblico per proseguire il suo cammino; ma se si guarda, invece, prospettive e pronostici di inizio campionato, le cose si ribaltano diametralmente, con la sorpresa Benevento che, da assoluta debuttante, arriva a giocarsi la semifinale play off superando il quotato Spezia al suo quarto play off consecutivo, mentre dall’altra parte la appena retrocessa dalla A Carpi conferma il suo ruolo di favorita d’obbligo al ritorno in massima serie sconfiggendo il neopromosso Cittadella. Partite che si sono chiuse col medesimo risultato e pure con la medesima dinamica nella sequenza dei gol. Lunedì sera al Tombolato i padroni di casa, anche guardando il cammino in campionato, partivano con i favori del pronostico. E già dopo 17″ sembravano poter confermare il trend, andando vicini al vantaggio con Arrighini che metteva a lato da pochi passi. Poi il primo tempo proseguiva con una fase di studio tra le due squadre, che si succedevano nelle occasioni, finché non erano gli ospiti a dare l’impressione di prendere le redini della partita, aumentando la pressione offensiva. Eppure per il gol si doveva aspettare la prodezza balistica al 33′ di Lollo, che, con un tiro dai 50 metri, insaccava il vantaggio degli emiliani. Tra la fine del primo e l’inizio del secondo gli uomini di Castori legittimavano il vantaggio con diverse occasioni, tra cui una clamorosa ad inizio secondo tempo, in cui Alfonso, con un intervento in due tempi, letteralmente strappava il pallone dalla linea di porta mentre stava per entrare. Al 65′ la legittimazione di questa predominanza arrivava: da una discesa sulla sinistra di Letizia nasceva il rasoterra che, dopo una spizzata di Lasagna che mandava fuori tempo il difensore, consentiva a Mbakogu di insaccare, di piatto, il 2-0 parziale (foto di copertina). Anche se la cosa poteva tagliare le gambe dei padroni di casa, a riaprire i giochi arrivava, 1′ dopo, il gol di Iunco, appena entrato, di testa, su cross al volo dalla sinistra di Valzania. E gli stessi veneti andavano vicini al 2-2 che avrebbe portato la partita ai supplementari, ad 11′ dalla fine, con Belec che salvava la sua porta con un doppio intervento miracoloso su Valzania prima e Iori poi. Ma gli uomini di Castori riuscivano, con fatica, a portare il 2-1 alla fine qualificandosi per la semifinale col Perugia. Ieri sera al Vigorito è andata in scena la partita tra il Benevento e lo Spezia, con i campani favoriti d’obbligo per posizione di classifica e ruolino rispetto ai liguri, battuti in entrambe le sfide stagionali. Gli uomini di Di Carlo sono sembrati partir meglio, con una buona tenuta di campo e il gol sfiorato con Vignali. Poi, però, quando il Benevento ha cominciato a ritrovarsi, sono arrivati i 5′ che hanno cambiato letteralmente la partita: si è partiti con un gol fantasma, con Chichizola che, in presa altra su cross di Lopez è arretrato troppo e ha dato l’impressione di portarsi dentro il pallone; ancora presi dalle proteste e dalle emozioni scaturite dall’episodio che, al 21′ è arrivato il rigore provocato da Djokovic, che non si è avveduto dell’arrivo di un avversario e, nel tentativo di rinviare, lo ha steso, con Chichizola, che, però, ha vanificato il tiro di Ceravolo, distendendosi alla sua destra per deviare in angolo; neppure il tempo, però, per i liguri di godersi il gesto tecnico e lo scampato pericolo, che, dopo 1′, da cross di Viola,  è arrivato il colpo di testa di Ceravolo che ha portato in vantaggio i padroni di casa; appena 2′ Puscas ha ripagato la fiducia di Baroni tagliando le gambe agli aquilotti con un bel gol da fuori area che ha instradato la partita in modo deciso. Gli uomini di Di Carlo sono sembrati uscire colpiti dal secco uno due e non hanno saputo offrire una controreazione adeguata, fino alla ripresa, quando sono entrati in campo con piglio diverso, prendendo in mano redini di gioco e fase offensiva, riducendo al minimo i rischi e andando vicini al gol in più di un occasione. Gol che è arrivato al 24′ della ripresa con il redivivo Nenè che ha sfruttato un’incertezza di Cragno con un bel tiro da fuori area. A questo punto la squadra aquilotta ha riversato tutto il suo entusiasmo nella ricerca del pareggio, ma due episodi le hanno tagliato le gambe: il rigore, netto, non fischiato a Fabbrini a 15′ dalla fine e l’espulsione rimediata, per seconda ammonizione, da Vignali, appena 3′ dopo. Più facile per i padroni di casa, a quel punto, controllare il vantaggio, anche se i bianchi non hanno mollato fino alla fine. In pieno recupero Chichizola ha tolto dai piedi a Chibsah il gol del 3-1, quindi è arrivato il fischio che ha consegnato le streghe alla storia.

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Tutta la disperazione del Cittadella a fine partita

L’EROE DEI DUE MONDI – Tra i protagonisti dei due match preliminari c’è un giocatore che, seppur non essendo un bomber di professione, ha realizzato, probabilmente, il gol più bello di questa prima fase, consentendo, tra l’altro, alla sua squadra di conquistare l’accesso alla semifinale, ovvero Lorenzo Lollo del Carpi. Lollo è un centrocampista classe ’90, nato a Carrara, ma cresciuto calcisticamente nelle giovanili di Spezia e, dopo il fallimento della squadra aquilotta nel 2007, Fiorentina. Il suo esordio tra i professionisti, però, lo fa con la maglia bianconera dei liguri, dove ritorna nel 2009, in Lega Pro Seconda Divisione. Con la squadra di Volpi vive tutta l’epopea della risalita dalle serie inferiori fino alla B, raggiunta nel 2012. Centrocampista fisico, bravo sia nella fase di interdizione che in quella di costruzione, dotato di un buon tiro da fuori, presto diventa un beniamino della Curva bianconera, anche per la sue doti di impegno e abnegazione. E’ uno dei pochissimi a salvarsi dalla rivoluzione che la società fa nella rosa all’approdo in B, quindi gioca con gli aquilotti anche una stagione intera in serie cadetta segnando pure il suo primo gol tra i professionisti. Sarebbe tra i confermati anche per la stagione successiva, la 2013/14, ma si rende conto, durante il ritiro estivo, di non essere una delle prime scelte del nuovo tecnico Stroppa, quindi chiede di essere ceduto, e va in prestito con diritto di riscatto a Carpi. Da allora milita con la squadra emiliana, sua seconda da professionista, con cui ha disputato due campionati di B, contribuendo alla conquista della A nel 2015 con 3 gol, e uno in massima serie dove ha ribadito i 3 gol. Beniamino anche per il tifo emiliano, è rimasto anche al ritorno dei biancorossi in B e in questa stagione ha dato il suo solito apporto, rimanendo uno dei punti fermi della squadra di Castori, pur non segnando nessun gol in stagione regolare. Lunedì ha trovato, però, il momento migliore (e più spettacolare) per mettere a segno la sua prima marcatura stagionale: al 33′ della partita del Tombolato, col risultato ancora sullo 0-0, impegnato in un’azione personale a centrocampo, giunto ai 50 metri non ci pensa due volte e scaglia un tiro dalla lunga distanza che, prendendo la traiettoria giusta, diventa una parabola imprendibile per Alfonso per il momentaneo 1-0.

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CON QUEL NOME LI’ – Questo avvincente turno preliminare non si è fatto mancare neppure il gol giovane, anche questo di un’importanza fondamentale per la sua squadra. Per il suo autore verrebbe da dire che “con quel nome lì” non può essere che destinato a fare grandi cose. In realtà la differenza di una lettera rappresenta un divario incolmabile. Sì perché il buon George Puscas, con tutta la sua predestinazione e bravura, difficilmente ricoprirà le orme di un tal Ferenc Puskas, uno dei migliori giocatori della storia del Calcio. Ma ai tifosi del Benevento, soprattutto ieri sera, questa cosa importa poco. L’importante è che il giovane ventunenne prospetto che veste la maglia della loro squadra contribuisca il giusto ai destini del club giallorosso. E ieri sera l’ha fatto. Attaccante rumeno, nato a Marghita, l’8 aprile 1996, è cresciuto calcisticamente in patria nel Liberty Oradea. Con il Bihor Oradea fa il suo esordio nella seconda serie del campionato romeno nella stagione 12/13, in cui realizza anche i suoi primi due gol. Quindi arriva l’Inter che lo preleva per la sua Primavera, dove, a suon di gol, si mette in mostra come uno dei migliori prospetti della categoria, al punto da meritarsi la chiamata per la prima squadra con cui esordisce in A nella stagione 14/15, mettendo insieme 4 presenze. Ottime doti realizzative, accompagnate, però, ad un carattere non sempre facile, nella successiva va in prestito a Bari, dove in 17 presenze segna 5 gol, compreso uno nel preliminare dei play off contro il Novara. Da questa stagione è in prestito al Benevento dove ha dato un contributo quasi sovrapponibile, con 17 presenze e 4 gol in stagione regolare, cui aggiungere la partecipazione e il gol ai play off. Stavolta, però, il suo gol è stato decisivo ed ha permesso alla sua squadra di passare il turno: al 24′, appena 2′ dopo il vantaggio della sua squadra raggiunto con Ceravolo, ha preso palla al limite ad ha scagliato un pallone che ha colto impreparato Chichizola, andando ad insaccarsi per il 2-0 che i liguri riusciranno solo a dimezzare, contribuendo al passaggio delle streghe in semifinale.

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CHI DI GOL FANTASMA PERISCE… – Mai come in questo ultimo periodo si è reso evidente che anche la B necessiterebbe di un sistema per il rilevamento dei gol segnati, vista la buona quantità di episodi, quasi tutti determinanti, che si sono verificati. Il dibattito è aperto e attualmente se ne fa soprattutto una questione di costi, ma è evidente che, senza una contromisura adeguata, allo stato attuale la possibilità di incidere negativamente su un risultato non rilevando quello che sarebbe lo scopo ultimo di un gioco come il calcio, in un campionato importantissimo come quello cadetto, è estremamente alto. La particolarità di questa stagione è stata che quasi tutti gli episodi più eclatanti hanno visto un unico protagonista: lo Spezia. Per lui ben due episodi nel girone di ritorno: a Brescia, sull’1-0 per gli aquilotti, Granoche ha saltato il portiere ed ha insaccato il pallone con un piatto, ma l’arbitro ha giudicato che l’intervento in scivolata di Untersee, avvenuto quando la palla aveva passato completamente la linea, fosse invece stato decisivo, con le rondinelle che, di lì a poco segneranno l’1-1; a Frosinone, sullo 0-0, ancora Granoche ha scagliato un tiro dal limite che, colpendo la traversa è ricaduto in piena area di porta, per poi rimbalzare fuori, senza però che il gol sia stato convalidato, ed i ciociari, scampato il pericolo, hanno fatto loro la partita per 2-0. Almeno 3 punti lasciati (se non di più) che hanno pesato molto sulla classifica finale dei liguri che si sono qualificati ai play off per il rotto della cuffia e con l’ultimo posto disponibile. Poi, però, proprio in quel preliminare di play off conquistato, ieri sera, il nuovo episodio che l’ha visto protagonista, anche se, almeno stavolta, nel ruolo di colui che ne ha tratto vantaggio: attorno al quarto d’ora, su un cross di Lopez diventato una parabola insidiosa per Chichizola, il portiere argentino afferra il pallone in presa alta, ma prosegue all’indietro sullo slancio, fino a finire contro il palo e a mettere la gambe dentro la porta; l’estremo aquilotto fa di tutto per tenere la palla fuori, ma, restando impigliato nella rete, nel tentativo di riprendere l’equilibrio, nel momento in cui avvicina la palla al petto, pare farle varcare la linea di porta. Episodio non chiarissimo come i due precedenti, ma l’impressione è che stavolta siano i bianconeri ad essere graziati. Poco utile anche la presenza dei giudici di linea, che nei play off hanno lo scopo di dirimere proprio queste controversie, perché la posizione del corpo di Chichizola gli copre sicuramente tutta la visuale. Ma i tifosi aquilotti non hanno potuto neppure appellarsi ad una sorta di compensazione da parte delle divinità calcistiche, visto che di lì a poco sono arrivati i due gol che hanno deciso la partita…

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Quello di Frosinone, il più celebre dei gol fantasma a sfavore dello Spezia

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLE SEMIFINALI PLAY OFF – Decretate le squadre promosse dopo il turno preliminare, la testa è già rivolta alle semifinali, partite che si giocheranno con gare di andata e ritorno (con il vantaggio della squadra meglio classificata in caso di parità anche dopo la disputa dei supplementari), a partire già da venerdì. Il 26 maggio, alle ore 20.30, al Cabassi si gioca l’andata della prima semifinale tra Carpi e Frosinone, sfida che solo un anno fa avveniva sui campi della massima serie. Gli emiliani, dopo un campionato un po’ al di sotto delle attese, con la certezza dei play off raggiunta solo nelle ultime giornate, approdano alla semifinale grazie alla vittoria nel preliminare col Cittadella, in cui hanno sovvertito i favori dati da campo e classifica ai padroni di casa con una prova convincente, che sembra poterli rilanciare nella non semplice sfida con i ciociari, in cui non partono certamente da favoriti. Gli uomini di Marino, invece, arrivano alla semifinale, riposati dall’aver saltato il turno preliminare, dopo un campionato d’altissima classifica, in cui solo per poco non sono stati promossi direttamente. Appena sceso dalla A, anche lui con tanto di paracadute, partiva con i più ovvi favori del pronostico. Dopo una fase iniziale un po’ titubante, ha preso il controllo della situazione, cominciando a macinare punti, fino a assestarsi nelle posizioni più alte, in lotta con Verona e Spal per i primi due posti. La vittoria nello scontro diretto con la Spal e la conquista della testa della classifica conseguente, sembravano essere diventati il viatico per la A, ma un periodo di calo successivo, invece, non solo ha fatto perdere ai ciociari la prima posizione, ma l’hanno fatto scivolare in terza. Fino all’ultimo ha sperato di mettere 10 punti tra sé e le quarta così da ottenere, comunque, la promozione diretta, ma la sconfitta di Benevento ha compromesso i programmi degli uomini di Marino che, ora dovranno riprovarci attraverso la via dei play off. Alla 4^ giornata di campionato, la sfida al Cabassi si chiuse sullo 0-0. Il ritorno si giocherà al Matusa il 29 maggio, sempre alle 20.30. Nella gara di campionato regolare si imposero i ciociari per 1-0. L’altra semifinale mette di fronte Benevento e Perugia, a partire dalla gara d’andata al Vigorito sabato 27 maggio. I campani arrivano dopo una bella stagione d’alta classifica, da assoluta debuttante nella serie cadetta, culminata con il sesto posto in stagione regolare e il turno preliminare da giocare in casa, sfruttato a pieno battendo, come del resto nei due precedenti in serie regolare, lo Spezia. Ora se la giocheranno, alla pari, con il Perugia, giunto in perfetta parità di punti alla fine della stagione regolare. Gli umbri sono stati, a lunghi tratti, una delle squadre con il gioco più bello tra quelle della B, con un campionato d’alta classifica che ha portato loro a sfiorare anche le posizioni migliori. Il calo accusato in corso di stagione e l’uniformazione alla mediocrità vigente tra le squadre in lotta per i play off, ne ha ridimensionato le aspettative, mettendola a rischio, come le altre, perfino di non disputarli per questioni di distacco con la terza. Alla fine, invece, è proprio grazie a lei, che ha portato questo divario a 9 punti, che si sono giocati. E’ una delle più accreditate, dopo il Frosinone, per la promozione, ma non dovrà sottovalutare l’impegno con i giallorossi, giunti, come detto, a pari punti in classifica. Al Vigorito, in stagione regolare, alla 10^ giornata, finì 0-0. Il ritorno è in programma al Curi il 30 maggio alle 20.30. A marzo si imposero nettamente i padroni di casa con un secco 3-1.

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