A tutta B: la scalata dell’Empoli, l’irriconoscente, il sale Marino, il branco disperso e B Ready per la 10^

pasqual

E, ALFIN, AD EMERGER FU L’EMPOLI! – In questa pazza serie B continua a regnare l’equilibrio più assoluto, ma, stavolta, dal mare del “non famose male” emerge l’Empoli, che balza, per la prima volta in questo torneo, da solo in testa alla classifica. Galeotto fu il posticipo e la vittoria, non scontata, su un’Entella che non perdeva da 5 giornate. Ma soprattutto l’occasione propizia l’hanno data i contemporanei pareggi di Frosinone e Palermo nello scontro diretto, con i ciociari che non hanno ancora vinto né segnato allo Stirpe e a fine partita hanno dovuto anche subire una piccola contestazione da parte dei propri tifosi, e i siciliani che continuano a non perdere, ma hanno inanellato già il sesto pareggio stagionale, e del Venezia, che porta a casa un pirotecnico 3-3 dalla trasferta di Ascoli, in un continuo alternarsi di emozioni. Così a trarne giovamento, oltre ai toscani neocapolisti, sono le inseguitrici: il Carpi torna alla vittoria giusto per dare un dispiacere al proprio vecchio allenatore Castori, che rimedia la prima sconfitta in trasferta con suo Cesena; la Cremonese compie un’autentica impresa in casa del Cittadella seppur ridotta in 9 uomini; il Pescara espugna il Tardini, dando l’ennesimo dispiacere stagionale interno ai neopromossi ducali. Male, malissimo, invece, la giornata del Perugia, alla terza sconfitta consecutiva, stavolta nella trasferta di Foggia, così da proseguire il lento scivolamento in classifica, e dell’Avellino, che, in posticipo domenicale, va a perdere il derby casalingo con la Salernitana, per di più dopo essere stato in vantaggio di due reti. E qualche morso alle mani se lo dà pure il Bari, che, se è vero che muove per la prima volta il proprio pallottoliere esterno, nella trasferta di Vercelli, è vero anche che due punti, quelli che valevano il secondo posto, li butta subendo il gol del 2-2 in pieno recupero. E, a proposito di trasferte, continua il suo disastroso cammino esterno anche lo Spezia, che rimedia la seconda sconfitta consecutiva lontano dal Picco: nella partita in cui sembrava aver trovato rimedio alla sua sterilità offensiva, trovando 2 gol in 12 minuti, scopre di avere problemi gravi negli altri due reparti (acuiti dal dover giocare col terzo portiere per i contemporanei infortuni dei primi due) subendo l’orgogliosa rimonta della Ternana che non si limita a fare un gol in più, ma la travolge con un poker. Infine, prima sconfitta per il nuovo tecnico del Brescia, Marino, che, nel match interno di sabato, cede i tre punti al Novara dell’ex Corini.

L’IRRICONOSCENTE – Classifica marcatori praticamente ferma questa settimana, visto che tutti i battistrada della graduatoria sono rimasti a secco. Capocannoniere è sempre Caputo, primo in classifica come la sua squadra, con 8 gol, seguito da Pettinari a 7 e dalla coppia Han-Improta a 6. Così le uniche novità si hanno a quota 5, dove Ardemagni viene raggiunto da Mazzeo, autore del secondo gol del Foggia contro il Perugia, e da Donnarumma, che realizza il momentaneo 2-0 dell’Empoli a Chiavari. Così, fatta la debita menzione a Galano, autore della doppietta che fa sognare il Bari di portar via i primi 3 punti da una trasferta, e a Pasqual (foto di copertina), che, a 35 anni, con tanta Serie A alle spalle in maglia viola, realizza il gol vittoria dell’Empoli che regala la testa della classifica, la vetrina di questa settimana tocca ad un altro autore di una duplice marcatura, utile, però, stavolta, a regalare 3 punti importanti alla propria squadra, seppur a discapito di un ex idolo della sua tifoseria, ovvero Jelenic del Carpi. Enej Jelenic è un centrocampista sloveno classe ’92, nato a Capodistria e cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Koper prima, con cui raggiunge la prima squadra nel 2010, giocando sia in campionato che in Champions, e del Genoa poi, dove arriva nel gennaio 2011 e con cui mette insieme 2 presenze in serie A. A giugno va in comproprietà al Padova, dove, dopo essere diventato di proprietà nel 2012, resta fino al 2014, quando i veneti falliscono e lui resta svincolato, dopo 42 presenze e 1 gol in B. Viene ingaggiato dal Livorno, con cui gioca due stagioni di B, realizzando 6 gol, e 6 mesi in lega Pro, con 3 reti realizzate. A giugno 2017 passa a Carpi, dove gioca alla corte di Castori, sfiorando con lui la promozione nella finale contro il Benevento. Lui resta, il mister se ne va, per tornare, questo sabato, da avversario. E Jelenic, con poca riconoscenza, lo accoglie con 2 gol che regalano il primo dispiacere al tecnico della promozione in A degli emiliani: al 4′ apre le marcature con un piatto destro su cross rasoterra da sinistra; al 17′ raddoppia con un destro al volo dopo il batti e ribatti nato in area a seguito di un cross dalla sinistra di Mbakogu.

HAN FATTO FAVILLI – In una stagione dove quasi ogni settimana si segna tantissimo, fortunatamente non mancano mai i gol giovani. Così questa settimana, oltre al solito Kresic, in gol da tre settimane consecutive, ma senza, stavolta, portare punti al suo Avelino, e il solito Minala, che realizza il gol vittoria della Salernitana nella stessa partita, uno di cui si sente parlare, nel bene e nel male, da anni, ma che, in fondo, ha ancora solo 21 anni, la vetrina tocca ad un altro di quei giocatori che conosciamo bene, visto che è uno dei “predestinati” individuati nello scorsco campionato, che, però, in questo turno si è permesso di realizzare una doppietta, che risulterà fondamentale nel risultato finale della sua squadra, ovvero Favilli dell’Ascoli. Andrea Favilli è un attaccante nato a Pisa il 17 maggio 1997 e cresciuto nelle giovanili del Livorno. Attaccante forte fisicamente, con buona tecnica, senso della posizione ed un forte colpo di testa, viene presto messo nel mirino dalla Juve, che lo preleva in prestito nel 2015 per la sua Primavera, facendolo esordire anche in A. Nazionale U21, con alle spalle un Argento agli Europei U19 del 2016 in Germania e un Bronzo al Mondiale U20 del 2017 in Corea, nel 2016 i labronici lo mandano in prestito all’Ascoli. Qui si mette in mostra diventando uno dei migliori giovani prospetti nazionali, con 8 reti in 30 partite. A giugno i marchigiani, intuendone il potenziale economico, lo riscattano e gli fanno firmare in quadriennale. Sabato il ragazzo ha ripagato la fiducia con una doppietta fondamentale: al 56′, con il risultato sull’1-1 per i gol di Zigoni e Carpani, riceve palla dalla sinistra da parte di Clemenza e, con un piatto destro che passa in mezzo alle gambe degli avversari, realizza il momentaneo 2-1; al 62′, 3′ dopo il nuovo pareggio di Marsura, approfitta dell’errore con i piedi di Audero che gli lascia letteralmente il pallone, così che a lui resta solo da scartarlo e depositare in rete il parziale 3-2.

SALE MARINO… – …scende Boscaglia. Questo è il riassunto di quanto accaduto l’ultima settimana in casa Brescia, dove è avvenuto il secondo cambio di panchina stagionale per la serie cadetta. Cambio di panchina che, forse, era tra i più annunciati e attesi della stagione. Non tanto per i demeriti del vecchio allenatore, anzi: il buon Boscaglia non aveva disputato un pessimo inizio di campionato, incamerando 10 punti che, considerata la classifica corta, lasciavano aperto a qualsiasi scenario, ed ottenendo anche risultati di un certo valore, come la vittoria a Parma o quella sul Perugia di appena due giornate fa. A confermare l’attendibilità del rischio esonero, in realtà, bastava, invece, il nome del presidente: Cellino. Nonostante le parole di appoggio all’allenatore, Boscaglia è stato sulla graticola praticamente dalla prima giornata e la pesante sconfitta di Chiavari, seppur conseguente al suddetto successo sul più accreditato Perugia, gli è costato la panchina. Non si fidava più dell’allenatore e temeva la retrocessione: queste la parole con cui il Presidente ha giustificato la scelta. Al suo posto è stato chiamato un tecnico d’esperienza, soprattutto per la categoria, che, ormai, bazzica da diverse stagioni con alterni risultati, ma che era fermo dall’inizio di questa, ovvero Pasquale Marino. Marino, ex giocatore classe ’62, con una carriera spesa nelle serie minori, in squadre del sud, particolarmente nelle squadre della sua regione, la Sicilia, come Siracusa, Messina e Catania, allena dal ’97, con tanta gavetta, partita dal Campionato Nazionale Dilettanti, ma giunta ad una svolta nel 2005, quando, alla guida del Catania, la squadra in cui aveva appeso le scarpette quasi 10 anni prima, conquistò la promozione in A, da dove i rossoblù mancavano da 22 anni. Dopo aver conquistato la salvezza, arriva la chiamata dell’Udinese, che, con un gioco spumeggiante e risultati di rilievo, riporta in Europa. Resta fino al 2010, al termine di una stagione travagliata che vede il suo esonero e poi la richiamata per portare, comunque, i bianconeri alla salvezza. Qualche battuta a vuoto nelle stagioni successive, con tre esoneri consecutivi, con Parma, Genoa e Pescara, fino alla chiamata al Vicenza, a ottobre 2014, quando viene chiamato per salvare la squadra e, invece, la porta addirittura al terzo posto a giocarsi i play off, persi in semifinale. Resta anche la stagione successiva (anche se ad inizio stagione è ad un passo dal ritorno al Catania, che salta per le note vicende che portano i siciliani alla retrocessione d’ufficio in Lega Pro), ma le cose non vanno per il meglio e, a marzo, arriva l’esonero. La scorsa stagione ha compiuto la grande cavalcata con il Frosinone che ha visto i ciociari contendersi con Spal e Verona la promozione diretta, persa proprio nelle ultimissime giornate. Giunto da predestinato ai play off, però, fallisce miseramente, eliminato dal Carpi in una rocambolesca semifinale, per cui, a fine campionato, arrivano le dimissioni. Ora la chiamata del Brescia, per una nuova avventura cominciata nel peggiore dei modi, con una sconfitta interna ad opera del Novara. L’incarico non sarà facile, soprattutto per il tribolato rapporto con un vulcanico datore di lavoro, a cui, però, siamo sicuri Marino abbia la personalità necessaria per tener testa.

IL BRANCO DISPERSO – Era uno dei derby più attesi della stagione, quello campano tra Avellino e Salernitana, tra due tifoserie che non si amano di certo. Un derby che va avanti dal 1959/60, torneo in cui le squadre si sono affrontate per la prima volta, in serie C, con una vittoria per parte, per 1-0 gli irpini a Salerno e per 2-0, appunto, i granata ad Avellino. Da allora le due squadre tra Serie C, soprattutto, serie B e Coppa Italia, prima di domenica, si sono incontrate 44 volte, con 13 vittorie dell’Avellino, 16 pareggi e 15 affermazioni salernitane. Nello specifico della serie cadetta, dove le due squadre hanno cominciato ad affrontarsi dal 90/91, i precedenti erano 12, con equa distribuzione tra pareggi e vittorie per parte. Nel particolare delle gare giocate al Partenio, i padroni di casa erano imbattuti, con 4 vittorie e 2 pareggi (10-8-4 nel computo totale dei derby giocati in casa). Si arrivava al derby con due differenti stati d’animo: i padroni di casa di ottimo umore dopo gli ultimi risultati, che ponevano la squadra in una posizione di altissima classifica, a 13 punti, ad un passo dalla vetta, raggiungibile con una vittoria, e gli ospiti un po’ delusi da un avvio un po’ ondivago, con una posizione di medio bassa graduatoria, con soli 9 punti, frutto di una sola vittoria, trovata poche giornate fa, ben 6 pareggi e 1 sconfitta. Il Derby, senza dubbio, non ha tradito le attese regalando emozioni altalenanti, in crescendo, che hanno rispecchiato, per la prima parte, l’andamento del campionato, per poi avviarsi al ribaltone finale: al 48′ vanno in vantaggio i padroni di casa con un colpo di testa del solito Kresic su spiovente dalla sinistra; 11′ dopo raddoppiano con Laverone che, sugli sviluppi di un angolo dalla sinistra, scaglia un destro potente dal limite che, deviato da un difensore, spiazza Radunovic; poi, quando la partita sembra in mano ai padroni di casa, i lupi perdono compattezza e cominciano a regalare spazio agli avversari che ne approfittano, accorciando le distanze al 72′ con la deviazione di Rodriguez su angolo dalla destra; il pareggio arriva all’85’ con un’azione personale di Sprocati che si porta a spasso la difesa mentre si decentra sulla destra per poi battere Radu con un preciso diagonale rasoterra di destro; al 95′ Minala completa il sorpasso ricevendo palla a centro area, dove, completamente libero, realizza il definitivo 2-3. Peccato per l’epilogo: Minala dopo il gol ha sentito il bisogno di andare ad esultare sotto i tifosi avversari, scatenando le reazioni dei giocatori biancoverdi che hanno portato ad una vera e propria caccia all’uomo, che, di sicuro, non ha sopito gli animi sugli spalti. La conclusione è stata l’espulsione dello stesso giocatore granata (che a fine partita si è scusato) oltre agli irpini Migliorini e Lezzerini (salvo ulteriori provvedimenti presi dal giudice sportivo). A livello statistico sportivo, comunque, prima affermazione in trasferta in cadetteria al Partenio per la Salernitana, che prende vantaggio sui lupi sia nel computo delle partite giocate in B che nel conteggio totale.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 10^ GIORNATA – Turno infrasettimanale alle porte, così la prossima giornata, la 10^, ne subirà le ovvie conseguenze: due anticipi al venerdì, uno alle 19 e uno alle 21, e tutto il resto del programma, 9 partite, sabato alle 15, senza posticipi. La sfida per la testa della classifica è tutta in programma sabato pomeriggio: la capolista Empoli è impegnata nel non semplice scontro diretto in trasferta con il Venezia, distanziato di appena 3 punti; il Palermo è atteso dal match casalingo con il Novara del grande ex Corini, che non disdegnerebbe di dare un nuovo dispiacere ad una sua ex squadra, dopo il Brescia; il Frosinone va a far visita ad una Salernitana al settimo cielo dopo la vittoria nel derby; il Carpi prova a dar continuità alle proprie vittorie nella trasferta di Vercelli, in casa di una Pro in un buono stato di forma dopo i passi falsi dell’inizio. Interessanti gli anticipi: alle 19 la Cremonese prova a sfruttare l’ottimo momento che l’ha portata a ridosso delle prime, testando la prima trasferta di Marino con il suo Brescia, desideroso di non trovarsi già sulla graticola dopo appena due partite; alle 21 il Bari, di buon umore dopo il primo punto in trasferta, affronta lo scontro diretto con un Cittadella desideroso di dimenticare il pessimo risultato casalingo dell’ultimo turno. Il Pescara vuole proseguire il buon trend dato dalla vittoria esterna, ospitando un delusissimo Avellino che si vuol subito rifare dopo la sconfitta interna nel Derby, mentre il Parma cerca di riprendersi dalla sconfitta interna con una nuova prova tra le mura amiche, stavolta contro l’Entella, deluso dalla rocambolesca sconfitta di domenica. Il Perugia, invece, cerca di uscire dalla spirale negativa nella trasferta al Picco contro uno Spezia che deve ritrovare presto la direzione dopo le due pesanti sconfitte esterne e i limiti messi in evidenza da esse. La Ternana, carnefice proprio degli aquilotti, cerca di proseguire l’ottimo momento nella seconda partita casalinga consecutiva contro l’Ascoli. Scontro diretto, infine, per il Cesena che prova a lasciare l’ultimo posto affrontando il Foggia, vittorioso nell’ultimo turno, posto giusto 3 punti sopra.

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