Un proverbiale mercato dell’Inter

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CHI LASCIA LA VIA VECCHIA PER LA NUOVA… – Che cosa l’Inter si lasci alle spalle è ben chiaro. E l’intenzione è proprio quella di lasciarsi davvero tutto alle spalle perché l’ennesimo papocchio tecnico si è chiuso con un’altra stagione fuori dalle coppe, quando tutti si era piuttosto sicuri che quella di due anni fa fosse l’ultima vissuta dai nerazzurri (anche se in realtà, a ben vedere, anche in questa stagione l’Inter in Europa non è praticamente mai “scesa in campo”…). La svolta era necessaria ed era necessario farla in un modo più sensato rispetto all’imbarazzante commedia dello scorso inizio di campionato. L’arrivo di Sabatini ancor prima che si chiudesse ufficialmente la stagione e la scelta repentina del nuovo allenatore hanno parlato in questo senso. Scelta dell’allenatore: primo punto in agenda. Il popolo nerazzurro, ovviamente, non si sottrae all’usanza del tifoso medio di esprimere pareri e di emettere sentenze ancor prima che qualcuno abbia cominciato il suo lavoro. Così il mondo interista si è diviso in due: chi vede Spalletti come un allenatore che, fin qui, non ha ancora vinto nulla di importante, che ha dimostrato di soffrire le personalità forti ed ha messo in mostra squadre con evidenti limiti di tenuta sull’intero arco del campionato, giocandosi, con quei blackout, la possibilità di un risultato finale, e chi pensa che l’allenatore toscano sia comunque un top mister, con il polso giusto per gestire la difficile matassa nerazzurra, che possa riportare la squadra a lottare per i piani alti, come hanno quasi sempre fatto le sue squadre (diciamocelo: anche tonare a vedere un’Inter lottare per un secondo posto sarebbe oro colato…), e il cui passato non possa né debba condizionare il rendimento nel nuovo ambiente. In fondo, si pensa, anche Mancini, quando arrivò all’Inter la prima volta, veniva solamente da qualche buon campionato in viola. Ai posteri l’ardua sentenza.

CHI BEN COMINCIA E’ A META’ DELL’OPERA – I risultati del nuovo corso non si sono fatti attendere e subito sono arrivati due colpi interessanti, per provare a cementare quelle falle emerse dall’ultimo campionato. Intanto era necessario dare una pesante assestata alla difesa, reparto decisamente in difficoltà nella passata stagione (a voler usare un eufemismo…), così, accanto al (pare) confermato Miranda (nonostante i recenti alti e bassi), data per scontata la probabile partenza di Murillo (divenuto un lontano parente del giocatore preciso ed affidabile messo in mostra i primi tempi del suo arrivo in Italia), oltre a quelle praticamente certe di Santon (Inghilterra?), Ranocchia (Samp?) e Nagatomo (che, però, vorrebbe continuare a giocarsela), è arrivato Milan Skrinar, lo slovacco classe 95 che tanto bene ha fatto la scorsa stagione in maglia blucerchiata. Questo rappresenta il primo puntello di un reparto da rifondare, ma la scelta sembra dare il metro di una via intrapresa decisamente nel modo migliore. Nella stessa ottica, quindi, vanno letti gli interessamenti per il terzino sinistro Dalbert, 23enne brasiliano del Nizza (la trattativa è lunga, ma pare ben avviata, manca solo di trovare un punto d’incontro tra la richiesta, 25 milioni, e l’offerta, 18), per il 20enne centrale Issa Diop del Tolosa, per cui i nerazzurri sembrano in pole, per il greco Stafylidis del Augsburg, per Inigo Martinez, uno dei pilastri della difesa della Real Sociedad (ma che i media spagnoli danno in partenza vista la disponibilità della squadra nerazzurra a pagare la sua clausola rescissoria di 32 milioni), oltre alla (quasi impossibile) suggestione Bonucci, chiacchiera di mercato delle ultime ore. A ridare ordine ad un centrocampo allo sbando, soprattutto nell’ultima parte della stagione, invece, è stato chiamato l’esperto Borja Valero, corrispondente perfettamente all’identikit tracciato da Spalletti per le sue esigenze tecniche. Una testa pensante dai piedi raffinati che alla mediana interista serviva come il pane. Con queste premesse il mercato nerazzurro si è avviato bene, anche in chiave futura, con l’acquisto del talento argentino classe 2000 Facundo Colidio (che resterà in patria fino a gennaio).

LA PAZIENZA E’ LA VIRTU’ DEI FORTI – Certo, di fronte ad un Milan pigliatutto e ad una Juve che piazza colpi ad orologeria, questo mantra è il più ripetuto tra i tifosi interisti, perché ci vuole davvero tanta pazienza e fiducia in quello che gli operatori del mercato stanno facendo per accettare di attendere i segni di un mercato che dà notizie col contagocce. Eppure l’impressione generale del tifoso è che l’Inter, per una volta, sappia esattamente cosa sta facendo e, quindi, lo stia facendo bene. Anche perché gli altri nomi che caratterizzano le trattative in corso sono suggestivi e stuzzicano più di un palato. A cominciare dal sogno (neanche tanto) proibito Nainggolan, che potrebbe diventare la vera perla di un centrocampo che, dopo la cessione di Banega e archiviato il rifiuto di Vidal (poco convinto di fare uno sgarbo alla Juve e sulla via di un rinnovo con un Bayern per nulla intenzionato a privarsene), con la conferma del Gagliardini di metà stagione e la (tanto attesa) esplosione di Kondogbia potrebbe assumere un aspetto davvero interessante. E la cosa non è destinata a finire qui, visti gli interessi per Brandt del Leverkusen (anche se il club lo dichiara incedibile), oltre ai soliti Pastore (difficile) e Lamela. Più calda la pista che porta a Matic del Chelsea, che Conte non vuole cedere a diretti avversari (United su tutti) e preferirebbe vederlo andare all’estero. E l’Inter resta alla finestra. In uscita sicura Jovetic e Biabiany (Samp o Genoa). Là davanti, con Gabigol pronto al prestito, tiene banco il Perisic affaire. Tutto sembra andare nella direzione di una cessione, verso Manchester (se sborsa i 45 milioni di sterline richiesti), e da lì deriveranno tutti gli scenari che questa aprirà. Al suo posto Spalletti vorrebbe almeno 2 giocatori da affiancare a Candreva (probabile la conferma nonostante gli alti e bassi stagionali), di cui uno giovane e uno affermato. Per questo ultimo profilo il tecnico preferirebbe qualcuno di particolarmente veloce, quindi l’Inter proverà per il 25enne Mané del Liverpool, anche se il sogno resta Alexis Sanchez. Nelle ultime ore, per il reparto offensivo, si è tornato a parlare anche di Berardi, ma i 50 milioni chiesti dal Sassuolo continuano ad essere uno scoglio piuttosto alto.

RIDE BENE CHI RIDE ULTIMO – Questa è la speranza ultima del tifoso nerazzurro. Abituato alle cose raffazzonate e buttate lì di fretta di queste ultime stagioni, pagate a caro prezzo di risultati sul campo e coronarie lasciate sugli spalti, adesso sembra disponibile ad “aderire al progetto” perché ne vede bene i contorni e, per ora, ne apprezza i risultati. Come dice Ausilio, la fine del mercato è lunga a venire ed in mezzo potrebbe esserci ancora molto da divertirsi, ma le somme dovranno essere tirate necessariamente alla fine. L’importante, per i nerazzurri, è soltanto evitare l’ultimo proverbio: Chi visse sperando…

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