Inter… realtà o fuoco fatuo?

La domanda nasce spontanea: quanto reale può essere il cambiamento dell’Inter? Già perché la squadra scesa in campo in queste prime giornate di campionato è ben diversa da quella che la scorsa stagione ha sofferto fino alla fine rimanendo fuori da ogni competizione europea.
Un cambiamento che sembrerebbe avere del miracoloso ma che una causa la deve pur avere. E quale può essere?

IL MERCATO ESTIVO
Certo il mercato estivo ha lasciato i tifosi interisti con un po’ di amaro in bocca. Si aspettavano grandissimi nomi, colpi dell’ultimo minuto con il campione del momento soffiato agli avversari. E invece si sono dovuti accontentare di qualche innesto, senza grande risonanza. Ma alla fine questa “politica” sembrerebbe ripagare. I nuovi arrivi, ma soprattutto qualche cessione, hanno messo ordine laddove regnava il caos. Parlo nello specifico di Borja Valero e Škriniar che con un rendimento costante, magari non sempre al top (specie per il primo) stanno “spostando gli equilibri”, frase che pare andare molto di moda in questo periodo. Per quanto riguarda altri neoacquisto penso che ci sia bisogno di qualche tempo in più per capire se davvero siano stati affari determinanti. Ma, come spesso accade, il miglior acquisto è la mancata cessione di un giocatore che diventa fondamentale. E’ il caso di Perisic che è un punto cardine di questa Inter e che sicuramente è il valore aggiunto alla squadra di Spalletti. I suoi gol ma soprattutto le sue giocate sono alla base dell’intera manovra offensiva nerazzurra, difficile immaginarsi la Beneamata senza di lui. Un giocatore che sembra aver superato anche i malumori visto che in campo ed anche fuori (vedi profili social) appare sereno e concentrato, del tutto votato alla causa.

IL MISTER
Quanto può essere merito di Spalletti? Per molti tifosi non era l’uomo giusto per raccogliere i pezzi di una squadra andata in rovina ormai da tempo, che è riuscita nelle ultime stagioni solo (e non sempre) a salvare il salvabile. Non è il classico “vincente”, ma allo stato dei fatti la pensano ancora così? Non sarà tutto merito suo, ma se c’è qualcosa che è veramente cambiato in questa Inter è lo spirito. E questo parte dal manico e ovviamente dalla volontà dei giocatori di seguire il mister. Poi il bel gioco (visto non sempre) viene da solo. Ma quello che risalta di più è la determinazione, il cercare una soluzione nei momenti bui della partita. E qui qualcuno potrebbe dire “non ci dovrebbero essere momenti bui” ma la perfezione se mai la si raggiunge lo si fa con il tempo e Spalletti ne ha avuto ancora troppo poco. Quindi il toscano può davvero essere l’uomo giusto per i nerazzurri? Al tempo l’ardua sentenza, i conti come sempre si fanno alla fine. Di certo c’è solo che se la squadra continuerà a seguirlo e sostenerlo (han fatto fuori più allenatori i giocatori dell’Inter che Zamparini) potrà arrivare lontano, magari non lontanissimo, ma lontano.

IL CALENDARIO
E qui apriamo le polemiche. E’ stato un inizio di campionato leggero per i nerazzurri? Se guardiamo ai calendari di Inter e Napoli ci sono delle differenze ma non mi sento di ritenerle così sostanziali. E’ un dato però oggettivo che se i partenopei hanno passeggiato a Bologna, l’Inter è riuscita ad acciuffare un pareggio piuttosto “rocambolesco”. E se è vero che la Lazio è più in forma (molto più in forma) del Milan è anche vero che un derby è sempre un derby e chi conosce le stracittadine sa che la classifica sul campo non conta, che sono partite che fanno storia per conto loro. Quindi non penso che la cavalcata dei nerazzurri sia dovuta ad un calendario facile. Certo ora viene il bello e vedremo cosa sarà in grado di fare la squadra di Spalletti.

QUANTO DURERA’?
E’ questa la domanda cardine di tutto. Che l’Inter sia diversa dallo scorso anno sotto molti punti di vista l’abbiamo detto. Che questo inizio di campionato abbia dato buoni segnali anche. Ma quanto può durare tutto questo? E’ solo un fuoco fatuo o si tratta della vera realtà delle cose? L’Inter può lottare per qualche traguardo importante in questa stagione o no? Una risposta, anche se non definitiva, la si potrebbe avere già sabato. Andare in casa del Napoli, una delle squadre che meglio gioca a calcio e che al momento è un vero e proprio caterpillar è un banco di prova di quelli tosti. E’ innegabile che la compagine di Sarei sia diversi passi più avanti di tutte le avversarie italiane e quindi i pronostici non sono certo dalla parte dei nerazzurri. Ma quello che potrebbe dire il campo va al di là del risultato, dal mio umile punto di vista. Scontrarsi con i primi della classe potrà dire a chi guarda, ma soprattutto a Spalletti, cosa c’è davvero da sistemare e quali siano i reali punti di forza di questa squadra. Non ho mai pensato che una singola partita possa dare tutte le risposte e che quelle che regala siano totalmente reali. Basta pensare a qualche stagione fa, con l’Inter capolista fino all’ultima giornata del girone di andata, superata proprio da Napoli che poi alla fine dovette fare i conti con una rincorsa miracolosa della Juventus, passata dalle stalle alle stelle con un ruolino di marcia da far impallidire chiunque. Il campionato è ancora lungo, molto lungo, forse troppo lungo per poter dire se l’Inter può tornare ad essere grande, o “grandina”, ma che qualcosa sia cambiato è un dato di fatto, come che l’impegno in terra partenopea sia la prima parete difficile da scalare verso la vetta.

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