Perotti salva la Roma, nel giorno dell’addio di Totti: Genoa piegato 3-2

Perotti risolve il match e blinda il secondo posto, ma tutta l’attenzione è giustamente riservata al numero dieci. A segno anche De Rossi, mentre Pellegri stabilisce un nuovo record.

ROMA –  Oggi è ufficialmente finita un era, una pagina di storia del calcio, venticinque anni con la stessa maglia, lui, romano DOC, tifoso giallorosso fin da bambino, che corona il sogno di giocare nella sua squadra del cuore. Fino a qui, sembra una storia come molte nel calcio, ma quando il suddetto ragazzo diventa il miglior marcatore della Roma, l’uomo con più presenze, e probabilmente il miglior giocatore della storia giallorossa, si intuisce, che si è assistito a qualcosa di unico. Unico, come lo spettacolo che il numero dieci, ha offerto a tutti gli amanti del calcio. In giorni come questi, la fede calcistica non conta. Siamo tutti debitori nei confronti di Totti, per quello che rappresenta e per tutte le emozioni che ci ha regalato in questi venticinque anni. “Purtroppo è arrivato il giorno che volevo non arrivasse mai” esordisce così, Francesco, nella sua lettera d’addio ai tifosi della Roma e a tutti gli amanti del calcio. E’ una frase che tutti gli appassionati del gioco condividono, perchè vuol dire salutare una delle ultime bandiere, in una realtà che ormai, è dominata dagli interessi economici e dal denaro, piuttosto che dalla fedeltà e dall’attaccamento alla maglia. Oggi è un giorno triste, perchè si ritira uno dei migliori interpreti del calcio, uno di quei fenomeni che ti fanno innamorare del pallone, un fenomeno, che forse meritava più rispetto, da parte di una dirigenza, che forse ha un po’ tradito “Er Pupone”, bollandolo anzitempo, come pensionato. Oggi in uno Stadio Olimpico gremito, è stata ammainata l’ultima bandiera in un clima surreale, dominato dalla commozione e dalla nostalgia per l’ultimo saluto all’ “Ottavo Re di Roma”.

LA PARTITA – La Roma ce l’ha messa tutta per rovinarsi la festa d’addio di Totti, tra palle perse e con un Szczesny disastroso, che trasmette insicurezza ad ogni cross che piove nell’area giallorossa. Juric schiera un Genoa combattivo, che onora il campionato, giocando a viso aperto anche l’ultima partita della stagione. I rossoblù passano in vantaggio con Pellegri, classe 2001, che trafigge Szczesny e diventa il più giovane bomber, nato nel 2000, a segnare in Serie A. Sette minuti più tardi ci pensa Dzeko a ristabilire la parità e il primo tempo termina quindi 1-1. Nella ripresa, De Rossi riporta in vantaggio i capitolini, su assist di Dzeko, ma cinque minuti più tardi, il portiere giallorosso combina una frittata e regala il pareggio rossoblù, firmato Lazovic. Al novantesimo Perotti segna e regala alla Roma tre punti fondamentali, che blindano il secondo posto.

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TOTTI, LEGGENDA INFINITA – 619 presenze, 250 goal, un campionato, due supercoppe italiane due coppe Italia, un Mondiale e una “Scarpa d’Oro”. Questo è l’invidiabile plamarès di Francesco, un bottino fin troppo magro, a detta di molti, per un giocatore che avrebbe meritato di vincere molto di più. Ma Totti ha preferito la fedeltà ai trofei facili, magari con maglie prestigiose, e questo ha contribuito a renderlo leggenda. Innumerevoli sono, i momenti indimenticabili della sua carriera: Dal primo goal, al cucchiaio agli Europei del 2000, passando per il campionato vinto nel 2001, fino ad arrivare all’indimenticabile Mondiale vinto nel 2006. Indimenticabili i goal contro la Sampdoria, del 26 novembre 2006, quello contro l’Inter del 26 Ottobre 2005, perle autentiche e impossibili da replicare. E’ il più vecchio marcatore nella storia della Champions League (36 anni e 16 giorni), e viene additato da molti, come il miglior giocatore italiano di sempre. Insomma unico e inimitabile, nel bene e nel male. Semplicemente Francesco Totti.

Roma - Chievo Verona

 

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