Inter, la serata surreale fra contestazioni e addii

Palacio

E’ stata la serata degli addii a San Siro: dell’addio a Rodrigo Palacio, a Juan Pablo Carrizo e probabilmente a Ivan Perisic, ma anche e soprattutto a una stagione dannata e psicopatica, come l’Inter, perche’ ormai chiamarla solo pazza e’ riduttivo.

Un’atmosfera surreale quella che si respirava al Meazza ieri sera, stadio mezzo vuoto, o comunque sotto la media, 36.689 spettatori quando a San Siro quest’anno, sponda interista, ne sono entrati mediamente 46.622 a partita.

Un affetto sconfinato e smisurato, al di la’ dei risultati – spesso deludenti- quello dei tifosi nerazzurri, che avrebbero meritato sicuramente una squadra e un atteggiamento migliori, con giocatori che potevano lottare per il terzo posto in classifica e invece si sono arenati, dimostrando prima di tutto poca professionalità e ma anche poco orgoglio, amor proprio, fame di risultati e vittorie.

È vero che le ultime due partite contavano poco e niente, ma la Lazio – squadra ottima, che quest’anno ha reso sopra le aspettative – era ancora in lotta per il quarto posto, e l’Udinese, che per i Nerazzurri e’ sempre stata un osso duro, aveva la testa sgombra quanto l’Inter, eppure i ragazzi di Vecchi hanno vinto facilmente entrambe le partite, aumentando i rimpianti dei loro tifosi, che non gli hanno perdonato le nove partite senza vittorie – e numerose raccapriccianti sconfitte- e si sono lanciati in pesanti contestazioni come quella di ieri sera, dove e’ stata protagonista sopratutto la Curva Nord.

striscione-curva-nord-inter-crotone

La frangia piu’ calda del tifo nerazzurro ha riservato cori di affetto solo per Rodrigo Palacio, un ragazzo umile che si è sempre comportato da professionista esemplare in questi cinque anni all’Inter e che forse avrebbero meritato di arrivare un paio di anni prima per avere qualche soddisfazione in un’Inter piu’ organizzata e piu’ forte, invece la sua classe e abnegazione sono state inghiottite dal tourbillon di cambi societari, ben tre in tre anni, che hanno destabilizzato l’ambiente e hanno portato la squadra a navigare spesso a vista, senza una reale organizzazione societaria o qualcuno che facesse capire ai giocatori l’importanza del club e della maglia che stavano rappresentando.

Palacio è stavo uno dei pochi a salvarsi, per il suo comportamento esemplare e la sua umilta’, e i tifosi gli hanno giustamente riservato un piccolo tributo, mentre per gli altri ci sono state solo parole e cori pesanti, e addirittura fischi ai gol segnati, come per Marcelo Brozovic, uno dei primi sulla lista dei partenti, uno di quei giocatori che i tifosi piano piano imparano a non amare perche’ notano quanto talento si possa sprecare con l’atteggiamento e la mentalita’ sbagliata.

Si parte con un “Siam presenti solo per la maglia” e un “Andate a lavorare” per poi passare a cori piu’ pesanti, come l’ormai sempreverde – purtroppo- “Siete una squadra di m***a, avete rotto i c******i, veniamo coi bastoni!” Fino a un “Giocate senza la maglia” e “Bas****i non siete degni!” Col il resto dello stadio spesso ad applaudire, in segno di approvazione.

Un clima surreale, particolare, nonostante i 5 gol, l’Inter padrona del campo: solo i tanti bambini presenti, forse, nella loro innocenza si sono divertiti e si sono goduti la partita, il resto dello stadio sembrava quasi aspettare la fine dell’ennesima straziante stagione post-triplete, attendeva il fischio finale come una liberazione.

Perisic Inter

E al triplice fischio ancora cori solo per Palacio, che salutava insieme a Carrizo, mentre Perisic e’ rientrato a centrocampo col figlio per salutare lo stadio e la curva, ma praticamente non è stato considerato da nessuno, lui che comunque in questi due anni qualche gol pesante lo ha fatto, ma lui che è anche uno degli esempi piu’ lampanti di giocatore che spesso spreca il talento con un atteggiamento sbagliato in campo: probabilmente raggiungera’ un altro ex interista, Jose’ Mourinho, al Manchester United e probabilmente con i soldi della sua cessione l’Inter si mettera’ finalmente in pari con l’FPF, ma poteva esserci sicuramente un epilogo migliore per questa sua avventura.

La speranza di tutti gli interisti ora è che la societa’ sia finalmente riorganizzata e che Suning mantenga le promesse, ovvero epurare chi non merita di rappresentare un club cosi’ importante e investire per tornare grandi perche’ i tifosi nerazzurri, che hanno dimostrato un amore sconfinato anche nell’ennesima annata deludente, ma anche il blasone dell’Inter, meritano molto di più e la pazienza sta per esaurirsi.

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