Milan: Dai Botti Estivi Verso I Primi Esami Autunnali

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L’estate è agli sgoccioli e, come ogni anno, tra i ricordi più tipici delle vacanze spiccano quelli dei fuochi d’artificio. Già, perché ogni paesino turistico che si rispetti ha il suo spettacolo pirotecnico: che sia Ferragosto, il Santo Patrono o qualsiasi altra buona ragione, il clou dell’estate è sempre la festa con i botti, con tanto di sfida tra comuni limitrofi a chi li fa più belli. Perché i fuochi d’artificio, sempre uguali e sempre diversi, hanno il potere di paralizzare grandi e piccini con il naso all’insù, in un’ammirazione estasiata di luci, colori e rumori che trasmettono magicamente un senso di stupore e gioia. Gli spettacoli pirotecnici, però, non bastano per trasformare un paesino qualunque in una meta turistica di successo. Il lavoro di ogni buon sindaco inizia proprio laddove i fuochi finiscono, con una gestione quotidiana che sappia valorizzare al massimo le bellezze del territorio che amministra. Il nuovo Milan quest’anno ha sicuramente stravinto la gara dei botti d’estate, ma ora viene il bello: dopo che la coppia di mastri fuochisti Fassone-Mirabelli ha attirato l’attenzione della folla, ora tocca al “sindaco” Montella amministrare le (nuove) bellezze rossonere per trasformare uno spettacolo effimero in un successo duraturo. Quale occasione migliore, quindi, di questa “pausa Nazionale” per fare un primo punto sul nuovo progetto milanista dopo i primi impegni ufficiali e la chiusura del calcio mercato?

UN INIZIO COI FIOCCHI – Con la vittoria  contro il Cagliari nella prima uscita casalinga di campionato si è chiuso un mese d’agosto decisamente positivo. Sarà pure ancora calcio d’estate, ma è già calcio che conta e dalle parti di Milanello non potevano sperare in un inizio migliore. Il ritorno in Europa, seppure dalla porta secondaria dell’Europa League, è stato un primo passo importante nel cammino di rilancio intrapreso dalla nuova dirigenza. Non a caso i tifosi rossoneri, abituati a cogliere i momenti che contano, si sono precipitati in più di 40.000 a San Siro, in pieno agosto, per sostenere la squadra di Montella nel preliminare contro i modestissimi macedoni dello Shkendija. Le vittorie nelle prime due gare di campionato hanno  poi confermato sul campo la volontà,  più volte espressa dalla società, di fare subito sul serio, anche se è evidente come la strada da percorrere per tornare a competere con le big sia ancora lunga. Infatti, dopo il convincente successo nella prima uscita a Crotone, il match di San Siro contro il Cagliari ha mostrato un Milan tuttora in fase di rodaggio, con alcuni dei nuovi elementi decisamente lontani da una piena integrazione. Nulla di grave, tutto nell’ordine prevedibile delle cose per una squadra che in due mesi ha completamente cambiato volto, grazie ad una campagna acquisti coi botti, come non se ne vedevano a Milanello da parecchi anni.

FINANZA CREATIVA O GRANDE PROGETTO SPORTIVO? – A dire il vero, ci sarebbero almeno due livelli di lettura di quanto successo in questi mesi frenetici: uno, prettamente sportivo, che parla di una ricostruzione tecnica molto determinata, fondata su un interessante mix di sicurezze e scommesse, l’altro, più gestionale, che guarda con un misto di stupore e perplessità alla “leggerezza” con cui la coppia Fassone-Mirabelli ha gironzolato scanzonata per il mercato, spendendo milioni e milioni di euro come fossero noccioline per gli scimpanzé dello zoo. Pioggia di investimenti che sembra ancora più sorprendente se si pensa alle difficoltà della nuova dirigenza cinese nel reperire tutti i fondi necessari per il closing, solo pochi mesi fa. Tra i dubbi dell’UEFA sul piano di rientro presentato e poi rimandato, le fideiussioni bancarie arrivate con difficoltà ed il tentativo di chiarimento di Fassone di pochi giorni fa, con la pubblicazione di tutti i numeri della nuova gestione, la tematica finanziaria è talmente aggrovigliata che meriterebbe un approfondimento ad hoc.  Quindi, in attesa di scoprire l’effettiva solidità di questa strategia, per il momento conviene limitarsi al livello di valutazione prettamente sportivo.

LA GIOVANI SCOMMESSE – In tal senso, la prima cosa evidente è che, con undici acquisti (e più o meno altr
ettante partenze), non si può certo parlare di un semplice rafforzamento della rosa, ma  piuttosto di una rivoluzione vera e propria. Soprattutto quando una buona parte dei nuovi arrivi è costituita da giocatori stranieri che, per quanto talentuosi, non conoscono nulla del campionato italiano, oppure da giovani promettenti che vengono però da realtà provinciali, in cui la pressione non è neanche lontanamente paragonabile a quella che si può sentire vestendo la maglia del Milan a San Siro. Si tratta di una scommessa a tutti gli effetti, fatta con piena (si presuppone) consapevolezza dal duo Fassone-Mirabelli che, puntando sulla qualità e sui giovani, hanno voluto porre le basi per un progetto di lungo termine. Così sono arrivati dall’estero Musacchio, Rodriguez, Çalhanoğlu e Silva, il quartetto straniero su cui il Milan ha voluto investire, pur sapendo che ness
uno di questi poteva garantire a priori un rendimento stellare, ma riponendo fiducia nelle qualità che ciascuno ha lasciato intravedere in sprazzi intermittenti di carriere ancora acerbe. Finora Musacchio è quello che ha dato le risposte più positive, Rodriguez ha alternato giocate raffinate a qualche amnesia tattica, mentre Calhanoglu è sembrato ancora in netto ritardo di condizione e di ambientamento. André Silva, infine, ha fatto intravedere un grande potenziale tecnico, ma sta soffrendo la sorprendente esplosione estiva di Patrick Cutrone, vera inattesa novità dell’attacco milanista di questo inizio stagione. EsplosionePatrick+Cutrone+AC+Milan+v+CSU+Craiova+UEFA+6Q7KtbTFfLhl che potrebbe sembrare quasi uno sberleffo del Fato di fronte a tutti i milioni spesi dal Milan quest’estate: tanti soldi per fare shopping in giro per l’Europa, quando il vero gioiellino era nel cortile di casa. In realtà, a parte il fatto che Patrick, trattenuto a Milanello soprattutto grazie alla grande fiducia di Montella, dovrà superare ancora molte prove per dimostrare di che pasta sia veramente fatto, la sua esplosione, se confermata, non farà altro che confermare la strategia verde della nuova società. Strategia di cui fanno parte ovviamente anche la riconferma di Gigio Donnarumma (sebbene la telenovela del rinnovo, con annesso acquisto del fratello, sia apparsa piuttosto stucchevole) e gli innesti di Kessie e Conti, due giovanissimi che però già hanno avuto un ottimo maestro di calcio in Gasperini, nella loro straordinaria stagione scorsa all’Atalanta. Entrambi si sono subito inseriti con entusiasmo nel progetto di Montella, portando energia, tecnica e tanta voglia di fare. Soprattutto Kessie ha ricordato a molti la grinta di gattusiana memoria, abbinata però anche a una notevole qualità di gioco. Certo, si tratta comunque di ragazzi poco più che ventenni, per cui è lecito attendersi momenti di calo nel corso di una stagione lunghissima, in cui le pressioni e le aspettative cresceranno sempre più, per loro e per tutti i giovani innesti della rosa

UNA DORSALE DI ESPERIENZA – Ecco perché Fassone e Mirabelli, che tutto sono fuorché novellini del mondo del calcio, hanno affiancato alla scommessa sulla linea verde tre acquisti di grande esperienza per costruire l’ossatura portante del nuovo Milan: Bonucci, Biglia e, finalmente, Kalinic. Quest’ultimo non era forse la prima scelta della dirigenza rossonera, ma è comunque un ottimo attaccante, già perfettamente integrato nel campionato italiano e funzionale al gioco di Montella, suo maestro in passato nella Fiorentina. Biglia è stato uno dei migliori play maker nel campionato italiano in questi ultimi anni e, infortuni permettendo, potrà Leonardo+Bonucci+AC+Milan+v+Villareal+Pre+JXnQbk-Pu2Xlportare il giusto mix di fosforo e muscoli nel cuore del gioco milanista. Infine Bonucci, giocatore di indiscusso valore, ma anche di temperamento molto forte, a volte persino traboccante. L’ex juventino dovrà quindi riuscire a ripagare la totale fiducia che l’entourage milanista gli ha concesso, calandosi con intelligenza nel ruolo di leader che tanto ama. Dovrà riuscire a diventare un punto di riferimento per i meno esperti, senza però sconfinare in atteggiamenti da prima donna, sicuramente controproducenti in uno spogliatoio giovane e totalmente nuovo che, prima di tutto, ha bisogno di trovare una sua identità di gruppo. Ultima nota sulla campagna acquisti milanista per Fabio Borini, di rientro in Italia dopo la sfortunata esperienza nel Sutherland: grande promessa del calcio romano di qualche anno fa, Borini avrà quest’anno l’occasione della vita per rilanciare la sua carriera dopo qualche stagione a tinte grigio-scure. Il ragazzo sembra averlo capito benissimo e, impegnato con una certa continuità da Montella in questo inizio di stagione, sta rispondendo con grande determinazione, anche se finora ha convinto solo parzialmente.

AC+Milan+v+KF+Shkendija+79+UEFA+Europa+League+uCGcomR51sNl

MONTELLA, TRA CERTEZZE ED ESPERIMENTI –  Insomma, il materiale su cui può lavorare Montella è tanto e intrigante. Toccherà all’ex aeroplanino trovare la giusta alchimia tecnico-tattica per risolvere il nuovo puzzle che la società rossonera gli ha messo tra le mani. I nuovi dirigenti lo lasceranno sicuramente giocare per un po’ con le tessere del puzzle, ma alla fine dovrà ricostruire il disegno complessivo ed individuare il modo (o i modi) per far rendere al meglio tutti i nuovi elementi della rosa. Nelle prime uscite stagionali il tecnico rossonero ha preferito muoversi in continuità, ripartendo dal 4-3-3 della scorsa stagione, ma già si è intravisto qualche esperimento con la difesa a tre. Soluzione che sembra ragionevole per valorizzare al meglio gli innesti a centro difesa di Bonucci e Musacchio, al fianco di Romagnoli e i contributi sulle fasce di Conti e Rodriguez, in un ipotetico 3-5-2. Modulo che però rischia di creare qualche problemino di adattamento per lo spagnolo Suso, che già in questo inizio stagione ha confermato di essere lo stesso elemento insostituibile della scorsa stagione. Arretrarlo sulla linea di centrocampo sembra uno spreco, mentre come seconda punta non convince. Più suggestivi potrebbero essere un 3-4-3, un 3-4-1-2 o addirittura il vecchio albero di Natale di ancelottiana memoria (3-4-2-1), tutti schemi in cui Suso dovrebbe trovarsi più a suo agio, ma che tuttavia richiedono meccanismi molto oliati. Insomma, per Montella c’è un sacco di lavoro da fare, ma il tecnico rossonero è uno che ama raccogliere le sfide e vincerle. Ha già dimostrato di saper leggere bene le sue squadre, riadattandole a seconda delle caratteristiche dei singoli: in questo caso, il materiale a sua disposizione è buono e se riuscirà a trovare velocemente l’assetto ideale, il Milan potrebbe trovarsi a competere per traguardi importanti ancora prima di quanto sperasse.

 

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