Inter, sonni (o sogni) da capolista

intersampdoria

Lo scontro diretto aveva congelato la situazione tra Inter e Napoli, con i soliti due punti di distacco. Il turno infrasettimanale invece qualcosa ha cambiato: l’anticipo ha consentito ai nerazzurri di dormire in testa alla classifica, aspettando, questa sera, il risultato dei partenopei a Genova (sponda Genoa).

Un risultato, contro la Sampdoria, che fa umore ma non onore alla squadra di Spalletti, che ha mostrato, in modo un po’ più evidente del solito, le lacune di cui più volte ha parlato lo stesso mister. Errori quasi fatali che fanno rabbia prima di tutto ai protagonisti “non possiamo rischiare così” è stato il commento di Capitan Icardi. Diversa l’analisi dell’allenatore che si è detto soddisfatto. Ma lo è davvero o vuole solo scacciare le malelingue dall’ambiente?
Perché tutta questa soddisfazione ce la dovrebbe spiegare.

La soddisfazione per una gara dominata per 70 minuti (nonostante i primissimi tutti a favore della Sampdoria), con un risultato che metteva i tre punti in cassaforte, può essere comprensibile, ma quello che è accaduto nel finale con i blucerchiati che di un soffio non agguantano un insperato pareggio, proprio no, non può dare soddisfazione a nessuno. Con tutto il rispetto possibile per gli avversari, certo che un calo netto di concentrazione come quello mostrato ieri sera, in altri contesti avrebbero condannato l’Inter non solo al pareggio ma forse a qualcosa di ancora più eclatante. E allora torna alla mento quanto successo nel derby con i rossoneri che per ben due volte sono riusciti a recuperare le svantaggio.

Su cosa, dunque, deve lavorare Spalletti con la sua squadra? Non sul piano tecnico-tattico, che è quello che mostra meno problemi (non che non ci sia ancora da sistemare qualcosa), ma soprattutto, verrebbe da pensare, sul piano mentale. Il ritenere la partita già chiusa è da sempre uno degli errori più gravi che una compagine possa fare.

Certo qualcuno dirà che con un pizzico di fortuna in più i tre pali colpiti sarebbero stati gol e quindi la Sampdoria non avrebbe potuto molto neanche con l’arrembaggio finale, ma le partite non si vincono con i “se” e con i “ma” ma con i gol, il gioco e la testa, e non tutte e tre le variabili sembrano al massimo in casa Inter, o almeno non tutte contemporaneamente.

Una notte al comando porterà consiglio ai nerazzurri? Al campo di Verona (nel posticipo di lunedì) l’ardua sentenza…

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