Il Toro che verrà: prime impressioni alla fine del ritiro a Bormio

Il Toro riparte, tra la gioia del Filadelfia ed i dubbi di una squadra da finire

BORMIO – È ormai agli sgoccioli il ritiro dei granata in Valtellina; arrivati il 14, ripartiranno il 28 per Torino. Seguirà poi una seconda fase in Austria, dal 2 al 5 agosto.

PRIME IMPRESSIONI DAL CAMPO – Le prime uscite del Toro sono evidentemente inaffidabili per dare un giudizio sui ragazzi di Mihajlovic, ma in modo altrettanto evidente hanno fornito un quadro in chiaroscuro. Da un lato qualche segnale confortante qua e là, dall’altro però la dimostrazione che il Toro di oggi è ancora Belotti-dipendente. Basti pensare al match con l’Olginate, niente più che un’onesta squadra di Serie D: i giovani granata hanno dimostrato qualche buon fraseggio ma gravi lacune in fase conclusiva, tant’è che ci è voluto l’ingresso del Gallo per sbloccare il match (poi finito 3-1). Stesso copione con il Renate, Lega Pro: dei 5 gol granata 4 sono arrivati nel primo tempo, quando c’era Belotti in campo.

BELOTTI RESTA O VA? – “Ai posteri l’ardua sentenza” verrebbe da dire, vista la durata del tormentone estivo. Molti danno il Gallo in partenza per il Milan, in cambio di 60 milioni ed i cartellini di Niang e Paletta. È certo che il Toro non ha bisogno di vendere: il bilancio è in attivo e i conti a posto. È altrettanto vero che quei soldi farebbero comodo a Cairo, quei giocatori farebbero comodo a Mihajlovic, e che a Milano Belotti troverebbe quasi certamente un posto da titolare, la possibilità di giocarsi l’Europa League e quella di far parte di una squadra che punta alla Champions. Lui adesso è il Toro, è vero, ma resisterà al “canto delle sirene”? Chi vivrà vedrà, intanto il ritiro e le amichevoli continuano…

IL BORSINO GRANATA: CHI SALE E CHI SCENDE – Ribadendo che è davvero presto per dare giudizi, le impressioni che arrivano dalla difesa non sono male: dopo la disastrosa annata appena trascorsa, si percepisce una maggiore solidità nel reparto (a parte lo svarione contro l’Olginate). Buone le sensazioni da De Silvestri ma anche quelle da Lyanco; il giovane brasiliano, arrivato a febbraio, sembra già integrato nel gruppo e sembra dotato della tecnica e del fisico per fare bene. Intramontabile poi Moretti, sempre lucido a dispetto dei suoi 36 anni. Chi scende? Beh, alcune delle giovani speranze granata faticano ancora a farsi valere in campo, come si diceva all’inizio. Il ritiro però serve anche per dare loro lo spazio di cui hanno bisogno; magari sbaglieranno, ma di certo potranno e dovranno dare tutto per guadagnarsi la fiducia di società, tecnico e tifosi.

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