A tutta B: la volta del Palermo, la furia macedone, la fiducia nel nemico, il gol del Pepin e B Ready per la 13^

paulinho

TOCCA AL PALERMO – E nella grande girandola delle capoliste di questa prima parte del torneo cadetto, stavolta tocca al Palermo, che, regolando l’Entella con un secco 2-0, balza davanti e guarda tutti dall’alto. Almeno per questa settimana. A favorirlo il passo falso dell’Empoli che va a perdere sul campo di una Salernitana che inanella l’ennesimo risultato rilevante del periodo, confermandosi una delle squadre più in forma, e quindi più temibili, di questo scorcio di campionato, al punto da vedere la vetta ad appena 2 punti, nonostante la partenza a fari spenti. E anche il mezzo passo falso del Frosinone viene in aiuto dei siciliani, visto che i ciociari non vanno oltre il pareggio, in rimonta, nello scontro diretto di Venezia, fallendo il balzo solitario in avanti. Così al gruppo delle seconde in classifica a 20 punti ha la possibilità di agganciarsi anche il Parma che approfitta del momento migliore per far pace col Tardini, costringendo a più miti consigli un sempre coriaceo Avellino. Uno che non ha bisogno di far pace col proprio stadio è il Bari, che impone un secco 3-0 casalingo all’Ascoli e veleggia nelle posizioni più alte, anche lui ad appena 2 punti dalla vetta. Un tris di pareggi, poi, definisce il resto della zona play off: la Cremonese regala la gioia del ritorno ai punti al Perugia, che, dopo 5 sconfitte consecutive, con un pirotecnico 3-3 dalle alterne emozioni, incamera il primo punto della gestione Breda; il Cittadella impatta a reti bianche al Picco, fallendo pure un rigore grazie ad uno straordinario Di Gennaro che torna dall’infortunio per parare il penalty; il Novara strappa il 2-2 interno, sempre costretto a rimontare, ad un Cesena che sembra aver trovato un nuovo ossigeno con l’arrivo di Castori. Brutta, invece, la nuova battuta d’arresto interna del Pescara ad opera di un Brescia che mette insieme 3 piccole imprese: segna 3 gol in trasferta su un campo non facile; scavalca i diretti avversari in classifica e, soprattutto, impone lo 0 nel tabellino delle reti segnate ad una squadra votata all’attacco come quella di Zeman! In chiave salvezza importantissima, e sonante, affermazione in trasferta del Foggia, nel posticipo domenicale, in casa di una Pro Vercelli che, ora, resta solitaria all’ultimo posto, mentre in quello del lunedì la Ternana, altra squadra che fa della fase offensiva la sua caratteristica, si fa imporre lo 0-0 interno dal Carpi.

FURIA MACEDONE – Anche stavolta piccole ma significative variazioni nella classifica cannonieri. Davanti a tutti sempre Caputo, a 10 gol, che, stavolta, però, resta a secco, come, del resto, fa il suo primo inseguitore, Pettinari, che, a quota 8, si vede raggiungere da Mazzeo, che realizza 2 delle 4 reti del Foggia, confermandosi l’uomo più in forma e il vero trascinatore dei diavoli al di fuori della zona calda, e dal protagonista di questa puntata. Infatti fatte le debite menzioni d’onore ai doppiettisti di giornata, ovvero Mazzeo, appunto, Bocalon, che in 3′ ribalta il vantaggio dell’Empoli regalando la vittoria alla Salernitana (e di cui ci siamo già occupati qualche settimana fa), Di Carmine e Paulinho (foto di copertina), che si contendono a suon di gol il finale di Cremonese-Perugia, con il brasiliano che sembra, per una domenica, tornato quello di Livorno, autore di un gol bellissimo, in acrobazia, la vetrina di questa settimana è dedicata ad un altro marcatore multiplo che, non solo, come detto sopra, con una doppietta ha agganciato il secondo posto nella classifica cannonieri, confermandosi uno dei bomber più prolifici di questa prima fase, ma ha anche permesso alla propria squadra di agganciare la testa solitaria della classifica, ovvero Nestorovski del Palermo. Ilija Nestorovski è un attaccante macedone classe ’90, nato a Prilep e cresciuto calcisticamente nella squadra della sua città natale, il Pobeda, di cui raggiunge la prima squadra nel 2006. Resta 4 stagioni e mezza in patria, realizzando 39 gol e contribuendo, con 8, anche alla vittoria dello scudetto del Pobeda, alla prima stagione tra i professionisti. A gennaio del 2010 va in Slovenia, allo Slovacko, per una stagione e mezza non esattamente da ricordare, in cui segna solo 2 gol. Quindi va in prestito al Vitoria Zizkov, sempre in prima serie slovacca, per 6 mesi, e poi per una stagione e mezza in patria, al Metalurg. Ancora stagioni da dimenticare, con appena 2 gol segnati. La svolta si ha quando decide di trasferirsi in Croazia, all’Inter Zapresic, con cui realizza 69 gol in 3 stagioni, contribuendo, con 24 reti, alla promozione dalla seconda serie alla prima nella seconda stagione. I 25 gol nella massima serie dell’anno successivo attraggono gli interessi degli emissari del Palermo che lo prelevano all’inizio della scorsa stagione per farlo debuttare in Serie A. Per lui 37 presenze e 11 reti in massima serie che non servono a salvare i rosanero, ma a cementare il rapporto con la società sì, che lo conferma per la stagione di B, affidando a lui le chiavi della rinascita, e consegnandogli i gradi di capitano Lui sta rispondendo alla fiducia a suon di gol, gli ultimi due dei quali, fondamentali, sabato: al 29′ realizza il rigore che sblocca il risultato; al 48′ tira una perfetta punizione dal limite che si insacca la sette destro della porta di Iacobucci per il definitivo 2-0.

LA FIDUCIA NEL NEMICO – Come annunciato la scorsa settimana, il campionato cadetto ha un altro nuovo allenatore, visto che il Perugia ha esonerato Giunti dopo la partita col Cesena. Strano il percorso degli umbri in questo campionato, con le prime 6 giornate in cui avevano non solo realizzato 15 punti, ma si erano segnalati come una delle squadre migliori della B, che vinceva partite a suon di gol e giocando un calcio spettacolare, al punto che un posto per la promozione sembrava già assegnato. Poi, improvvisamente il blocco, con una sequenza terribile di 5 partite in cui gli uomini di Giunti hanno trovato solo sconfitte, anche pesanti e pure sul terreno di casa, come l’ultima, lo 0-3 subito dal Cesena, squadra impegnata a risalire dalle retrovie e autrice del primo cambio d’allenatore stagionale. Il cambio di guida tecnica è sembrata la più scontata conseguenza, anche solo per dare una scrollata all’ambiente. Meno scontata la scelta del sostituto, Roberto Breda, visto che lui ha una piccola caratteristica che, in terra perugina, potrebbe far storcere più di un naso: due stagioni fa ha allenato, e anche con buoni risultati, la Ternana. Breda è un ex calciatore trevigiano, classe ’69, con una carriera professionistica dipanatasi tra le 4 principali serie, soprattutto in B, con anche 43 presenze in massima serie, tra Salernitana (la squadra in cui ha militato più a lungo in carriera e dove si è fatto conoscere) e Parma. Dopo qualche stagione tra Genoa e Catania, decide di appendere le scarpette al chiodo nel 2005 con la maglia proprio dei campani. Da lì matura la decisione di intraprendere la carriera di tecnico, partendo dal settore giovanile della Reggina, nel 2007, dove resta fino a febbraio 2010, quando viene promosso in prima squadra per l’esonero di Iaconi, conquistando la salvezza. Così arriva la chiamata della “sua” Salernitana, nel 2010/11, in Lega Pro, in una stagione in cui la società ha pesanti problemi finanziari e parte con 5 punti di penalizzazione. Nonostante questo Breda porta i campani a perdere la finale dei play off contro il Verona. Con il fallimento della Salernitana si trova svincolato. Ritorna a Reggio Calabria, sempre in B, per una stagione per lui travagliata, in cui viene esonerato e richiamato e, nonostante questo, porta la squadra al 10° posto. Dopo l’esonero da Vicenza arriva il dolceamaro sulla panchina del Latina: chiamato per sostituire Auteri a settembre 2013, conduce i nerazzurri, neopromossi ed esordienti in B, a giocarsi la finale promozione con il Cesena; lasciata la panchina, comunque, a fine stagione, viene richiamato per sostituire Beretta, ma viene a sua volta esonerato a gennaio 2015 con la squadra in zona retrocessione. Nel 2015 la suddetta chiamata della Ternana, che conduce ad un buon campionato concluso al 12° posto. Questo gli vale la chiamata dell’ambizioso Entella per la stagione 16/17, che effettivamente guida per un ottimo campionato d’alta classifica, grazie anche al bomber Caputo, fino alla crisi della seconda metà del girone di ritorno che vede una serie di risultati negativi (1 punto in 5 partite) e una discesa in classifica fuori dalla zona play off che ne determinano l’esonero a favore di Castorina. Ora la chiamata del Perugia con un enorme faro puntato in faccia, perché se è già difficile risollevare le sorti di una squadra in corsa, agli occhi dei tifosi lo è ancora di più se sei stato alla guida dei più acerrimi avversari sportivi, perché difficilmente gli errori ti vengono perdonati e, per far dimenticare quell’enorme macchia, sei condannato a vincere e a far sempre bene. Giusto per aumentare la tensione, al tecnico sono arrivati, nel prepartita, anche messaggi da Terni e da Salerno, due zone non del tutto contente della sua scelta. L’esordio è stato, comunque, positivo, con un punto incamerato in trasferta che ha mosso la classifica dopo 5 giornate di blocco più totale, in una partita ricca di gol ed emozioni che gli umbri, in vantaggio per tre volte, avrebbero potuto anche vincere se non ci fosse stata la giornata di grazia di Paulinho. Insomma lavoro non facile per Breda, che, però, ha la giusta professionalità per affrontare nel migliore dei modi.

IL GOL DEL PEPIN – Non mancano gli Under 21 tra i marcatori neppure questa settimana. Oltre ai già celebrati Jallow e Chajia, che si alternano nelle marcature del primo momentaneo pareggio tra Cesena e Novara, altri due sono stati i giovanissimi in rete, che hanno contribuito a portar punti alla propria squadra con il loro primo gol tra i professionisti. Un punto l’ha portato Dossena del Perugia. Alberto Dossena è un difensore centrale nato a Brescia il 13 ottobre 1998, cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Lumezzane e Atalanta, con i bergamaschi che prima prendono in prestito il ragazzo per una stagione e poi lo acquistano ad agosto del 2016. Da gennaio di quest’anno è in prestito al Perugia, che prima l’ha schierato con la Primavera, pur concedendogli la vetrina di 5 presenze in B nello scorso campionato, e da luglio l’ha aggregato alla prima squadra. Straordinario esordio stagionale per lui: mai schierato fin qui, neppure per uno scampolo di partita, sabato è sceso in campo da titolare e al 22′ ha bagnato l’esordio con un gol importantissimo, svettando di testa su angolo dalla sinistra per il gol che sblocca le ostilità con la Cremonese, in un match che si chiuderà 3-3. Tre punti, invece, li porta l’altro marcatore, anche lui aprendo le marcature per una squadra che poi ne segnerà 3, tra l’altro proprio la squadra della città di nascita del suo collega, ovvero Machin del Brescia. José Ndong Machin Dicombo, detto Pepin, è un centrocampista equatoguineano, ma di origini spagnole, nato a Bata, in Guinea Equatoriale, il 14 agosto 1996. Cresciuto calcisticamente tra i settori giovanili di La Floresta, Barcellona, Cambrills, Gimnàstic e Malaga, viene portato in Italia nel 2015 dalla Roma e aggregato alla Primavera con cui vince lo scudetto 15/16. Nella stagione 16/17 cominciano i prestiti: prima 6 mesi al Livorno in B, quindi altri 6 al Lugano, per una miseria di presenze sul campo. Visto che nessuna delle due squadre lo riscatta, torna alla base per ripartire, all’inizio di questa stagione, in direzione Brescia, per un prestito con diritto di riscatto e controriscatto. Buona la fiducia in lui sia di Boscaglia che di Marino, ha collezionato fin qui 12 presenze, ma il primo gol è arrivato solo sabato: al 36′ della partita di Pescara, con il risultato ancora sullo 0-0, riceve palla al centro dell’area con un rasoterra dalla sinistra e scarica in rete un piatto dal basso verso l’alto per il gol che apre la via alla tripletta delle rondinelle, regalando la seconda vittoria a Marino.

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B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 13^ GIORNATA – Per il 13° turno si torna al classico: un posticipo venerdì alle 20.30, 8 partite sabato alle 15, due posticipi, uno domenica alle 17.30 e uno lunedì alle 20.30. La scoperta della prossima capolista, per sapere se resterà invariata, magari pure prendendo qualche margine di vantaggio, o se si assisterà al solito ribaltone, comincia già venerdì sera, visto che nell’anticipo serale il Palermo andrà a far visita ad un Pescara che ha bisogno di far punti visto il malumore che serpeggia nel pubblico dopo gli ultimi deludenti risultati e la classifica deficitaria. Le tre inseguitrici dirette risponderanno tra sabato e domenica: interessantissimo scontro diretto, allo Stirpe, tra il Frosinone e il Parma, anche solo tenendo in considerazione il fatto che i ciociari in casa non hanno mai perso mentre i ducali hanno un ruolino esterno invidiabile, con 3 vittorie in 5 partite; l’Empoli, invece, nel posticipo domenicale, attendo uno Spezia che in trasferta, finora, ha dato il peggio di sé stesso e gradirebbe il colpo grosso per dare un nuovo senso al proprio campionato, fin qui un po’ deludente. Bello scontro diretto anche subito dietro, visto che sabato pomeriggio è di scena anche la sfida tra le due squadre a 19, la Salernitana, in un periodo di forma straordinario, e il Bari, che fuori non riesce a rendere come tra le mura amiche. Due trasferte, invece, per le squadre che chiudono la momentanea zona play off: il Venezia è impegnato nel non semplice match del Rigamonti contro un Brescia in ottimo momento, alla ricerca della terza vittoria con Marino, mentre la Cremonese testa le aspirazioni di risalita del Foggia dopo la bella vittoria dell’ultima giornata. A cercare di approfittare di eventuali passi falsi le altre squadre alla portata: il Cittadella attende in casa la Ternana, due squadre che hanno chiuso a reti bianche l’ultimo turno; il Novara aspetta la Pro Vercelli, desiderosa di abbandonare l’ultimo posto, mentre il Carpi ospita l’Ascoli. Unica a giocare fuori casa sarà l’Avellino che testerà la prima casalinga di Breda sulla panchina del Perugia, con gli umbri alla caccia della svolta secca al proprio campionato e i campani che devono dimenticare la sconfitta di sabato. Infine, nell’ultima partita in programma sabato, l’Entella ospita il Cesena.

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