La Free Agency conferma il dominio Golden State e il disastro Cavs

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E’ passato più di un mese dalle Finals 2017. I Golden State Warriors hanno dominato la serie chiudendola con un perentorio 4-1. Il mondo è rimasto scioccato, non tanto dalla vittoria, ampiamente prevedibile, ma di come questa sia arrivata. Tutti credevano di assistere ad una serie combattuta, e invece GSW, ha letteralmente annientato i Cavs. Lebron James in versione marziano, non è riuscito a trascinare la squadra, merito anche di un Kevin Durant stratosferico, che ha così vendicato la sconfitta alle Finals 2012. Questo appunto succedeva il 13 Giugno 2017, ed era lecito aspettarsi delle manovre importanti da parte delle due franchigie, nella Free Agency. Aspettative soddisfatte solo da parte di Golden State.

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I Warriors si avventuravano nella Free Agency, come squadra più ambita dai panchinari di lusso desiderosi di vincere un titolo, ma soprattutto dovevano cercare una strategia vincente per riconfermare sia le stelle, che i preziosissimi sostituti. Gente come Iguodala e Livingston, giocatori che si sono rivelati decisivi pur non avendo le luci della ribalta addosso. Si può assolutamente dire, che la franchigia ha svolto un ottimo lavoro. Sono stati rinnovati infatti, Curry (ad una cifra monstre), Durant che si è abbassato lo stipendio per permettere alla società di rinnovare Iguodala, e Livingston. Sono stati inoltre ingaggiati Nick Young e Omri Casspi, entrambi ottimi tiratori, capaci di fornire un prezioso aiuto dalla panchina. Insomma Golden State, alla pari di Oklahoma, è la vera vincente di questa Free Agency. La stessa cosa non si può dire sicuramente di Cleveland.

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I Cavs, usciti sconfitti dalle Finals, avevano un chiaro obbiettivo. Cedere Kevin Love in cambio di una giocatore All-Star, capace di reggere il peso della squadra assieme a Lebron e Kyrie Irving. Nelle prime settimane della F.A. sono circolati tantissimi nomi: si parlava di Butler, George, Anthony, e Millsap. Risultato? Butler a Minnesota, Millsap a Denver, ed Anthony ancora “prigioniero” dei Knicks. Ma è con la trattativa per Paul George, che s’inizia a capire il livello generale di confusione che c’è dentro alla franchigia. La sera del Draft 2017, Cavs e Pacers trovano l’accordo per l’approdo di Paul George in Ohio, in una trade che avrebbe mandato Love a Denver, in cambio di un pacchetto di prime scelte future, che sarebbero state scambiate con Indiana per PG.  Sembra tutto fatto, ma sia il GM dei Pacers, che quello dei Cavs si tirano indietro. I Cavaliers sarebbero dubbiosi riguardo alla difficile convivenza tra George e James. La trattativa dunque salta e due ore dopo, George viene ceduto ad OKC in cambio di Oladipo e Sabonis. I Cavs dunque, rimangono con un pugno di mosche in mano, rinnovano Korver e poco altro. Ecco già così, la situazione non è delle migliori. Aggiungiamoci pure la grana Irving, scoppiata due giorni fa. Il playmaker vorrebbe abbandonare i Cavs e la sua decisione sarebbe irremovibile. Il futuro dunque, non è dei più rosei, per la franchigia dell’Ohio, e occhio al mal di pancia di Lebron James…

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