Inter – Genoa 1-0: lampi di Karamoh, intuito Spalletti

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È stata la vittoria di Spalletti, magari non dal punto di vista del gioco ma sicuramente da quello dell’intuito dei grandi e dello spirito di gruppo.

L’intuito che ti fa azzeccare le mosse giuste in corsa e lo spirito che sta accompagnando l’Inter in queste ultime giornate: una squadra che non si arrende, che non si fa sopraffare dai momenti negativi come gli scorsi anni e che, di riffa o di raffa, la porta a casa. Negli scorsi campionati questo non sarebbe successo, anzi, probabilmente l’Inter una partita così l’avrebbe persa, con il gol segnato negli ultimi minuti non dal proprio terzino ma dagli avversari.

Le due ultime vittorie, arrivate nei minuti finali dopo prestazioni sottotono, non sono fortunose o casuali: in realtà sono il frutto della solidità e della caparbietà della squadra, che vuole sempre portare a casa il massimo possibile.
Solo a Bologna qualcosa si è inceppato, forse per la stanchezza di due trasferte a distanza ravvicinata, ma senza quel passo falso oggi staremmo parlando di un Inter capolista insieme alle due super-favorite del campionato, Napoli e Juventus, le uniche squadre a punteggio pieno: parliamo di due squadre ormai collaudatissime che sono ai vertici del campionato italiano da anni, mentre l’Inter di Spalletti è una creatura in divenire, dove però i primi risultati si stanno vedendo nella testa, con giocatori più determinati e sicuri in campo, e con una coesione di squadra che riesce a far superare i momenti di difficoltà, prova ne è anche il fatto che i Nerazzurri abbiano la miglior difesa del campionato, segno che proprio non ci stanno a perdere.

Spalletti in questo momento è il vero top player dell’Inter, visto che quelli in campo ultimamente un po’ latitano, e non è un caso che le ultime partite – dove la stella Icardi è stato l’ombra di sé stesso – siano state decise da “gregari”: Skriniar a Crotone, Eder che si è procurato il rigore del pareggio a Bologna e oggi D’Ambrosio. In mezzo qualche lampo dell’altra stella della squadra, Perisic, uno che se trovasse continuità anche nelle partite stesse sarebbe devastante, uno che comunque si sacrifica per tutti e deve avere anche il tempo di rifiatare anche durante il corso dei match.
Come dicevamo prima però, oggi oltre allo spirito e alla caparbietà del gruppo, a San Siro ha vinto l’intuito del grande allenatore quale è Spalletti: accortosi della scarsissima vena di Icardi e Candreva e delle pause di Perisic ha avuto il coraggio di inserire altri due giocatori di attacco che accendessero un po’ la luce nella squadra con le loro accelerazioni: Eder e Karamoh.

L’italo-brasiliano era già stato decisivo a Bologna mentre il giovane francese è stato una piacevolissima rivelazione: con le sue folate e la sua personalità ha messo in crisi i giocatori del Genoa, costringendoli a rincorrerlo – aprendo così spazi ai compagni smarcati- e a commettere falli che sono costati due ammonizioni e un’espulsione. Non aveva paura a puntare l’uomo e saltarlo, il giovane Yann, e se aggiungiamo che l’angolo del gol partita nasce da un suo bel tiro che Perin era stato costretto a deviare in corner, si può facilmente dire che sia stato devastante e che il suo ingresso sia stato decisivo per far svoltare la partita e portare a casa i tre punti.
Da tanto non si vedeva un esordiente infischiarsene dell’esigente e severo pubblico di San Siro e osare così tanto al debutto: una folata di ottimismo ed entusiasmo per il pubblico interista, che già sente di aver trovato un piccolo gioiello che potrebbe alla lunga costringere alla panchina Candreva, uno che da quando è arrivato all’Inter raramente ha convinto e ultimamente è sempre fra i peggiori in campo.

Il Genoa, comunque, ci aveva provato e, se è pur vero che in un paio di occasioni Handanovic è stato costretto a tirare fuori il meglio di sé e in un altro paio i rossoblù han peccato di scarso cinismo, è vero anche la squadra di Juric non ha mai dato l’impressione di avere convinzione e organizzazioni tali da impensierire seriamente l’Inter e metterla in difficoltà, vivendo troppo di spunti dei singoli, sembrando quasi una squadra che cerchi più di approfittare dei momenti di debolezza degli avversari che una che prova a imporsi nel corso della partita, infatti nonostante qualche rischio corso, l’Inter ha sempre avuto saldamente in mano il match e le è bastato poco, qualche accelerazione in più e un po’ di coraggio, per portarla a casa.

Ora Spalletti dovrà cercare di arrivare al derby di metà ottobre con altri tre punti in tasca, senza sottovalutare l’impegno a Benevento, davanti a dei tifosi che aspettano ancora la prima vittoria in Serie A, rischiando di buttare altri due punti come a Bologna, dimostrando che a volte il top player non è necessariamente in campo ma in panchina.

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