Toro, dall’esaltazione iniziale alla delusione post derby e Verona: un altro anno a metà classifica?

Sasha Mihajlovic, allenatore del Torino (Immagine Mamefeed)
Sasha Mihajlovic, allenatore del Torino (Immagine Mamefeed)

TORINO – La settimana da cui esce il Toro è di quelle da dimenticare: alla scoppola quasi storica nel derby si aggiunge il pareggio beffa contro il Verona. Sono i segnali di una squadra che deve ridimensionare le sue ambizioni europee per una più modesta mezza classifica? Proviamo a ragionarci un attimo.

HARAKIRI CONTRO L’HELLAS – Il riassunto della partita contro gli scaligeri è presto fatto: un buon Toro nel primo tempo che trova il doppio vantaggio, un Verona che esce nella ripresa cercando la rimonta, un Toro che comunque regge per poi perdere completamente la testa nei minuti finali, quando resta in dieci per l’infortunio di Belotti. Risultato: tre punti già in cassaforte vengono “svaligiati” e diventano uno, lasciando i ragazzi di Mihajlovic con un settimo posto in classifica ma soprattutto con tanta, tanta delusione.
Pazzini

UNA SQUADRA SQUILIBRATA (IN TUTTI I SENSI) – I granata dovevano dare prontamente un segnale dopo il terribile derby. Sembrava che questo segnale fosse arrivato nel primo tempo, ma è clamorosamente sfumato nel finale contro il Verona. L’impressione è quella di unasquadra che non è ancora pronta per competere davvero per la classifica che conta: troppo ballerina la difesa, troppo fragile il centrocampo, troppo fragili anche i nervi quando il match si fa duro. I ragazzi di Mihajlovic fanno passi indietro anziché avanti rispetto all’inizio del campionato; è evidente che così non vanno da nessuna parte, o perlomeno non vanno verso quell’Europa League che è l’obbiettivo dichiarato dalla società.

Gianluca Petrachi e Urbano Cairo, dirigente sportivo e presidente del Torino (immagine www.toronews.net)
Gianluca Petrachi e Urbano Cairo, dirigente sportivo e presidente del Torino (immagine www.toronews.net)

IL BORSINO GRANATA: CHI SALE E CHI SCENDE – Dopo una delusione così si può salvare ben poco; facendo uno sforzo, rileviamo lo sblocco di Niang, che ritrova il gol e un po’ di fiducia dopo un primo tempo pessimo. Qualche buon segnale anche dal brasiliano Lyanco, che non sembra avere grandi colpe sulle amnesie difensive dei granata; molto più che rivedibili invece Molinaro e Rincon, il primo con un fallo di mani che ingenuo è dir poco, il secondo che sembra aver smarrito quella grinta che lo caratterizza da sempre. Ennesima delusione infine da Gustafson, che continua a giocare poco e male.

L’ANSIA PER BELOTTI – Come se non bastasse, sui granata arriva la tegola dell’infortunio a Belotti: gli esami medici escludono per fortuna lesioni ai legamenti, ma intanto il Gallo salterà i match con l’Italia e forse anche quello a Crotone dopo la pausa. Anche su questo punto si scatenano le critiche a Mihajlovic: perché tenerlo in campo quando aveva già preso una botta nel primo tempo? È vero che quest’anno sta segnando meno ma la sua assenza potrebbe sentirsi eccome, soprattutto in un momento come questo. Mai pausa per la Nazionale fu più provvidenziale per i granata…

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