Napoli, troppi rimpianti e qualche certezza in più

NAPOLI – A stagione ormai conclusa è arrivato il momento di fare il punto della situazione: azzurri secondi fino al 92′ di Roma – Genoa quasi a voler maledire la festa di Totti e poi, forse il karma o chissà quale destino già segnato, Perotti ristabilisce l’ordine e Totti può avere la festa che si è degnamente meritato. Azzurri terzi, con qualche rimpianto di troppo e la consapevolezza che l’anno prossimo sì, si può davvero osare.

CONSAPEVOLEZZA – Il Napoli è ormai – quasi – maturo per poter dichiarare, stavolta serenamente, di voler puntare al tricolore e sottrarlo da Torino dove ormai per sei anni ne è diventato padrone. Il girone di ritorno degli azzurri ha mostrato come questa squadra abbia ormai chiara qual è la propria forza e quali sono i punti di debolezza dove migliorare, Sarri ha iniziato un lavoro lungo due anni, dove il calcio spettacolo è stato l’emblema del suo trascorso – ancora non terminato – alle pendici del Vesuvio. Sarri ha inculcato la mentalità a questi giovani calciatori che hanno le qualità per battere chiunque ed i punti raccolti nella seconda parte di stagione esemplifica tutto il lavoro svolto dal mister, visto che il gioco ormai è collaudato da due anni, il tecnico toscano ha dovuto impegnarsi per migliorare ancora di più la mentalità del Napoli e ci è parso di capire che la strada intrapresa è quella giusta: avere consapevolezza delle proprie forze.

VOGLIA – La cattiveria mista al bel gioco sarriano vista negli ultimi due mesi di campionato hanno messo in chiaro una cosa: il Napoli e Sarri vogliono vincere e vogliono farlo dando spettacolo. Che il bel gioco sia un marchio di fabbrica azzurro è ormai assodato e parlarne è superfluo. Ciò che desideriamo mettere in mostra è come questa formazione, finalmente, riesce a coniugare risultati e qualità per un mix “quasi” vincente, visto che il risultato di quest’anno si è concluso solo con il terzo posto dietro la Roma. Roma che nelle ultime giornate ha sempre avuto paura di perderlo e forse il Napoli avrebbe meritato di arrivare in direttissima ai gironi Champions, tuttavia il destino ha voluto ringraziare Totti e la Roma facendo chiudere la carriera al capitano giallorosso in maniera dignitosa. Ciò che conta sarà la voglia che gli azzurri dovranno avere e rimettere in gioco in vista dei preliminari in quanto sappiamo bene che le stagioni, iniziarle così presto, nascondono sempre delle insidie e prima del bel calcio, sarà necessario vincere la paura di questo tabù preliminare, che per le italiane dura ormai da troppo tempo.

CRESCITA – In realtà, sebbene la crescita della formazione di Sarri è ormai esponenziale, sono diverse le componenti che mancano all’intera società per poter competere in Italia prima ed in Europa poi. Al Napoli manca una struttura societaria d’élite e soprattutto con responsabilità decentrate: Adl deve capire che non può fare tutto lui e che ormai lo stereotipo del proprietario-imprenditore è morto trent’anni fa. Serve affidare l’area tecnica a chi di calcio ne compete, serve avere una buona primavera dove pescare i nuovi Insigne, serve avere una società ed una squadra più vicina alla stampa partenopea per avere un sostegno e non un nemico quando le cose vanno male. Soprattutto, al calcio Napoli serve assolutamente una cosa: nel giro dei prossimi cinque anni vanno migliorate le strutture, tra cui, ovviamente, risalta uno stadio ormai datato e soprattutto non di proprietà di De Laurentiis. Serve programmazione, pianificazione e capacità manageriali che, ad oggi, De Laurentiis ha dimostrato di avere, ma il passo dev’essere verso una dimensione più ampia e non limitata al proprio orticello.

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