A tutta B: la finale che non t’aspetti, Carpi diem, il Benevento in poppa, la grande Letizia e B Ready per la finale

CHIBSAH-678x381

LA FINALE CHE NON T’ASPETTI – Diciamocelo chiaramente: la finale Carpi-Benevento non era esattamente quella preventivata all’inizio di questi play off. Se si fosse fatto un pronostico a fine campionato, ovviamente, il favorito d’obbligo era quella squadra che più di tutte era andata vicina alla promozione diretta, mettendo quasi un abisso tra sé e la quarta in classifica, ma fallendo l’obiettivo solo per un passo falso (proprio a Benevento) a poche giornate dalla fine, ovvero il Frosinone. E’ vero i play off sono imprevedibili, ma i ciociari sembravano la compagine più accreditata (e forse più meritevole) di accompagnare Verona e Spal in A, anche soltanto per tutte le giornate passate in testa alla classifica e per il fatto di averla pure battuta a domicilio quella Spal che il campionato lo ha poi vinto. Avversario di finale sembrava, da pronostico, poter essere il Perugia, squadra a lunghi tratti tra quelle che hanno espresso il miglior calcio della categoria, molto vicina alla lotta di vertice e una delle squadre grazie a cui i play off si erano riusciti a giocare. E, invece, nessuna delle due sarà lassù a giocarsi la promozione, ma ci saranno due squadre, diciamo, così, a sorpresa. Ecco il bello (e il brutto, se la si legge dall’ottica di chi il campionato l’ha quasi dominato) della lotteria dei play off del campionato imprevedibile per eccellenza, quello di B.

CARPI DIEM – La prima sorpresa, e sicuramente la più grande di questa sessione di semifinali, è arrivata dalla sfida tra Frosinone e Carpi, dove il Davide di turno ha sconfitto il suo Golia, già grande sulla carta, divenuto quasi immenso ad un certo punto del confronto. Un solo fattore ha dominato per tutta la durata della contesa tra le due squadre, caratterizzando sia la gara d’andata che quella di ritorno, ovvero il nervosismo. Gara piuttosto tattica quella d’andata al Cabassi, con i padroni di casa arroccati a difesa della propria metà campo, cercando di sfruttare le ripartenze, e gli ospiti impegnati a liberare al meglio il proprio enorme potenziale offensivo dalle spire dei difensori emiliani. Partita brutta, con poche emozioni, con gli uomini di Marino che trovano la porta per due volte nel primo tempo e i biancorossi che, invece, insidiano l’area avversaria solo a fine frazione. Secondo tempo sulla falsariga del primo, con gli uomini di Castori a fare le barricate, provando i lanci su un solitario Lasagna, e i laziali che gestiscono il possesso palla, ma restano sterili nella fase conclusiva. Le cose non cambiano neppure quando Castori fa entrare Mbakogu e, soprattutto, quando a 10′ dalla fine si fa espellere Sabbione, lascando in 10 gli emiliani. A questo punto tutto sembra a favore dei gialloblu: partita da giocare in casa e due risultati a disposizione. Ma, ancora una volta, e stavolta ancor di più, è il nervosismo a far da padrone all’incontro, cui, però, non si controbilancia una prestazione arbitrale all’altezza. Il primo tempo sembra una copia della gara d’andata, con il Carpi a difesa della propria area e il Frosinone che si getta disordinatamente in avanti. Alla fine in cronaca entrano solo due tiri pericolosi di Dionisi ben respinti da Belec e, soprattutto, l’espulsione di Struna, per doppia ammonizione. I gialli, in realtà, sembrano avere una sola direzione, visto che il tabellino riporta quasi esclusivamente giocatori emiliani. Il nervosismo, quindi, cresce, e raggiunge il suo apice al 33′ della ripresa quando l’arbitro non concede un rigore sacrosanto (con relativa espulsione) agli uomini di Castori, che per le proteste è pure espulso. Di lì a poco arriva anche il secondo rosso per il Carpi, che, così, prosegue l’incontro in 9. Quando la partita sembra mettersi nel migliore dei modi per i padroni di casa, arriva l’evento che non ti aspetti: da una punizione dal limite nasce il rasoterra di Letizia che si insacca all’angolino basso per l’incredibile 0-1. A questo punto il Frosinone si riversa in avanti, ma sale in cattedra Belec, che nega due volte il pareggio. Al fischio finale la gioia degli ospiti si mescola con il nervosismo e si assiste a episodi anche poco edificanti. I ciociari sono chiamati sotto la curva per ricevere la contestazione, mentre Marino a fine partita si dimette. Gli emiliani, contro ogni pronostico, accedono alla finale.

BENEVENTO IN POPPA – Anche l’altra semifinale riserva una sorpresa, anche se, stavolta, meno clamorosa: Benevento e Perugia hanno comunque fatto un campionato dall’andamento piuttosto simile, al punto da chiuderlo a pari punti. Era più facile, però, preventivare la vittoria del Perugia, sia per questione di blasone, essendo la squadra umbra sicuramente più avvezza alle promozioni dei debuttanti assoluti campani, che per una questione di qualità tecnica, con la squadra di Bucchi che, dal punto di vista del gioco, lungo il corso della stagione, è stata sicuramente superiore a quella di Barone. Il Benevento, però, instrada già le cose nella gara d’andata, al Vigorito. Anche qui gara decisamente tattica, dove ha la meglio lo studio dell’avversario con sporadiche battute in avanti a scapito dello spettacolo. Così nel primo tempo le occasioni si contano sulle dita di una mano, con Ceravolo che, subito in avvio si mangia una grossa occasione e il Perugia che risponde con un gol annullato (fuorigioco di Dezi che partecipa attivamente all’azione, ma l’arbitro ci mette almeno 2′ prima di annullarlo) e un tuffo di Di Carmine che manca il pallone di un soffio, libero davanti alla porta. In avvio di ripresa è ancora il Benevento ad andare vicinissimo al vantaggio, quando Brignoli manca la presa alta e regala palla a Ceravolo che, però, non ne approfitta. Questa è solo un’anticipazione al gol di Cibsah che arriva di lì a poco: al 59′ Gnahore commette una leggerezza e si fa soffiare palla al limite dal giocatore del Benevento che entra in area e scocca un tiro teso che si insacca per il vantaggio degli uomini di casa. Comincia l’assedio degli ospiti, che, però, non riescono a concretizzare la mole di gioco e, anzi, rischiano di subire il gol in contropiede ancora con Ceravolo. Si va alla partita di ritorno, dove stavolta sono i giallorossi ospiti ad avere due risultati su 3, mentre il Perugia deve vincere con un gol di scarto per sfruttare la posizione di classifica. L’incontro del Curi è sicuramente la migliore delle 4 gare di semifinale, soprattutto grazie al Benevento che non si nasconde dietro a tatticismi, ma cerca di chiudere il discorso qualificazione, sfiorando a più riprese il gol con Lopez, Eramo, Lucioni e Puscas, mentre i padroni di casa vedono la porta avversaria solo alla mezz’ora. La ripresa, invece, vede una risposta d’orgoglio dei grifoni, che chiudono gli ospiti nella propria metà campo, lasciando spazio, però, ai contropiede. Così alla rovesciata di Di Carmine, con cui gli uomini di Bucchi sfiorano il vantaggio, risponde Cibsah che spedisce la palla di poco a lato. A 9′ dalla fine, però, il Benevento chiude l’incontro, con Puscas rapido a ribadire in rete la risposta corta di Brignoli sul colpo di testa di Camporese da angolo. Al Perugia a questo punto servono 2 gol da segnare in pochi minuti, ma non demorde e dimezza il necessario al 90′ con Nicastro che ribadisce di piatto in gol la respinta sul tiro di Mustacchio. Poi va anche vicino al vantaggio con Guberti e chiede un rigore per presunto tocco di mano di Gyamfi su tocco ravvicinato di Di Chiara. Ma poi arriva il triplice fischio che condanna i grifoni e scrive la storia del club campano.

LA GRANDE LETIZIA – Senza nulla voler togliere ai gol di Cibsah (foto di copertina) e Puscas, che hanno consegnato alla storia la stagione del Benevento, senza ombra di dubbio il gol più importante, significativo ed emozionale della sessione di semifinali è stato quello che ha sovvertito ogni più scontato pronostico fatto alla stesura del calendario dei play off, ovvero quello di Letizia del Carpi. Gaetano Letizia è un difensore, all’occorrenza centrocampista, classe ’90, nato a Napoli, cresciuto a Scampia e arrivato al calcio grazie al San Vitaliano, con cui esordisce nel 2007 in Promozione. Tra il 2008 e il 2010 è in Serie D col Pianura, ma l’esordio tra i professionisti arriva solo nel 2010 con l’Aversa Normanna, con cui gioca due stagioni in Lega Pro Seconda Divisione, segnando anche un gol nella seconda stagione. Da lì lo pesca il Carpi, con cui gioca dalla stagione 12/13, vivendo tutta l’epopea della squadra di Castori, con la promozione in B alla prima stagione (segna anche un gol nei play off, in semifinale col Sudtirol) e lo storico approdo in A nel 2015 (cui contribuisce con 2 reti), dove gioca un’intera stagione realizzando anche una rete. Scende nuovamente in B con la squadra emiliana e vive un’altra stagione da titolare della formazione di Castori, contribuendo alla tribolata promozione ai play off con 2 gol in corso di stagione regolare. Poi, nella semifinale di ritorno, con la sua squadra ridotta in 9 e innervosita dall’atteggiamento di arbitro e pubblico, contro tutto e contro tutti, soprattutto contro ogni più roseo pronostico, sale sul trono dei protagonisti segnando un gol storico, tirando una rasoiata rasoterra sulla battuta di seconda di una punizione dal limite che coglie in controtempo Bardi e si insacca all’angolino basso per il definitivo 1-0 che scrive un’alta pagina di storia del club emiliano.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA FINALE PLAY OFF – E, alla fine, siamo arrivati, cavalcando a ritmi sempre serratissimi, alla finale dei play off, che deciderà, dopo una gara d’andata e una di ritorno, la terza squadra che seguirà Verona e Spal in massima serie. Una finale, come si è già avuto modo di dire, del tutto insolita viste le squadre che componevano la rosa delle partecipanti agli spareggi. Ci arriva il Carpi, dopo una stagione non del tutto esaltante, seppur vissuta sempre nei piani alti della classifica, che, però, a lunghi tratti, l’ha vista anche permanere fuori dalla zona play off, senza quella brillantezza che aveva caratterizzato la promozione di due stagioni fa. Acquisita la posizione nelle ultime giornate, l’ha saputa difendere al meglio. Ha giocato il preliminare in casa del Cittadella, una squadra che per un po’ aveva coltivato anche sogni di promozione diretta, soprattutto dopo la prima fase portata avanti a suon di vittorie consecutive, vincendolo in modo meritato. Poi, in semifinale, ha ritrovato il Frosinone, favorito d’obbligo, che in campionato aveva chiuso con 12 punti di più in classifica, superandolo, come descritto sopra, contro ogni avversità e, soprattutto, ogni pronostico. E ci arriva anche il Benevento, debuttante assoluto della serie cadetta, ma, nonostante questo, fin da subito uno dei protagonisti della stagione, vissuta tutta nei piani alti, con velleità di promozione, fino alla sicurezza del posto play off, dovendo rinunciare a saltare il preliminare solo per uno svantaggio nei confronti diretti col Perugia. Squadra umbra che ritrova e supera in semifinale, dopo aver eliminato lo Spezia nel preliminare giocato al Vigorito. In stagione Carpi e Benevento si sono incontrate prestissimo, già alla seconda giornata, il 4 settembre, con un 1-1 al Cabassi. Al ritorno, invece, il 28 gennaio, netta affermazione dei campani, con un 3-0 firmato dalla doppietta di Ceravolo e da Falco. Si parte il 4 giugno alle 20.30 al Cabassi, mentre i giochi si chiuderanno l’8 giugno al Vigorito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.